Ambiente | Siccità

Scarseggia la Meraner Mineralwasser

Aquaeforst è costretta a sospendere la produzione. La mancanza di acqua nelle sorgenti di Monte San Vigilio avrebbe causato anche problemi a livello microbiologico. L’Appa non dà informazioni per non violare la privacy dell’azienda.
Immagine: Aquaeforst

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La Meraner Mineralwasser scarseggia a causa della siccità. Sembra inoltre che la riduzione della quantità d’acqua abbia posto anche alcuni problemi dal punto di vista microbiologico, ma l’Agenzia per l’ambiente non aggiunge altro per motivi di privacy dell’azienda. Ad ogni modo è un fatto che in diversi negozi e rivendite di bevande l’acqua minerale imbottigliata da Aquaeforst, società del gruppo Forst, risulta attualmente esaurita o disponibile soltanto in quantità limitate. A confermare le difficoltà era stata la stessa azienda, interpellata dalla Tageszeitung nei giorni scorsi.

Secondo quanto riferito al quotidiano da Cellina von Mannstein, componente del consiglio di amministrazione della Spezialbier-Brauerei Forst AG, l’azienda aveva già informato i propri clienti nelle ultime settimane di luglio delle limitazioni nelle forniture. La situazione non sarebbe però uniforme: alcuni rivenditori avrebbero ancora scorte sufficienti, mentre altri avrebbero difficoltà a rifornirsi. Forst starebbe cercando di distribuire nel modo più uniforme possibile le quantità prodotte, con l’obiettivo dichiarato di riuscire a rifornire il maggior numero possibile di clienti.

All’origine delle difficoltà ci sarebbe, secondo la versione fornita dall’azienda alla Tageszeitung, soprattutto la riduzione della quantità di acqua disponibile alle sorgenti del Vigiljoch. Forst attribuisce le oscillazioni della portata in particolare alle condizioni meteorologiche. “La disponibilità di acqua è oggi più che mai un tema rilevante, che può essere influenzato da diversi fattori meteorologici e ambientali”, spiega von Mannstein.

Non si tratterebbe peraltro di una difficoltà destinata a risolversi immediatamente. Forst non è infatti in grado di indicare quando le forniture potranno tornare alla normalità. “Al momento non possiamo indicare una data concreta per una completa normalizzazione, perché l’ulteriore evoluzione sarà influenzata da condizioni esterne”, afferma von Mannstein.

I test microbiologici

Secondo altre fonti raccolte da SALTO, alle difficoltà quantitative dell’acqua del Vigiljoch si sarebbero aggiunti anche problemi di natura microbiologica, favoriti dalla minore disponibilità d’acqua e dalla conseguente riduzione dell’effetto di diluizione. Le criticità sarebbero legate cioè proprio alla situazione venutasi a creare con la scarsità d’acqua e avrebbero interessato le sorgenti utilizzate per la Meraner Mineralwasser. Non è stato possibile finora stabilire quali parametri microbiologici sarebbero risultati anomali né se il problema interessi una o più sorgenti, in quanto i vertici dell’APPA ritengono siano informazioni non divulgabili per ragioni di privacy dell’azienda.

Secondo le informazioni raccolte, le analisi sarebbero state effettuate presso il Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Laives, ma anche dal Laboratorio non è arrivata alcuna risposta. Nessuna risposta neppure dall’azienda.

Sulle conseguenze economiche, l’azienda ha spiegato che è ancora troppo presto per valutarne l’impatto. Aquaeforst, del resto, è una società tutt’altro che marginale: nel 2024 ha registrato circa 3,4 milioni di euro di fatturato e 347 mila euro di utile.

La questione del canone

C’è poi una particolarità che distingue Aquaeforst dagli altri produttori altoatesini di acqua minerale. È l’unica a non pagare il normale canone di concessione alla Provincia. La questione dei canoni era esplosa nel 2017, quando emerse che le aziende pagavano appena 7.114 euro l’anno per sfruttare commercialmente le sorgenti pubbliche. La Provincia riformò quindi il sistema introducendo tariffe legate anche alla quantità di acqua prelevata e imbottigliata, che negli anni successivi sono state progressivamente adeguate.

La riforma non ha però avuto gli stessi effetti per Aquaeforst. Un accordo del 2007 le garantiva infatti l’utilizzo gratuito delle sorgenti del Vigiljoch fino al 2038. La Provincia tentò successivamente di applicarle i nuovi canoni, dando origine a un lungo contenzioso conclusosi nel 2024 con una sentenza della Cassazione favorevole all’azienda. Aquaeforst continua quindi a non versare il normale canone di concessione, mentre resta distinta la questione degli oneri ambientali introdotti successivamente, che la Provincia quantificava in circa 30 mila euro l’anno.

Una vicenda che assume un significato particolare proprio oggi, mentre la quantità di quella stessa risorsa pubblica, concessa gratuitamente ancora per dodici anni, comincia a scarseggiare.