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Cultura | Cronaca dell’Accordo

Dal 15 al 21 luglio 1946

La cronaca degli avvenimenti che portarono alla stipula dell’accordo di Parigi (7). De Gasperi, dall’intervento in Costituente alle prime mosse di dialogo con Gruber.

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15 luglio. Roma. Nella seduta inaugurale della Costituente il lungo e articolato discorso di De Gasperi sulle fosche prospettive che la Conferenza di Parigi prospetta per l’Italia. Una sola frase sulla situazione altoatesina: “Il Governo rinnova all’Austria la dichiarazione impegnativa che intendiamo considerare di 200.000 tedeschi - se tanti sono - che rimarranno al di qua del Brennero, non come una barriera ma come un ponte tra le due Nazioni. Ogni facilitazione di comunicazioni, ogni possibilità di scambio verrà accolta e promossa, ogni garanzia di rispetto del carattere e del costume nazionale verrà data”.

17 luglio. Dublino. Il lavoro di sensibilizzazione dei vertici europei riguardo alle ragioni italiane sui confini postbellici arriva a toccare anche l’Irlanda. Il Premier De Valera, che, come abbiamo visto in precedenza, aveva ricevuto un accorato appello a favore dei sudtirolesi da parte del Vescovo di Salisburgo, incontra l’ambasciatore italiano Babuscio che così riferisce a De Gasperi:

Circa questione Alto Adige pur essendo essa superata dallo schema trattato predisposto Parigi, avendo avuto tuttavia impressione che rivendicazioni austriache avessero trovato qui una certa eco, ho rimesso de Valera testo inglese documentazione trasmessami con telespresso ministeriale 5/19 I del I 6 febbraio u.s. 2 e di cui pregherei inviarmi altra copia per atti legazione. De Valera mostrato intendere pienamente mie argomentazioni e affermatomi che Irlanda desidera ansiosamente vedere prevalere principi giustizia in tutte le contese internazionali. Aggiuntomi che Irlanda non ha modo far sentire sua voce non appartenendo ancora organizzazione mondiale di sicurezza e mi ha al riguardo riconfermato punto di vista già da me esposto in telegramma per corriere 025 del 27 giugno 2. Questioni italiane vengono seguite con particolare simpatia da stampa e da pubblico e non tralascerò occasione per indirizzare ancora maggiormente questa opinione pubblica in nostro favore. Per diffusione questa stampa mi sarebbe anche utile ottenere qualche notizia su iniziativa Paesi sud americani in favore di una giusta pace per l’Italia”.

18 luglio. Bolzano. Due signori elegantemente vestiti noleggiano in piazza Walther un tassì, marca Lancia per farsi condurre alla Mendola. Lungo il percorso aggrediscono il tassista, lo legano ad un albero, e se ne vanno con la macchina.
 

19 luglio. Roma. L’agenzia ANSA dirama un comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri: annunciando che De Gasperi ha ricevuto il Prefetto Innocenti che lo ha aggiornato sugli ultimi sviluppi dei lavori per la soluzione dei problemi più urgenti riguardanti la situazione altoatesina. In particolare Innocenti, secondo quanto riportato, ha parlato del soddisfacente avanzamento delle proposte per una soluzione del problema degli optanti condivise con una commissione dei rappresentanti sudtirolesi. Si fa cenno anche al progetto per la creazione di un’autonomia della regione tridentina. Il progetto, così Innocenti sarebbe stato in linea di massima accettato dalle varie forze politiche di Bolzano e Trento anche se i singoli aspetti della questione debbono ancora essere approfonditi. Un cenno specifico arriva a questo punto sulla posizione SVP quale risulta dal famoso documento del 4 luglio con le firme di Amonn e Raffeiner. Il comunicato si chiude con l’invito di De Gasperi al Prefetto perché prosegua nel lavoro di definizione dei progetti e con parole di lode per l’impegno manifestato da Innocenti in un contesto così difficile.
 

Alcide De Gasperi Avvenire

18 luglio. Parigi. L’Incaricato di affari italiano a Parigi Benzoni trasmette a De Gasperi un appello dell’ambasciatore  Antonio Meli Lupi di Soragna in procinto di assumere, nella capitale francese il ruolo di segretario della delegazione italiana alla Conferenza di pace: “Poiché è probabile questione frontiera italo-austriaca venga nuovamente sollevata in sede Conferenza Ventuno riterrei urgente fornire ancora una volta prova concreta intenzione del Governo italiano mantenere impegni assunti per autonomia Alto Adige. Permettomi pertanto prospettare opportunità che progetti relativi vengano quanto prima presentati all’Assemblea costituente che potrebbe deferirne esame apposita commissione studio”.
 

20 luglio. Roma. De Gasperi risponde all’ambasciatore a Vienna e gli conferma la sua piena disponibilità a incontrare Karl Gruber. Sono le mosse iniziali del dialogo che porterà all’Accordo:

Dica a Gruber che molto volentieri mi incontrerò con lui alla prima propizia occasione. Egli immagina certamente quali numerosi ed improrogabili impegni io abbia in questo periodo. Né ancora so esattamente quando avverrà la consultazione italiana a Parigi, né con quale procedura. Conferenza pace avendo inizio 29 corrente, dovrò comunque tenermi pronto a recarmi Parigi, a partire da quella data. Sarei, tutto sommato, portato a ritenere che, fissato in massima reciproco accordo per incontro, iniziativa potrebbe più utilmente essere attuata ad esempio, in settembre, che sono poi poche settimane di attesa. Per porre l’accento con tutto il rilievo che meritano su quegli stabili accordi di collaborazione italo-austriaci che sono nell’animo di tutti e due, mi par doveroso fargli sapere che ritengo necessario stabilire preventivamente che non parleremo di questioni territoriali.

Per norma personale della S.V. aggiungo che ho rimesso allo studio i vecchi progetti che già furono oggetto di esame nel 1926. Mi pare che, in massima, il nostro colloquio potrebbe avere orientamenti possibilmente analoghi. Aggiungo che notizia dovrebbe essere mantenuta nel massimo riserbo ed egualmente l’incontro, se e quando avverrà. Su questo punto, che ritengo del resto condiviso da Gruber, insisto particolarmente”.

La centrale elettrica di Cardano: il fattore costituito dalla disponibilità di energia per l’industria fu uno dei fattori chiave per il mantenimento dell’Alto Adige entro i confini italiani. Salto

20 luglio. Roma. Nel telegramma a Gaja, De Gasperi fa cenno ad un progetto di intesa doganale tra Italia e Austria risalente al 1926. Lo stesso giorno il Segretario Generale degli esteri Prunas riceve questa nota dalla direzione generale affari economici del Ministero:

Nel 1926 fu studiata dal signor Schiiller, in rappresentanza della Repubblica austriaca, e dal comm. Di Nola, in rappresentanza del Regno d’Italia, la possibilità di realizzare una unione doganale tra i due Paesi. Fu redatto un progetto, che dovrebbe trovarsi nell’archivio di questo ministero. Esso fu sottoposto al Comitato economico della Società delle Nazioni, che sollevò alcune obiezioni di carattere politico, che impedirono al Governo italiano ed al Governo austriaco di persistere nell’idea. È interessante osservare che il progetto di unione doganale itala-austriaca sembrava non presentare difficoltà dal punto di vista economico-industriale, anzi i vantaggi di esso superavano di gran lunga gli eventuali inconvenienti.
Il progetto sembrava soprattutto vantaggioso per l’Alto Adige, che avrebbe potuto più facilmente esportare i suoi prodotti agricoli sul tradizionale mercato austriaco. Dal punto di vista industriale, le maggiori preoccupazioni riguardavano l’industria siderurgica e l’industria della carta e cartoni. Tuttavia le preoccupazioni furono superate stabilendosi che, per i prodotti di quelle industrie, si sarebbe mantenuta in vigore, per qualche tempo, una attenuata protezione doganale, salvo a giungere, in un secondo tempo, alla completa libertà di importazione ed alla abolizione di ogni gravame doganale.
Se si considera il problema alla stregua della attuale situazione dell’Italia e dell’Austria, si deve ritenere che le difficoltà di carattere economico da superare siano ora minori. La nostra industria siderurgica, nella sua ridotta capacità di produzione, avrà minore ragione di preoccuparsi della concorrenza austriaca, la quale, del resto, sarà meno preoccupante anche perché è probabile che gli Alleati non vorranno che la ”Alpine Montag“ riprenda la produzione se non entro ristretti limiti. La situazione dell’industria cartaria è certamente migliore, di quello che fosse nel 1926, e, ad ogni modo, questa industria non è di tale importanza, da dovere da sola costituire un ostacolo alla risoluzione di un problema di tanto rilievo. Per tali ragioni esprimono l’avviso che se il progetto di unione doganale itala-austriaca potesse realizzarsi, i due Paesi ne avrebbero grandi vantaggi e le difficoltà da superare non sarebbero molto gravi.
Vi è tuttavia un lato da considerare ed è quello monetario. Due Paesi, che concludono una unione doganale, hanno bisogno o di avere la stessa moneta, o di avere due monete diverse che siano, l’una rispetto all’altra, in un rapporto, quanto possibile, stabile. Purtroppo la situazione monetaria, tanto in Austria quanto in Italia, è ben lungi dal rispondere, attualmente, ad una tale esigenza. Tuttavia i due Paesi dovranno necessariamente addivenire ad una stabilizzazione delle proprie monete, e quindi la difficoltà, o prima o poi, dovrà scomparire. Restano pertanto le difficoltà di carattere politico, la cui gravità non può sfuggire ad alcuno”.