“Bilinguismo, regole da cambiare”
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“Fermarsi alla condanna dei singoli sarebbe troppo comodo.” Lo scrive su Facebook Christian Bianchi, assessore provinciale di Forza Italia. È la prima voce della giunta Kompatscher a rompere il muro della “tolleranza zero” che Palazzo Widmann invoca alla luce dello scandalo dei patentini di bilinguismo falsi.
I fatti, intanto, continuano ad accumularsi. L’inchiesta della Guardia di Finanza ha portato all’arresto ai domiciliari di Sirchia, cinquantenne siciliano ex guardia giurata al San Maurizio, ritenuto l’intermediario di un sistema che ha venduto oltre quaranta certificazioni Telc false a quattromila euro l’una.
Attualmente siamo nell’ordine delle decine di persone coinvolte fra medici, infermieri, operatori sociosanitari, vigili urbani, insegnanti, dipendenti provinciali, personale universitario, perfino due minorenni. Ma se la Procura dovesse andare a fondo nella realtà degli “esami taroccati” (finora si è parlato di certificati taroccati in cui l’esame non si è svolto neppure per finta) i numeri - stando alle molte testimonianze raccolte - potrebbero esplodere. Ma mentre la politica tuonava, l'8 aprile il GIP aveva già archiviato per particolare tenuità del fatto il procedimento penale a carico di quattro degli indagati — tra cui Francisca, l’anestesista la cui storia SALTO ha raccontato.“Il problema non nasce dalla malafede di qualche furbo, ma da una pressione strutturale che il sistema stesso ha prodotto.”
È in questo contesto che il post di Bianchi assume il suo peso. L’assessore non mette in discussione la proporzionale linguistica né il bilinguismo come principio — si premura di dirlo esplicitamente, con la cautela di chi sa che certe parole in questa provincia hanno giustamente un peso specifico particolare. Ma va oltre la retorica ufficiale su due punti precisi.
Il primo riguarda il sistema: “Se una persona arriva a spendere migliaia di euro e a rischiare conseguenze penali pur di poter lavorare, significa che percepisce quel requisito come un ostacolo quasi insormontabile”. È l’ammissione che il problema non nasce dalla malafede di qualche furbo, ma da una pressione strutturale che il sistema stesso ha prodotto — una pressione che Bianchi localizza soprattutto nella sanità, dove la carenza di personale è cronica e i concorsi non bastano.
Il secondo punto è sulla restituzione degli stipendi. Bianchi si dissocia nettamente. “Se quel lavoro è stato realmente svolto, se il servizio è stato garantito, se i cittadini hanno ricevuto quella prestazione, allora chiedere indietro l’intero stipendio mi sembra una forzatura.” È una presa di posizione che ha implicazioni dirette sui procedimenti ancora aperti davanti alla Corte dei Conti. -
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In questi giorni ho letto…
In questi giorni ho letto diversi commenti sui giornali. Due cose:
1. Chi ha „comprato“ una certificazione ha commesso un illecito: ha percepito più soldi di quelli che avrebbe potuto guadagnare rispetto a chi l’esame lo ha sostenuto
2. Anche se si dovesse rivedere il „sistema“, questo non giustifica l’atto commesso.
In tanti abbiamo sostenuto l’esame, e sembra che in tanti altri casi la certificazione sia un'„accessorio“ non dovuto.
In risposta a In questi giorni ho letto… di Thomas B
Ein beschämendes Statement…
Ein beschämendes Statement eines in der Öffentlichkeit nur einsprachigen Landesamtsträgers mit eigentlich besonderer Verantwortung für das Gemeinwohl im Lande.
Sollte das nur von Versagen ablenken oder wie kann man ansonsten diese vehemente Positionierungen der ideologischen Engführungen in gewissen Kreisen der Politik und in den Medien verstehen bzw. wie gar Verständnis für organisierte kriminelle Täterschaft hier zum Nachteil der Südtiroler Bürger- und Patientenschaft nachvollziehen?
Wie kann man hier deren Rechte derart offen in Abrede stellen? Gelten nicht auch in Bozen-Tirol zumindest Charta-Standards für öffentliche Dienstleister auf der Grundlage europäische Referenzrahmen?
Ja. Man vergisst und verlernt zu lernen.
Bei der Personalauswahl in der internationalen Privatwirtschaft achtet man hier selbstverständlich auf die tatsächlichen, aktuellen Kompetenzen.
Technisch. Wieso sind also auch hier nach D.Lgs. 75/2017 bzw. D.Lgs. 165/2000 gerade bei Wettbewerben öffentlicher Dienstleister Sprachkompetenzen nicht auch in den Landessprachen selbstverständlich zur Vorlage bei schriftlichen, mündlichen, praktischen Prüfungsteilen bzw. bei begleitender Evaluationsform während der Probezeit und vor Gehaltsvorückungen zu machen?
Denn wieso soll/sollte eine qualitative Dienstleistung auf Standardniveau nicht auch zum Markenzeichen „Südtirol“ gehören und rückgemeldet werden können?
Restituire gli stipendi…
Restituire gli stipendi direi proprio di NO, ma restituire l’indennità di bilinguismo percepita irregolarmente.....
In risposta a Restituire gli stipendi… di Christian I
Vabbè, se proprio vogliamo,…
Vabbè, se proprio vogliamo, in sostanza hanno percepito inguistamente gli stipendi, perché senza patentino non avrebbero ottenuto il posto di lavoro.
In risposta a Vabbè, se proprio vogliamo,… di Manfred Klotz
Richtig. Nur in Bozen ist…
Richtig. Nur in Bozen ist es offenbar anders.
Gewöhnlich hat es im wahren Italien bei solchen Fällen (vgl. ständige Rechtsprechung), in denen jemand zudem organisiert, kriminelle Handlungen, wie z.B. Diplomfälschung u.a., setzt, um sich zu sich durch Zugang zu einem öffentlichen Wettbewerb/Dienst finanzielle Vorteile zu verschaffen, hat nicht nur disziplinar- u. strafrechtliche Folgen zu tragen, sondern hat klarerweise selbstverständlich auch sämtliche erschlichene Bezüge zurückzuerstatten; zivilrechtlich zu haften, finanzielle Wiedergutmachung - auch des öffentlichen Imageschadens - laut gerichtsfesten Urteilen zu leisten.
In risposta a Richtig. Nur in Bozen ist… di △rtim post
Es ist auch in Bozen nicht…
Es ist auch in Bozen nicht anders, denn die Betroffenen müssen ebenfalls ihre Bezüge zurückerstatten.
Uno schiaffo in faccia a…
Uno schiaffo in faccia a tutti quelli che svolgono il proprio lavoro con passione e correttezza.
In risposta a Uno schiaffo in faccia a… di Evelin Grenier
È anche uno schiaffo in…
È anche uno schiaffo in faccia studiare e superare regolarmente un patentino di trilinguismo - qui ci sono tre lingue ufficiali non solo due - e poi dover restituire le indennità percepite alla provincia perché considerano solo valido il tedesco/italiano e non il ladino. Se si imparano le lingue e si fa il proprio lavoro con passione e correttezza non dovrebbe succedere.
In risposta a Uno schiaffo in faccia a… di Evelin Grenier
Non si può affermare che…
Non si può affermare che coloro di cui si parla non abbiano svolto il lavoro con passione e correttezza. Semmai si può dire che hanno ottenuto il lavoro scorrettamente.
In risposta a Non si può affermare che… di Manfred Klotz
Con quale passione e…
Con quale passione e professionalità può svolgere il suo lavoro un medico disonesto?
Produrre documenti falsi con lo scopo di essere assunti significa mostrare un disprezzo totale nei confronti dell’azienda sanitaria e di tutti i cittadini contribuenti che nell’azienda sanitaria ripongono la loro fiducia.
Con quale atteggiamento va a lavorare ogni giorno questo medico?
In risposta a Con quale passione e… di Evelin Grenier
Sta scherzando? Non sto…
Sta scherzando? Non sto difendendo il ricorso a un documento falso, sto dicendo che nonostante i chiamati in causa abbiano truccato il loro curriculum, possono comunque aver espletato i loro compiti con dedizione e maestria. Lei veramente sostiene che avendo prodotto un certificato falso, medici e/o infermieri non hanno agito nel miglior interesse dei pazienti? Sta quindi dicendo che siccome hanno truffato sicuramente non si sono neppure applicati più di tanto. Non le sembra assurda la sua affermazione?
Ripeto, non sto difendendo l’azione in sé, ma ritengo che si debba scindere l’illecito dalle capacità professionali e dalla passione nell’applicarle.
In risposta a Sta scherzando? Non sto… di Manfred Klotz
Non ho detto che sicuramente…
Non ho detto che sicuramente abbiano commesso errori con il 100% dei pazienti.
Dico solo che sorge il DUBBIO se un medico del genere possa essere affidabile ed agire nel rispetto del codice di Ippocrate*. Il mio dubbio è sostenuto da 2 esperienze fatte negli ospedali negli ultimi 2 anni con 2 medici diversi.
Ora siccome molteplici fonti affermano che i 40 certificati falsi sono soltanto una piccola punta dell’iceberg e che si ha a che fare con una rete estesa di truffatori, va da sé che anche la fiducia nell’intero sistema sanitario è sotto un grande punto di domanda.
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* intendo in particolare il passaggio :
- di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
In risposta a Non ho detto che sicuramente… di Evelin Grenier
Esperienze anedottiche non…
Esperienze anedottiche non valgono nulla statisticamente. Se io le dicessi che io invece ho avuto esperienze positive? Quale delle affermazioni ha più valore? Io difendo il dovere di padroneggiare le due/tre lingue diffuse in provincia perché ne va della salute dei pazienti, ma affermare che uno che truffa su un certificato, sia losco anche nella sua professione è veramente azzardato.
In risposta a Esperienze anedottiche non… di Manfred Klotz
Cosa c'è di così strano nell…
Cosa c'è di così strano nell’affermare che un truffatore, tanto più se si tratta una rete organizzata di truffatori,
non ispira fiducia?
Lei gira le parole a suo piacimento. La fiducia del paziente inevitabilmente diminuisce sapendo che ci sono centinaia di medici truffatori in giro.
In risposta a Cosa c'è di così strano nell… di Evelin Grenier
A dire il vero è lei che sta…
A dire il vero è lei che sta girando le sue parole, probabilmente per trovare l’uscita di emergenza. Lei ha affermato: „Con quale passione e professionalità può svolgere il suo lavoro un medico disonesto?“ E ha pure chiosato: „Produrre documenti falsi... significa mostrare un disprezzo totale nei confronti dell’azienda sanitaria e di tutti i cittadini contribuenti che nell’azienda sanitaria ripongono la loro fiducia.“
Se avessero prodotto una laurea in medicina falsa, avrebbe ragione, perché in quel caso si sarebbe un attentato alla fiducia che tutti ripongono nel presunto professionista. Qui siamo in presenza di un illecito che va senza dubbio sanzionato (come sta succedendo), ma non incide sulle capacità professionali di una persona.
In risposta a A dire il vero è lei che sta… di Manfred Klotz
Lei scinde le capacità…
Lei scinde le capacità professionali dall’atteggiamento umano come se fossero due lati che non interagiscono mai tra di loro.
Si tratta di centinaia di medici attorno ad una truffa organizzata, per privare il 69% dei pazienti dei loro diritti, del diritto alle cure nella propria lingua.
Se fosse stato un medico solo ovviamente avrei avuto anch’io la sua opinione.
Il lato umano per me è parte integrante della professionalità di un medico. A differenza magari della professionalità di un operaio o meccanico.
Sto solo esponendo il mio punto di vista, lei è libero di non essere d’accordo e di continuare a fidarsi dei centinaia di truffatori che continueranno a lavorare nell’azienda sanitaria. Non mi interessa convincerla di nulla.
In risposta a Non si può affermare che… di Manfred Klotz
Ma neanche significa in…
Ma neanche significa in automatico che hanno lavorato bene. Generalmente, anche se non è facile l’esame, i non mi fiderei di persone che sono disposti a ‚comprarsi‘ una certificazione.
In risposta a Ma neanche significa in… di Kathrin F.
Anche il suo è un commento…
Anche il suo è un commento di una bassezza unica. Crede veramente che il reato di cui stiamo parlando, e che reato è, su questo non ci sono dubbi, sia una prova per una più diffusa energia criminale di una persona? Stiamo veramente trascendendo.
E`il caso di rivedere…
E`il caso di rivedere procedura e caratteristiche dell`esame. Al medico dovrebbe bastare un livello di conoscenza della seconda lingua che gli permetta di communicare con il paziente. Che quella lingua la sappia scrivere correttamente, anche sul piano grammaticale, mi sembrerebbe inutile.
Lo ricordo perché già…
Lo ricordo perché già scritto: sono andato a fare un‚ analisi presso una clinica bressinese e il dottore, germanico, mi ha chiesto se capivo l’Hochdeutsch. Io,che non sono certo un perfetto bilingue ho detto che non c’erano problemi. Il referto è stato fatto in italiano. Detto questo,la tecnologia, grazie all‘ ai, è arrivata a un punto tale che se volessimo potremmo dialogare con un bravissimo dottore africano,che non conosce una parola di italiano e tedesco, non solo nella nostra lingua, ma pure nel nostro dialetto. Mentre oggi ci precludiamo le competenze di quel medico,ma ci limitiamo alle competenze linguistiche.
In risposta a Lo ricordo perché già… di Massimo Mollica
Il settore privato è diverso…
Il settore privato è diverso.
La conoscenza delle lingue è legata all’impiego in una struttura pubblica finanziata con i soldi dei contribuenti.
Die Vorlage eines…
Die Vorlage eines gefälschten Zeugnisses ist eine Straftat, die bestraft werden muss.
Spricht der Arzt kein Deutsch, erhält er einen befristeten Vertrag. Sobald ein zweisprachiger Arzt kommt, bekommt dieser die Stammrolle . Vielleicht trifft der zweisprachige Arzt aber auch nie ein…
Es gibt viele Personen in…
Es gibt viele Personen in den öffentlichen Diensten, welche eine reguläre Zweisprachigkeitsprüfung bestanden haben. Viele weigern sich aber aktiv oder passiv diese im Alltag anzuwenden. Damit das möglich ist, haben die direkten Vorgesetzten eine Mitschuld, weil sie die konkrete Dienstleistung in der zweiten Arbeitssprache nicht einfordern. So hat sich die Idee verbreitet, dass man nur das Zertifikat für den Wettbewerb brauche, die Sprache aber nicht unbedingt beherrschen muss.
Meines Erachtens müsste bei der Einarbeitung schon damit begonnen werden, auch die Sprachtnisse in der ZweitSprache einzufordern. Jemand dürfte das Probejahr nur bestehen, wenn die Person auch in der Lage ist, ihre Arbeit in beiden Sprachen zu bewältigen.
Und dann muss die Verwaltung und auch die betroffene Person dafür sorgen, die Sprachlichen Fähigkeiten und verbessern durch Weiterbildung usw. - analog z.B. einer It-Fachkraft. Das wäre auch für die Führungskräfte eine Herausfordeung!