Asili e patentini, la Giunta medita
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Marcia indietro sugli asili – con l’annunciata sospensione della delibera adottata lo scorso 5 gennaio sulle tariffe delle rette nelle scuole dell’infanzia –, riassetto dell'unibz a Brunico con lo spostamento della didattica a Bolzano dal 2027/28 e infine una task force sui patentini, nel contesto della vicenda dei certificati di bilinguismo falsi. È su questi tre dossier che si è concentrata oggi la Giunta provinciale di Bolzano, nella sua seduta tradizionale del venerdì.
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L'annunciata retromarcia sugli asili
Sul fronte delle scuole dell’infanzia, la Giunta ha deciso di congelare la revisione tariffaria approvata a gennaio, soprattutto per quanto riguarda l’orario prolungato. La delibera formale arriverà nelle prossime settimane, ma l’indirizzo politico è già stato fissato: nell’anno scolastico 2026/27 si tornerà al vecchio regime. Massimo 81 euro per il servizio ordinario e fino a 106 euro per l’offerta prolungata, con una successiva ridiscussione dell'intero impianto assieme ai Comuni e al Consorzio dei Comuni.
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A spiegare la retromarcia è stato, nel corso della conferenza stampa di Giunta, l’assessore provinciale alla scuola tedesca Philipp Achammer. “A causa dei diversi dibattiti che ci sono stati, anche sugli oneri aggiuntivi per le famiglie, abbiamo detto di voler ridiscutere questa delibera coi Comuni”, ha affermato. La decisione, ha aggiunto, nasce anche dalla forte eterogeneità dell’offerta territoriale: nel sistema in lingua tedesca le estensioni pomeridiane sono spesso limitate ad alcuni giorni, mentre nel settore in lingua italiana l’orario prolungato è generalmente organizzato su cinque giorni. “C'è bisogno di regolazioni diverse”, ha sottolineato Achammer, spiegando che proprio per questo la Giunta ha scelto di “riproporre la regolazione tariffaria originaria” e di riaprire il confronto. Il caso delle rette era già approdato in Consiglio provinciale e aveva acceso le proteste di famiglie e opposizioni, soprattutto per l’impatto potenziale sui bilanci domestici. Ora la Provincia prova a disinnescare il conflitto, rimandando la riforma e tornando temporaneamente allo status quo – con una sospensione “in vista di una revisione”.
“Si sta procedendo congiuntamente – sottolinea l’assessore alla scuola italiana Marco Galateo in una nota – e verrà istituito un tavolo tecnico al quale potranno partecipare tutti gli attori, a partire dai Comuni. L’obiettivo è trovare soluzioni sostenibili e condivise che garantiscano un’elevata qualità dell’istruzione e rispondano in modo concreto e flessibile alle esigenze locali”.
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L'ateneo brunicense cambia pelle
Il secondo dossier riguarda Brunico e la chiusura sede distaccata di unibz. Dall’anno accademico 2027/28 la didattica universitaria sarà trasferita a Bolzano, mentre Brunico verrà rafforzata come sede di ricerca. “La sede universitaria di Brunico non è di per sé in discussione, ma piuttosto l’insegnamento”, ha chiarito Achammer, “la ricerca resterà a Brunico e sarà ulteriormente sviluppata”. La Libera università di Bolzano, ha ricordato l’assessore, è una “buona ma piccola università”, con circa 4.500 iscritti distribuiti su tre sedi – e Brunico è la più piccola. “Un’università vive in modo essenziale di scambio interdisciplinare, di un campus, di infrastrutture e anche di vita studentesca”, ha spiegato. Oggi nel corso di management turistico a Brunico studiano circa 240 giovani, “quasi un terzo in meno rispetto a dieci anni fa”. Inoltre il master era già stato spostato a Bolzano per carenza di iscritti: dal 2027/28 sarà dunque anche il bachelor a essere concentrato nel capoluogo, dentro la Facoltà di economia di cui il corso fa parte.
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Achammer ha insistito sul fatto che non si tratti di un disimpegno su Brunico. Al contrario, la città “resterà città universitaria” ma in chiave di ricerca. Nel NOI Techpark pusterese è già attivo il laboratorio del professor Erwin Rauch sulla sustainable manufacturing. A questo se ne aggiungerà un secondo, nell’ambito della tomografia computerizzata industriale, legato al professor Oswald Lanz. “Parliamo di circa quindici collaboratori per ciascun laboratorio”, ha aggiunto l’assessore, annunciando anche un confronto estivo con il direttore del NOI, Ulrich Stofner, per valutare come “sviluppare, ampliare e potenziare” ulteriormente il sito di Brunico.
Alla perdita della didattica universitaria classica, la Provincia accompagna poi nuove offerte formative. La più simbolica è “New Hospitality”, una scuola universitaria professionale di livello post-maturità, costruita in collaborazione tra Scuola alberghiera di Brunico, unibz e MCI di Innsbruck. Non sarà, ha precisato Achammer, “un’offerta universitaria in senso stretto”, ma un modello cooperativo rivolto soprattutto a futuri dirigenti d’albergo e a possibili successori nelle aziende familiari. L’avvio è previsto per l’autunno 2027. Sempre a Brunico dovrebbe partire anche una formazione duale per operatori socio-sanitari, primo tassello di un ampliamento dell’offerta nelle professioni sociali.
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La task force
Infine il dossier patentini. Dopo l’esplosione del caso delle certificazioni false, la Giunta ha approvato un promemoria per istituire una task force interna chiamata a fare chiarezza. A illustrare il senso del provvedimento – già anticipato a SALTO dal Landeshauptmann Arno Kompatscher – è stato l’assessore Christian Bianchi: “La task force cercherà di capire e identificare tutto ciò che è successo”. Il gruppo di lavoro, ha spiegato, sarà composto dai diversi uffici provinciali, dalla Segreteria generale alla Direzione generale, con il compito di ricostruire “il fenomeno, la dimensione, le responsabilità, che cosa si poteva fare per evitare quanto accaduto”.
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Bianchi ha aggiunto anche una riflessione più personale, sul significato della vicenda. Premettendo che per il presidente Arno Kompatscher e la Giunta “la questione del bilinguismo e della proporzionale” resta “irremovibile”, cioè un pilastro non negoziabile dell’autonomia altoatesina, l’assessore ha suggerito che il caso potrebbe diventare l’occasione per interrogarsi su come aiutare meglio chi il patentino non riesce a ottenerlo per via ordinaria. “Se uno deve pagare 4.000 euro per andare a farsi fare una certificazione falsa, vuol dire che vede quella cosa come qualcosa che non ce la farà mai a superare normalmente”, è la conclusione dell’assessore provinciale di Forza Italia.
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„Statt das Problem -u n v e r k r a m p f t- an-zu-gehen“ + die „im beruflichen Umfeld durchaus mögliche Kenntnis weiterer Sprachen zu erlangen,“ haben die tsch............ POLITIKER „die ZWEI-SPACHIGKEITS-KOMMISSION + eine damals -f e t t e- ZULAGE erfunden ...!“
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Giudicare la questione „irremovibile“, concetto persino condiviso da Messner, già fa comprendere che non si risolverà. La task force sarà solo una spesa in più a fronte di milioni già spesi per questo modo di affrontare il tema lingue e convivenze. Forse invece ci si dovrebbe chiedere perché dal 1976 a oggi ancora le reciproche lingue siano un problema.