Musica | Südtirol Festival

Non tutto è come appare o come è scritto

Da decenni si ripete a Merano la liturgia festosa del Südtirol Festival. Kurhaus gremito, nonostante la pioggia battente, anche per l’inaugurazione della 41esima edizione.
Immagine: SALTO (lmunaro)

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Atmosfera frizzante nel foyer del Kurhaus, per il concerto della Kammerorchester Basel diretta dalla maestra Bar Avni e con il fantasioso pianista Fazil Say, che giovedì sera ha inaugurato l’edizione 2026 del Südtirol Festival Merano. 

Musica e bollicine

In qualche calice, il colore ambrato di una birra, più identitaria forse per chi abita le valli alpine, sostituiva il giallo paglierino dello spumante metodo classico sorseggiato altrimenti dalla maggioranza dei tanti spettatori e invitati, gremiti in attesa del concerto e poi durante l’intervallo, nello spazio dell’elegante foyer intorno all’installazione centrale con il pianoforte a coda “rosso  Sparkasse”, che da qualche anno appartiene all’immagine dell’evento. 

Alla Stiftung-Fondazione Cassa di Risparmio insieme agli altri innumerevoli sponsor, e a una corposa lista di autorità e rappresentanti delle istituzioni pubbliche che sostengono il festival, ha rivolto i dovuti ringraziamenti il neopresidente Hannes Gamper nel suo discorso inaugurale, scandito dall’implacabile movimento delle lancette dell’orologio che decora l’elegante Kursaal e su cui cadono immancabilmente gli occhi, anche più tardi durante il concerto, posizionato com’è, sulla parete frontale del palco che ospita i musicisti, tra le figure danzanti dei graziosi affreschi liberty. La sala con la sua architettura e decorazioni storiche e gli spettatori disposti a sedersi nelle fitte file di sedie che occupano lo spazio destinato un tempo ai balli, sono del resto parte integrante delle serate del festival.      

Standing ovation del pubblico per salutare Hermann Schnitzer, per decenni anima storica del festival meranese, ora presidente onorario. E poi finalmente spazio alla musica, protagonista indiscussa  dal 16 agosto al 22 settembre, con le grandi orchestre internazionali e gli straordinari singoli interpreti nelle diverse rassegne del festival, dal barocco alla classica, alla vox humana e young artist, diffuse tra teatro, chiese e castelli del burgraviato. La musica, in questa prima serata dal vivo dopo le proiezioni pre-festival dei film sul grande schermo in Piazza delle Terme nei giorni precedenti, celebrata ora nella Kursaal illuminata da scenografici giochi di luce multicolori, non può che essere briosa e frizzante anch’essa, all’insegna del motto “La vita è bella”, scelto per il concerto inaugurale. 

Südtirol Festival: La maestra Bar Avni rinuncia alla bacchetta e usa invece le sole braccia per dirigere la Kammerorchester Basel, in un linguaggio corporeo che si fa tutt’uno con il suono. Damian Pertoll

In programma musica di Mozart, Haydn, Fazil Say, Beethoven e Šostakovič. La brevità dell’Ouverture dell’opera buffa La finta giardiniera di Mozart che apre la serata inganna subito il pubblico eterogeneo, che dovrebbe essere avvezzo ai concerti classici e invece, in una pausa della musica, accenna a un applauso, contro la regola non scritta del galateo musicale. Ma è solo un peccato veniale, non suscita nessuno sguardo feroce. Il gesto sprovveduto di pochi è subito inglobato dall’atmosfera festosa della serata.

Musica e linguaggio corporeo

La maestra Bar Avni rinuncia sul palco alla bacchetta per dirigere l’orchestra, tranne nelle foto promozionali, il linguaggio corporeo delle braccia si fa tutt’uno con il suono e rende la musica visiva. Dopo il brano dell’opera, composta da Mozart nel 1774 come divertimento carnevalesco per la corte di Monaco di Baviera, direttrice e orchestra offrono un’altro gioiello del repertorio classico Settecentesco con la Sinfonia n. 39 di Joseph Haydn, che il pubblico ascolta disciplinato e con evidente piacere per tutti i quattro tempi della composizione: Andante assai, Andante, Minuetto e Trio, Finale. Nel brano successivo entra in scena anche l’altro protagonista della serata, il fantasioso pianista e compositore Fazil Say.

Musica e fantasia

La cascata di note sprigionata dai tasti del pianoforte nella sua composizione per piano e orchestra Yürüyen Kösk (la casa che cammina), un omaggio di Fazil Say al fondatore dello Stato turco e amante della natura Atatürk, spazia dalla tradizione classica al jazz, con echi della musica da film americana.

Südtirol Festival Merano: Atmosfera festosa e musica fantasiosa con il pianista Fazil Say pervadono la Kursaal nel concerto inaugurale del Südtirol Festival Merano 2026 Damian Pertoll

La straordinaria fantasia del maestro dell’improvvisazione Fazil Say, si manifesta, dopo l’intervallo, soprattutto nell’interpretazione della Sonata per pianoforte n. 23 di Beethoven, detta Appassionata. Il tema originario della Sonata scritto nella partitura di Beethoven resta sempre riconoscibile, eppure appare piuttosto come un oggetto prezioso trascinato dalla corrente, immerso nei flutti della musica che Fazil Say estrae dal pianoforte e rende fluida come cascate d’acqua e onde marine che si infrangono sulla costa e con un movimento ipnotico, prima inghiottono e lasciano poi riemergere le note del tema principale, senza tradirlo. L’invenzione musicale di Fazil Say esprime e diventa insieme metafora della libertà creativa dell’artista, irrinunciabile e incontenibile, che tutto trasforma. Nel brano per pianoforte e orchestra, il Concerto n 2 op. 102 di Šostakovič che chiude la serata, la fantasia dell’interprete pare invece imbrigliata e rende più didascalicamente le pur audaci note dell’autore russo del Novecento. 

Un’ultimo sguardo all’orologio della Kursaal, stavolta provvidenziale: le lancette segnano pochi minuti alle 23 e l’autobus 201, l’ultimo per raggiungere ancora oggi Bolzano, parte tra poco, così chi scrive non può unirsi al coro degli applausi. Fazit spontaneo della serata, mentre come Cenerentola lascio il palazzo delle feste e corro alla vicina fermata: Lunga vita al Südtirol Festival! ma attenzione, da una società che celebra la musica a una società che imbriglia l’arte e la musica e celebra sé stessa, il passo può essere sempre breve e fatale.