Turismo, quarant’anni e non sentirli?
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Abbonati ora a S+“Il turismo, 40 anni non ci hanno insegnato nulla?”. Il titolo della 37ª edizione dei Colloqui di Dobbiaco è già una domanda polemica. Nel 1985 Hans Glauber fondava la rassegna proprio con un convegno dedicato al turismo di montagna e ai limiti della capacità di carico dello spazio alpino; il tema era tornato nel 2015. Oggi, a quattro decenni di distanza, i Colloqui ripartono da lì. Il programma è stato presentato ieri a Bolzano da Jess Delves e David Hofmann, che dal 2025 coordinano lo storico appuntamento ecologista.
“Non vogliamo sostenere che in quarant’anni non sia successo nulla”, ha precisato Delves, già ricercatrice di Eurac Research. “Oggi lo sviluppo sostenibile fa parte del dibattito politico. Allo stesso tempo, però, continuano ad aumentare i posti letto, il traffico e la pressione sul paesaggio e sul mercato abitativo”. Per Hofmann, neuroscienziato e cofondatore di Climate Action South Tyrol, l’obiettivo è capire “perché molti avvertimenti non abbiano avuto effetti sufficienti”, senza fermarsi al richiamo generico al compromesso: “Alla fine, i problemi vanno anche risolti”.
Il programma
Si parte venerdì 25 settembre alle 18 con l’anteprima di “Splendidi scenari (?)”, documentario di Karin Duregger sulle derive più bizzarre dell’overtourism altoatesino. Segue una discussione, moderata da Katia De Gennaro, con la regista, l’albergatore Franz Ladinser (Hotel Orso Grigio) e la giornalista freelance Lisa Maria Gasser.
Sabato mattina due gli interventi in programma. La germanista Ulrike Kindl, già docente a Ca' Foscari, si occuperà del linguaggio delle previsioni con un contributo dal titolo “L’eccesso di turismo: una profezia che si autoavvera o che si autosconfigge?”. “Il turismo ha portato benessere e sviluppo”, ha detto in conferenza stampa, “ma il problema di fondo, la sua continua crescita, non è mai stato risolto”. La giornalista e scrittrice Cristina Nadotti proporrà invece di misurare il successo turistico non su arrivi e pernottamenti, ma sulla qualità dei territori e sul benessere di chi li abita: limiti concordati con le comunità locali, sostiene, non frenano lo sviluppo ma ne sono la premessa.
Nel pomeriggio, infine, tre brevi contributi. Claudia Plaikner, presidente dell’Heimatpflegeverband, chiederà di coinvolgere di più la popolazione e di parlare apertamente di “riduzione e rinuncia a strutture ormai eccessive”, mentre Wolfgang Töchterle di IDM illustrerà il passaggio dichiarato dalla “quantità” al “valore”, tra gestione dei flussi e mobilità. Andrea Beggio (NIdiL/NAB CGIL-AGB) porterà il tema di salari, lavoro stagionale, casa e distribuzione della ricchezza. Chiude un dibattito partecipativo in formato “fishbowl” tra esperti e pubblico. (vl)
Il nuovo corso
L’associazione che organizza i Colloqui è stata rifondata e il comitato scientifico ampliato con l’economista ambientale Elisabeth Gsottbauer (IT:U di Linz, già a unibz) e il climatologo Marc Zebisch (Eurac Research). Gsottbauer ricorda che il turismo genera anche costi “che raramente compaiono nei consueti indicatori di successo”, dagli alloggi alle infrastrutture; Zebisch avverte che l’adattamento climatico non può ridursi a mettere al sicuro con soluzioni tecniche l’offerta esistente.
Dal 2027 il simposio principale si terrà a maggio, scelta votata dagli iscritti alla newsletter, e sarà affiancato da eventi satellite durante l’anno, il primo già a novembre. I temi delle prossime edizioni saranno decisi anche tramite un sondaggio online, con l’obiettivo di rafforzare lo scambio con Trentino e Tirolo del Nord.
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