Politica | Landtag

Acciaierie, c'è l'opzione concessione

Via libera del Consiglio provinciale alla norma che introduce nelle zone produttive pubbliche l’istituto della concessione. L'assessore Galateo punta a usarla per le Valbruna.
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All’interno della variazione di bilancio, il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato ieri (16 aprile) l’articolo che modifica la legge provinciale 9 del 2018 “Territorio e paesaggio” e introduce, anche per le zone produttive pubbliche, una quarta possibilità di gestione degli immobili: la concessione, accanto a compravendita, affitto e diritto di superficie. Un passaggio presentato dalla maggioranza come generale, valido cioè per tutte le aree produttive, ma che nei fatti ha come banco di prova immediato il dossier più delicato degli ultimi mesi, quello delle Acciaierie Valbruna.

A ribadirlo in aula è stato il presidente della Provincia Arno Kompatscher, rispondendo a una richiesta di chiarimento del consigliere provinciale Sandro Repetto (Partito Democratico). Non si tratterebbe, ha ribadito il Landeshauptmann, di un articolo per le Acciaierie o per l’Aluminium – la cui concessione scade nel 2030 –, ma di una norma destinata a essere usata ogni qualvolta la concessione sarà uno strumento utile all’amministrazione pubblica per ottenere obiettivi specifici, come “garantire occupazione”, fermo restando la trattativa in corso con Valbruna. Lo stesso Kompatscher ha aggiunto che i colloqui sarebbero “a buon punto”.

L'assessore provinciale all'economia Marco Galateo (Fratelli d'Italia). Fabio Brucculeri

Per l’assessore provinciale all’economia e vicepresidente della Provincia Marco Galateo la concessione è lo strumento che può consentire alla Provincia di uscire dall’impasse senza cedere definitivamente il terreno. Lo scorso 20 marzo la Giunta aveva approvato all’unanimità la delibera per avviare la modifica legislativa, spiegando che finora la legge urbanistica del 2018 non contemplava questa possibilità nelle aree produttive pubbliche. Galateo aveva definito la concessione una via potenzialmente più solida rispetto alla vendita, perché consentirebbe di legare in modo più stringente l’assegnazione dell’area alla continuità produttiva e alla tutela dei posti di lavoro.

Da una parte la famiglia Amenduni continua a premere per l'acquisto dell’area, dall’altra la Provincia continua a escludere la vendita. La proposta finale, ha ripetuto più volte Galateo, dovrebbe arrivare nelle prossime settimane e poi essere trasmessa al ministro Adolfo Urso, anche per verificare la coerenza con quanto il ministero aveva indicato in passato sul valore strategico nazionale della produzione siderurgica. Il passo successivo dovrebbe essere la pubblicazione di una procedura ad evidenza pubblica entro maggio, con l’obiettivo di arrivare a settembre – quando scade l’attuale proroga – alla firma di una nuova concessione. Sul tavolo ci sono oltre 580 lavoratori nello stabilimento di Bolzano e circa 1.200 a Vicenza, dove ha sede la casa madre.