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Abbonati ora a S+“Dobbiamo dettare il passo allo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale in modo che il lavoro sulla sicurezza riesca a starci dietro.” Sono parole che Dario Amodei, capo di Anthropic (la società che ha creato Claude, uno dei sistemi di intelligenza artificiale più usati al mondo) ha pubblicato qualche giorno dopo che un suo ex impiegato, Jacob Coxon, aveva lanciato un allarme apocalittico: “Le persone che lavorano nell’intelligenza artificiale pensano che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio.” Ma cosa vuol dire tutto questo?
Alessandro Zuech, bolzanino, esperto di cybersicurezza e innovazione digitale, ci aiuta a ripercorre questi sviluppi e analizzare in particolare due fatti che hanno convinto Amodei a scrivere il suo appello: il fatto che negli ultimi mesi l’IA avanza molto più rapidamente del previsto, grazie alla capacità dei modelli di auto-migliorarsi (su questo Zuech ha scritto un dettagliato approfondimento) e l’incidente in cui centinaia di agenti IA durante un test di laboratorio hanno effettuato attacchi informatici contro bersagli non richiesti ed estranei a quello che era stato loro assegnato. Quali delle proposte di Amodei sono auspicabili, quali fattibili? Che ruolo gioca il fatto che queste società verrano presto quotate in borsa - e la competizione tra Cina e Stati Uniti per la supremazia sull’IA?
“Non vorrei che tutta questa agitazione [sui rischi apocalittici] sia proprio per non parlare del problema vero.”
Zuech ridimensiona i toni da fine del mondo: il rischio più concreto e già misurabile, dice, non è nei titoli sull’apocalisse ma nel mercato del lavoro. Un fenomeno su cui le istituzioni, sostiene, non stanno dicendo nulla: un’analisi sulla quale torneremo presto. Buon ascolto.
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„ Non mi spiegavo l’uso del…
„ Non mi spiegavo l’uso del verbo “rallentare" da parte dei leader di AI. Vedendo la F1 l’ho capito.
Vogliono che Trump si faccia safety car, loro sono in testa, forse in crisi, quelli che seguono, forse più bravi, sono costretti a rallentare."
Un innovatore se non è sicuro del suo prodotto semplicemente non lo rilascia.