Piccole grandi luci sul festival
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LA TRAMA: Nico, un bambino vivace, scontroso e impertinente, cresciuto in una famiglia laica, in un mondo moderno, tecnologico e iperconnesso, è costretto a passare l’estate in Sicilia, ospite di un’anziana zia, signorina religiosissima e scorbutica. Il bambino si ritrova catapultato in un mondo completamente fuori dal tempo. La zia Gela vive sola in un antico palazzo pieno di leggende e superstizioni, senza wi-fi né elettrodomestici, senza nessun tipo di tecnologia. Due mondi opposti, quello moderno, veloce e tecnologico dell’undicenne Nico, e quello antico, lento e misterioso della zia Gela, popolato da angeli e spiriti, intriso di superstizione, si scontrano, e finiranno per far crescere il bambino e cambieranno anche l’anziana donna, che confida al piccolo un suo vecchio segreto inconfessabile.
LA REGISTA E I SUOI RICORDI: “Il tutto avviene senza la presenza degli adulti, della generazione di mezzo. Accanto ai due protagonisti ci sono solo gli altri bambini del palazzo, coetanei di Nico e le vecchie amiche di Gela. Senza la mediazione malsana dei genitori, le due generazioni e i due mondi lontani si incontrano, e risolvono infine la distanza, apparentemente incolmabile, che inizialmente li divide. Il mio film è ambientato in un vecchio edificio con storie e luoghi da scoprire per i ragazzini, mentre nell’architettura e nelle città di oggi i cortili e gli spazi comuni scompaiono sempre di più. Per i bambini e gli anziani non esistono più possibilità di gioco e di incontro” -osserva criticamente la regista Margherita Spampinato, al suo primo lungometraggio. “Ho scritto Gioia mia -aggiunge la regista, nativa di Palermo, ma che è sempre vissuta a Roma- pensando alla mia infanzia, alle estati trascorse in Sicilia, ospite di due zie molto anziane. Anche una di loro si chiamava Gela, ma al contrario della protagonista del film, era una persona dolcissima”.
[Nella foto di copertina, una scena del film con i due giovani interpreti, Marco Fiore e Martina Ziami]
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Il progetto Little Lights
LiLi – Little Lights, il progetto avviato con successo nel 2023, è un momento importante del BFFB. Negli scorsi anni ha coinvolto le scuole, incontrando crescente interesse, a Bolzano e anche a Merano. Le proiezioni di film selezionati che rispecchiano il mondo dei giovani, sono aperte a alunni e alunne dai 7 ai 18 anni, accompagnati dagli insegnanti. Dopo la proiezione le giovani spettatrici e i giovani spettatori hanno poi la possibilità di parlare con la regista o il regista e con altre persone coinvolte nella produzione delle opere. I dibattiti aprono a alunne e alunni nuove prospettive e promuovono un approccio più profondo e consapevole verso il cinema, con approfondimenti in classe, prima e dopo la proiezione, grazie al materiale fornito dal Film festival. Nelle ultime scorse edizioni, alcuni dei film erano inoltre “doppiati dal vivo” dall’artista del voice-over Natascha Noack, collaboratrice abituale della sezione Generation della Berlinale, anch’essa dedicata ai film per bambini e adolescenti. Il formato insolito permette la comprensione del film, conservando anche la sensazione della lingua originale, e incoraggia i bambini e le bambine a conoscere meglio il film e a discuterne tra loro.
Quest’anno la protesta degli insegnanti non ha permesso lo svolgersi di attività extra-scolastiche, condizionando anche il progetto Little Lights
Quest’anno una protesta in corso, legata alle rivendicazioni degli insegnanti dell’Alto Adige, non ha permesso lo svolgersi di attività extra-scolastiche, condizionando anche il progetto Little Lights. Le proiezioni si sono tenute comunque nell’ambito del Bolzano Film Festival Bozen, in numero ridotto e rivolte alle famiglie, nelle giornate del fine settimana, tenendo così accese le luci sul cinema e sul futuro. La proiezione del film Gioia mia si è tenuta nello storico Teatro Cristallo, inserito per la prima volta nel circuito del BFFB - bellissima novità di questa edizione del festival, appena conclusa.
Considerando che per qualcuno del giovane pubblico Little Lights potrebbe essere il primo incontro consapevole con il linguaggio del cinema, si attende con fiducia che il progetto possa essere continuato a pieno regime, anche nelle prossime edizioni del Bolzano Film Festival Bozen.
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I premi
Il film Gioia mia di Margherita Spampinato, uscito nel 2025 ha ricevuto un Premio speciale della giuria al Festival di Locarno e vanta tre candidature al David di Donatello 2026: per la miglior regia esordiente, per la miglior sceneggiatura originale e per il miglior casting.
A Locarno l’attrice Aurora Quattrocchi, nel ruolo dell’anziana protagonista, ha ricevuto il Pardo per la miglior interpretazione femminile. Negli altri ruoli principali, Marco Fiore interpreta Nico e Martina Ziami la sua amica Rosa, entrambi con sorprendente bravura e naturalezza.
Nella foto qui sotto il manifesto del film ‘Gioia mia’
Foto: Salto -
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