Johan Dalene, strepitoso.
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Thomas Dausgaard è stato insignito della Croce di Cavaliere dalla Regina di Danimarca, sua terra natale. La sua attività di affermato direttore si caratterizza per la promozione di musiche poco conosciute, di autori dell’Europa del Nord.
Nei due programmi che quest’anno lo hanno visto salire sul podio della Haydn ha interpretato musiche di Johann Svendsen nel primo, di Carl Nilsen e Niels Viggo Bentzon nel secondo. A completare le serate sono state due sinfonie di Johannes Brahms. Eravamo parte del pubblico al secondo concerto, curiosi innanzitutto di ascoltare il Concerto per violino e orchestra n.1 di Niels Viggo Bentzon, in prima esecuzione italiana, ovvero la sua prima esecuzione assoluta al di fuori del territorio danese.
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Niels Viggo Bentzon ha vissuto tra il 1919 e il 2000, realizzando un catalogo di oltre 600 lavori, dei generi più disparati, tra cui figura anche una Sinfonia concertante per sei fisarmoniche. Il suo primo di quattro Concerti per violino ha avuto la sua esecuzione inaugurale nel giugno del 1951, documentata da una incisione. La partitura era andata persa, ma grazie alla registrazione, alle parti rimaste e alla riduzione per violino e pianoforte è stata ricostruita da Brian Santero von der Embe, ed edita da Thomas Dausgaard. Così il Concerto di Bentzon ha avuto una sua ripresa nel febbraio di quest’anno con la Filarmonica di Copenhagen all’Accademia reale di Musica della capitale danese. Sul podio Thomas Dausgaard, solista Johan Dalene, i due protagonisti anche del Concerto a Bolzano.
L’ampia partitura si articola in tre tempi. Nel primo la massa orchestrale in buona sostanza fa da sfondo alla parte assegnata al violino, segmentando le parti per offrire respiro al solista, e anche al pubblico. Un utilizzo della massa orchestrale “alla Paganini”. Nel primo tempo del Concerto del compositore danese non vi è sviluppo, piuttosto il riproporsi di un denso soliloquio accompagnato. Ha tratti più poetici la seconda parte, una sorta di cadenza per il solo violino che si conclude con il ritorno dell’orchestra. Il terzo tempo ha carattere danzante, leggero. Nell’insieme sono stati 37 minuti di musica che sono apparsi lunghissimi.
Nonostante Johan Dalene, giovane strepitoso musicista. Imbracciando il suo Stradivari del 1725 ha incantato il pubblico con il suo fuoriprogramma, la Danza rustica dalla Sonata n.5 per violino solo di Ysaÿe. Ci auguriamo di avere l’occasione di risentire questo virtuoso, sostenitore della musica contemporanea, interprete anche delle composizioni di Thomas Ades, Tebogo Monnakgotla, Einojuhani Rautavaara, e Arvo Pärt. Johan Dalene incide in esclusiva per l’etichetta BIS.
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All’auditorium di Bolzano i primi suoni sono stati quelli a firma di Carl Nielsen, il più importante compositore danese della prima metà del secolo scorso, ovvero del suo Helios, un’Ouverture da concerto, un breve poema sinfonico ispirato al sorgere e al calare del sole. La seconda parte della serata è stata dedicata alla Sinfonia n.1 del Maestro amburghese, cui Schoenberg dedicò il celebre saggio “Brahms il progressivo”.
Per tutto il concerto si è apprezzata la bella prova dell’orchestra, e la direzione energica e puntuale di Thomas Dausgaard. Applausi calorosi per orchestrali e direttore, ovazioni per Johan Dalene.
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