Due emozionanti capolavori
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Abbonati ora a S+Con gli applausi calorosi e prolungati del pubblico si è conclusa la stagione sinfonica 2025-2026. Sul palco del Teatro Comunale a dirigere l’ensemble regionale era Michele Mariotti, con Hasmik Torosyan nel ruolo di voce solista. Due capolavori della tradizione erano nel programma, i “Vier letzte Lieder” di Richard Strauss e la Sinfonia n.4 in sol maggiore di Gustav Mahler.
“I Quattro ultimi Lieder di Strauss Esprimono una serena accettazione della morte.”
I quattro Lieder di Strauss furono completati nel 1948, eseguiti due anni dopo a Londra con la direzione di Wilhelm Furtwängler. Dei testi musicati da Strauss tre sono ispirati all’opera di Hermann Hesse , uno a quella di Friedrich Hölderlin. Ci piace ricordare il pensiero di Hermann Hesse come riportato nelle note al programma a firma di Maxia Zandonai: “ Con Richard Strauss non ho mai avuto un gran rapporto. La maggior parte delle sue opere non le ho mai ascoltate. Per un certo periodo, verso la metà della mia vita, mi divertirono i brani orchestrali come Don Juan e Till Eulenspiegel. Quindi sparì sempre più dai miei interessi… e rimasi molto sorpreso quando un giorno lo conobbi, già molto anziano, in un hotel svizzero e mi disse che gli era capitato di leggere le mie poesie ed era in procinto di comporne alcune. I Lieder stessi mi fanno l’effetto di tutta la musica di Strauss: virtuosi, raffinati, densi di bellezza artigianale, ma senza centro, solo fini a sé stessi”.
Per Michele Mariotti invece :“I Quattro ultimi Lieder di Strauss rappresentano il testamento spirituale del compositore. Esprimono una serena accettazione della morte: amara e terribile, ma accolta come parte inevitabile dell’esistenza. La morte vi appare alata, dolce e sinuosa; è desiderata, quasi l’unica via di uscita per sopravvivere. È l’eterno paradosso: quanta vita c’è nella morte”.
Queste considerazioni ci rammentano le cangianti fortune che nello scorrere del tempo accompagnano la vita delle opere, e dei loro autori. Analogamente per Mahler, che si autodefiniva “L’Inattuale”.
Per dare la desiderata sonorità alle partiture ad ingrossare le fila dell’orchestra erano chiamati alcuni studenti dei due conservatori della regione. Per il direttore “È nostro dovere offrire ai ragazzi l’opportunità di sedersi accanto a professionisti preparati e condividere con loro questi straordinari percorsi artistici. È un arricchimento reciproco: i giovani portano entusiasmo, freschezza e attenzione, mentre noi siamo chiamati a una responsabilità ancora maggiore rispetto alla qualità del nostro lavoro”.
La pregevole qualità dell’interpretazione è stata frutto della sinergia tra l’affermato direttore, l’orchestra tutta, e la bella voce di Hasmik Torosyan, interprete di caratura internazionale. Ricordiamo anche i passaggi solistici eseguiti brillantemente dalla spalla dell’orchestra, Marco Mandolini.
Chi sarà ill prossimo direttore artistico?
La a stagione appena terminata si è caratterizzata per alcuni programmi memorabili, le belle prove dell’orchestra, alcuni solisti e direttori capaci di incantare il pubblico con la loro maestria. La ricorderemo anche per la scelta del direttore artistico che l’ha predisposta, Giorgio Battistelli, di dare le sue irrevocabili dimissioni a inizio stagione, ben prima della naturale scadenza del suo mandato.
La Fondazione ha quindi affidato l’incarico di direttore artistico ad interim ad André Comploi, indicendo al contempo un bando per il ruolo di direttore artistico, del cui esito abbiamo chiesto alla Direttrice generale della Fondazione. Questa la risposta di Monica Loss: “Il bando di selezione ha raccolto 30 candidature, sottoposte a un’accurata valutazione da parte della commissione esaminatrice. Il lavoro svolto ha permesso di individuare 4 candidati con elevato profilo, che sono stati presentati al Consiglio di Amministrazione. La fase valutativa interna al CdA è attualmente in corso, con l’obiettivo di concludere il processo selettivo entro il mese di giugno.”
Conclusa la stagione sinfonica, l’orchestra si ferma per poche settimane, che da luglio a settembre sarà impegnata in tanti appuntamenti per la Haydn’s Summer a firma di André Comploi. A Dobbiaco per il Festival Mahler sarà riproposto il concerto conclusivo della stagione sinfonica , sempre con Mariotti e Torosyan, e poi verranno eseguite musiche di Monteverdi, Mozart, Milhaud, Copland, Bizet,Rossini, Verdi, Rachmaninov, Salieri, Schubert, Holst, Rota, Sostakovich e Bramhs, per oltre 30 concerti in varie località, piccole e grandi, della regione. La Haydn sarà presente anche nell’ambito della Giornata dell’Autonomia, e poi a TRANSART, al Festival Settenovecento, al Festival Mozart & Friends, e in occasione della XIX edizione del Premio Nazionale delle Arti.
La nuova stagione sinfonica sarà inaugurata il 6 ottobre.
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