Musica | Bolzano Festival

L’energia giovane di EUYO

L’orchestra europea conclude la sua residenza bolzanina esibendosi con la violoncellista Julia Hagen.
L’European Union Youth Orchestra: diretta da Gustavo Gimeno con la solista Julia Hagen Immagine: Lucia Rose Buffa/ Bolzano Festival Bozen

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Successo annunciato per EUYO (European Union Youth Orchestra) che giovedì ha concluso la sua residenza bolzanina: nella mattinata successiva sveglia presto (e chissà che assonnati i giovani musicisti dopo i prevedibili festeggiamenti!) per tornare alla casa madre (Grafeneg, in Austria) e da lì partire per l’Ungheria e concludere il tour estivo di quest’anno. Ha energia da vendere quest’orchestra giovanile, e non stupisce se si pensa che i suoi componenti, selezionati con severe audizioni in tutta Europa, hanno meno di 26 anni.

Nel concerto di giovedì l’orchestra era diretta da Gustavo Gimeno, attualmente direttore musicale del Teatro Real di Madrid, con solista la violoncellista Julia Hagen, talento già affermato sulla scena internazionale nonostante la giovane età: con i suoi 31 anni è davvero poco più grande dei suoi colleghi orchestrali.

“Julia Hagen era padrona dei passaggi più impervi.”

Orchestra e solista davvero brillato all’unisono nella prima parte della serata , con il Concerto per violoncello di Dvořák: emergeva, grazie all’intenzione comune, la natura di questo concerto in cui il solista è spesso in dialogo più che in contrapposizione con l’orchestra, in una dimensione narrativa lontana da virtuosismi sfacciatamente individualistici. In Dvořák il pathos si sposa alla cantabilità popolare, in un’espressività schietta, intensa ma senza fronzoli. Julia Hagen era padrona dei passaggi più impervi, con la mano sinistra che si arrampicava veloce e decisa sulla tastiera e la destra a controllare un arco sempre al servizio della bellezza di suono; bello ascoltare e vedere nel terzo movimento la complice intesa tra la solista e il primo violino, la spagnola Almudena Quintanilla Andrade, impegnate in un lungo passaggio in duo. Gustavo Gimeno dalla sua aveva spesso un gesto morbido che dipingeva una tela fatta di ampi paesaggi, atmosfere che richiamavano foreste, fiumi e montagne. Gran lavoro sui lunghi legati ottimamente eseguiti dall’orchestra.

I componenti dell’EUYO hanno meno di 26 anni: la violoncellista Julia Hagen con i suoi 31 anni è davvero poco più grande dei suoi colleghi orchestrali. Lucia Rose Buffa/ Bolzano Festival Bozen

Al termine Julia Hagen regalava due bis: una Marcia di Giovanni Sollima, esecuzione divertita e coinvolgente assieme all’intera sezione dei violoncelli, e un Preludio di Bach per violoncello solo, richiestissimo encore.

Un deciso cambio di atmosfera segnava la lunga seconda parte, dedicata alla Sesta Sinfonia di Bruckner. Si apprezzava moltissimo la capacità di Gustavo Gimeno di lavorare sulle trasparenze, dipanando la complessa scrittura, le lunghe linee melodiche, i repentini cambi armonici, le architetture imponenti; e si apprezzavano altrettanto gli archi, capaci di un suono limpido, e fiati precisi e intonatissimi. L’ascolto di Bruckner è un viaggio attraverso paesaggi interiori tormentati e una cantabilità a tratti esasperata e sofferta. Il bis con la schubertiana “Rosamunde” risollevava e rinfrescava gli animi con la sua sorridente bellezza, in un’esecuzione che esaltava le melodie e i delicati ritmi di danza.

Dopo l’EUYO, è il turno del GMJO

Dopo Euyo, il cartellone delle orchestre giovanili prosegue con la Gustav Mahler Jugend Orchester, che si esibisce questa settimana diretta da Philippe Jordan in un doppio appuntamento: mercoledì con la Settima Sinfonia di Mahler e venerdì con la Musica per archi, percussioni e celesta di Bartok e la Quarta Sinfonia di Bruckner. Concerti sempre al Teatro Comunale alle ore 20.