Via libera alla trattativa con Valbruna
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Svolta nella partita delle Acciaierie di Bolzano. Nella seduta di oggi, venerdì 22 maggio, la Giunta provinciale è tornata sul futuro industriale di via Volta e ha sciolto il nodo della proprietà – che resterà in mano pubblica – nonché della concessione dell’area, affidata tramite trattativa diretta alle Acciaierie Valbruna della famiglia Amenduni. La Provincia annuncia ora un momento d’informazione e confronto con gli stakeholder del settore, “affinché si proceda in trasparenza verso la soluzione della tematica e quindi con la prosecuzione, nella dovuta serenità, dell’attività produttiva”.
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Il parere dell'Avvocatura
A rendere possibile l’accelerazione è un parere dell’Avvocatura dello Stato, sollecitato dalla Provincia per chiarire alcuni aspetti procedurali. L’interpretazione giuridica conferma che non sarà necessario passare attraverso una procedura ad evidenza pubblica: si potrà invece negoziare direttamente le condizioni della concessione con il soggetto che oggi garantisce la continuità produttiva.
Nel comunicato diffuso al termine della seduta, la Giunta spiega di aver ribadito “l’importanza strategica dell’attività industriale siderurgica esercitata e, per questa ragione, l’importanza della permanenza in mano pubblica degli immobili in questione”. Confermata di conseguenza “la via della concessione in uso dell’area, secondo quanto recentemente reso possibile dal Consiglio provinciale con la modifica alla legge provinciale in materia di territorio e paesaggio”. E ancora: “Grazie alla buona collaborazione con il Ministero per le Imprese e il Made in Italy e ad un parere recentemente reso dell’Avvocatura dello Stato, è ora assodato che si potrà procedere adesso al rilascio della concessione tramite una trattativa diretta con l’azienda che già sta svolgendo l’attività siderurgica strategica”.
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I numeri e la norma
Sul tavolo c‘è il futuro di oltre 580 lavoratori a Bolzano, in zona produttiva, e circa 1200 a Vicenza, dove ha sede la casa madre Acciaierie Valbruna, attiva nella produzione di acciai speciali e superleghe. La decisione della Giunta arriva anche dopo le numerose sollecitazioni delle federazioni sindacali nelle scorse settimane, con gli operai scesi in piazza per chiedere chiarezza sul futuro dell’impianto.
La svolta è arrivata ad aprile, all’interno della variazione di bilancio, con la modifica alla legge provinciale 9 del 2018 “Territorio e paesaggio”, che introduceva per la prima volta – anche nelle zone produttive pubbliche – l’istituto della concessione accanto a compravendita, affitto e diritto di superficie. L’assessore all’economia e vicepresidente della Provincia Marco Galateo (Fratelli d’Italia) aveva fin da subito indicato la concessione come la via potenzialmente più solida rispetto alla vendita, per consentire di legare in modo stringente l’assegnazione dell’area alla continuità produttiva e alla tutela dell’occupazione.
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Soddisfazione da Roma. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (FdI) rivendica il ruolo del Mimit, che ha seguito il dossier in dialogo costante con il presidente Kompatscher: “Si apre ora una fase di collaborazione concreta tra la Provincia autonoma e l’azienda, da tradurre subito in azioni operative a tutela della continuità industriale, dell’occupazione e del pieno coinvolgimento dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali. Un risultato importante tanto per il territorio altoatesino quanto per quello vicentino”. E aggiunge: “È un risultato importante, maturato anche grazie al dialogo costante con la Provincia autonoma di Bolzano e il presidente Kompatscher. Il Mimit ha seguito fin dall’inizio l’intera vicenda e continuerà a seguirla con la massima attenzione, nella consapevolezza della rilevanza strategica di questa realtà produttiva per l’occupazione e i territori interessati”.
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Sulla stessa linea l’assessore allo sviluppo economico del Veneto Massimo Bitonci (Lega), che parla di “un risultato importante per garantire continuità industriale, stabilità occupazionale e prospettive di sviluppo ad una realtà strategica della siderurgia italiana ed europea”. Bitonci insiste sulla complementarità tra i due stabilimenti: “Si tratta di una decisione che tutela non solo il sito produttivo altoatesino, ma anche l’intero sistema industriale collegato, a partire dallo stabilimento veneto di Vicenza, con il quale esiste una forte complementarietà produttiva e strategica. I due impianti costituiscono infatti un’unica filiera industriale altamente specializzata nella produzione di acciai speciali e superleghe, capace di competere sui mercati internazionali grazie ad elevati standard tecnologici e qualitativi”.
La continuità produttiva di Acciaierie Valbruna è una priorità industriale che riguarda l’intero Nordest e migliaia di lavoratori.
L’assessore veneto rivendica anche il monitoraggio costante della Regione: “In questi mesi abbiamo mantenuto un costante monitoraggio della situazione, in stretto raccordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la famiglia Amenduni, proprietaria del gruppo, condividendo la necessità di salvaguardare occupazione, investimenti e prospettive industriali”. E conclude: “L’obiettivo comune è consolidare la presenza produttiva di Valbruna nei territori di Bolzano e Vicenza, valorizzando competenze, professionalità e capacità industriali che rappresentano un patrimonio strategico per il nostro manifatturiero. La collaborazione tra amministrazioni ed impresa, la continuità produttiva di Acciaierie Valbruna è una priorità industriale che riguarda l’intero Nordest e migliaia di lavoratori”, conclude l’assessore veneto.
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Accelerazione sui tempi
Per l’assessore altoatesino Christian Bianchi (Forza Italia) la decisione della Giunta segna un passaggio decisivo verso una soluzione stabile per il sito. Bianchi sottolinea come il parere dell’Avvocatura dello Stato consenta ora di concentrare il lavoro sulla fase conclusiva del percorso, quella che dovrà definire in modo puntuale le condizioni per l’affidamento della concessione relativa all’utilizzo dell’area e dei fabbricati, permettendo così un’accelerazione significativa dell’intera procedura. L’obiettivo, ribadisce, è arrivare in tempi rapidi a una soluzione capace di dare certezza all’azienda, tutela ai lavoratori e prospettive concrete a un sito produttivo di primaria importanza per Bolzano. Resta ora da definire il contenuto concreto della concessione, che – a detta della Provincia – sarà esaminato nei prossimi giorni. L’obiettivo è arrivare alla firma del nuovo titolo entro la scadenza dell’attuale proroga, fissata per settembre.
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