“Budapest si è svegliata diversa”
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Quando nella notte tra domenica e lunedì i risultati hanno cominciato ad affluire dai seggi ungheresi, Aurora Floridia non era davanti a uno schermo a casa. La senatrice che un anno fa si è unita ai Verdi dell’Alto Adige/Südtirol e fa parte del del Gruppo delle Autonomie del Senato - insieme a Julia Unterberger e Luigi Spagnolli - era a Budapest come osservatrice elettorale del Consiglio d’Europa, a monitorare il voto che ha travolto Viktor Orbán.
In questa intervista, registrata all’aeroporto di Budapest prima del volo di rientro, Floridia racconta le sue prime impressioni di un risultato che definisce “storico”: come si è svolto il monitoraggio, cosa ha visto nei seggi affollati fin dalle sei di mattina, e perché la valanga di voti per il partito di Péter Magyar non è solo una questione ungherese. “Il sovranismo non ha più senso di esistere”, dice a caldo. Un messaggio, aggiunge, che arriva direttamente anche all’Italia.
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Ungarn hat die Kurve…
Ungarn hat die Kurve geschafft!
Hoffentlich geht es vernünftig weiter!
Evviva la grande vittoria…
Evviva la grande vittoria della democrazia ungherese! La sinistra
europea festeggia entusiasta la débâcle di Orbán. E ci mancherebbe, dopo anni di democrazia ‚illiberale‘ è sacrosanto gioire!
Piccolo dettaglio che sembra sfuggire ai festeggiamenti: Magyar è un
conservatore di destra. Non centrosinistra, non progressista, non
socialdemocratico: destra. E nel nuovo parlamento ungherese la sinistra è letteralmente sparita, azzerata, evaporata. Ma non importa, i dettagli sono noiosi quando si è in vena di champagne.
Detto questo, è doveroso riconoscere che l’europeismo di Magyar è reale, il suo partito Tisza si impegna esplicitamente a „scegliere l’Europa“, a ricostruire i rapporti con UE e NATO e punta persino all’adozione dell’euro entro il 2030. Su questo si può brindare senza asterischi.
Ma anche qui, una piccola postilla per i più entusiasti: questo europeismo è quello del PPE, il gruppo di centro-destra del Parlamento
europeo, non quello di Macron o della sinistra progressista. Su
immigrazione e sovranità nazionale, Magyar resta su posizioni più vicine a quelle di Orbán che alle élite liberal-progressiste di Bruxelles. Un’altra sfumatura che i festeggiamenti tendono a sorvolare.
Per il resto: benvenuti nell’Ungheria del 2026, dove la 'svolta
democratica' ha il volto di un partito che persino i media progressisti italiani, francesi o spagnoli (gli stessi che festeggiano)
classificherebbero senza esitazione come partito di destra.
In risposta a Evviva la grande vittoria… di MiB .
Ci vorrebbe un vero…
Ci vorrebbe un vero sovranismo europeo, non tanti piccoli nazionalismi che non hanno alcun potere