Economia | Trasporti

Abd, bilancio rosso intenso

La società che gestisce l'aeroporto di Bolzano ha ancora 1,6 milioni di perdite. E' il settimo bilancio negativo consecutivo. Nessuna traccia del bando per la concessione. Il Tar del Lazio, intanto, ha dichiarato inammissibile un ricorso della Provincia.
Flughafen_Aeroporto
Foto: SALTO
  • Profondo rosso era e profondo rosso resta. Come riferisce Rai Südtirol, ABD Airport Spa ha depositato in questi giorni il bilancio 2025 alla Camera di Commercio di Bolzano: l’aeroporto di San Giacomo chiude l’anno con una perdita di 1,6 milioni di euro. È un risultato leggermente migliore rispetto ai 1,9 del 2024, ma sempre una perdita consistente. Sette anni di gestione privata, sette bilanci in rosso. Il patrimonio netto scende ancora, da 27,4 a 25,8 milioni. Per il resto poche novità: la gara pubblica per la concessione della gestione totale dello scalo, ordinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con decreto del 29 luglio 2025, non esiste ancora. Qualche mese fa, inoltre, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha chiuso con una sentenza di inammissibilità il ricorso con cui la Provincia Autonoma di Bolzano tentava di cancellare la delibera con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione aveva a suo tempo criticato le condizioni di vendita dell’aeroporto. 

     

     Sette anni di gestione privata, sette bilanci in rosso

     

    Come noto, ABD Airport Spa gestisce l’aeroporto di Bolzano dal 2019, quando la Provincia Autonoma cedette le proprie quote alla cordata privata guidata da Josef Gostner per 3,8 milioni di euro. Da allora, la società non ha mai chiuso un bilancio in utile. La perdita del 2025 — 1,6 milioni — è la più bassa degli ultimi tre anni, il che significa che qualcosa sta migliorando sul fronte operativo. I ricavi dalle vendite e dalle prestazioni sono saliti a 6,9 milioni nel 2025, da 5,3 milioni del 2024: una crescita del 31 per cento, che riflette il record di passeggeri annunciato da SkyAlps. Ma i costi crescono anch’essi, il personale costa 3,2 milioni, i servizi quasi 2,8. Quando si sottraggono tutti i costi dai ricavi, il risultato operativo è ancora negativo per 1,8 milioni.

    C'è poi la voce che merita attenzione più di tutte. I debiti verso i soci per finanziamenti — cioè i soldi che Gostner ha prestato alla propria società per tenerla in piedi — sono quasi triplicati in un anno: da 1 milione a 3,6 milioni. Non si tratta di capitale versato, che comparirebbe altrove nello stato patrimoniale. Si tratta di prestiti e quindi di debiti per ABD. La Fri-El, l’azienda energetica della famiglia Gostner che funziona da cassaforte del gruppo, continua a sostenere l’aeroporto. 

    In un articolo di ottobre 2025 su SALTO cercammo di andare a fondo della questione dei terreni: ABD iscrive a bilancio, alla voce “terreni e fabbricati”, un valore netto di oltre 36 milioni di euro. Nel bilancio 2025 appena depositato quella cifra è 36.520.465 euro. Si tratta di asset che la società ammortizza ogni anno — nel 2025 il solo ammortamento sulla voce “terreni e fabbricati” è stato 578.400 euro — come se li possedesse a pieno titolo per vent’anni. Tecnicamente, questo piano di ammortamento presuppone l’esistenza di una concessione ventennale di gestione totale. Lo dice la nota integrativa del bilancio 2025, in modo chiaro: “Le immobilizzazioni materiali sono state ammortizzate tenendo conto della durata della Concessione di Gestione Totale”.

  • Skyalps: Anche la società che gestisce i voli fa capo alla famiglia Gostner Foto: Seehauser Foto
  • Concessione che non esiste. ABD gestisce l’aeroporto di Bolzano “in forza di una concessione provvisoria, autorizzata anche per l’anno 2025,” come scrive il Collegio sindacale nella propria relazione, allegata allo stesso bilancio. Nel 2026 siamo alla ventisettesima annualità di occupazione provvisoria dei beni demaniali. “Nelle more dell’emissione del preannunciato bando di gara,” precisa il Collegio. Il bando è preannunciato, non c‘è.

    Il bilancio 2025 non fa che ripetere, per il settimo anno consecutivo, la stessa costruzione: immobilizzazioni ammortizzate su una concessione che non c’è, su terreni che ENAC stessa definisce come beni del demanio statale non alienabili e non valutabili come patrimonio societario. Lo ha scritto in un atto depositato l'8 settembre 2025 nella causa innanzi al TAR del Lazio. La frase esatta è questa: quei beni “mai avrebbero potuto essere inclusi nel compendio immobiliare valutabile ai fini della determinazione del valore della società e delle partecipazioni azionarie, in quanto appartenenti al demanio e, come tali, non alienabili”. 

    In questo modo ENAC sembra di fatto dare ragione alla Provincia in merito alla valutazione complessiva della società. Resta però di non facile comprensione come quei 36 milioni di terreni e fabbricati compaiano nell’attivo dello stato patrimoniale di ABD e vengano ammortizzati annualmente anche in assenza di una concessione. 

    Vale la pena fermarsi su cosa significa, in concreto, ammortizzare quei beni. Ogni anno ABD registra in conto economico una quota di ammortamento sui terreni e fabbricati: nel 2025 quella quota è stata 578.400 euro. Quella somma riduce il risultato d’esercizio — contribuisce cioè alla perdita — e contemporaneamente erode il valore netto del bene nello stato patrimoniale. Il fondo ammortamento cumulato sui terreni e fabbricati è già a 22.501.173 euro, circa un terzo del valore è  stato quindi “consumato” contabilmente. Anno dopo anno, quei beni valgono sempre meno nei libri contabili di ABD. Ma sono dello Stato. E manca la concessione, che ora deve essere messa a gara. Il paradosso diventa sempre più acuto ogni anno che passa senza concessione. Il piano di ammortamento è calibrato su una vita utile ventennale — quella della concessione totale che non è mai arrivata. La nota integrativa al bilancio cita tranquillamente la concessione ventennale come base del calcolo. Ma questa non esiste. Un corto circuito di non facile comprensione. Materia per avvocati amministrativisti. 

  • Il bando che non c'è

    Quando nel luglio 2025 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il decreto che rigettava la richiesta di ABD per l’affidamento diretto della concessione, imponendo una gara ad evidenza pubblica, Gostner aveva risposto con una battuta a SALTO: “Abd gestisce l’aeroporto da sempre senza concessione, se dobbiamo partecipare a un bando, volentieri”. 

    La faccenda è però piuttosto complicata dal punto di vista burocratico. Ai sensi dell’articolo 704 del Codice della Navigazione, ENAC rilascia le concessioni di gestione totale aeroportuale su propria proposta, all’esito di una selezione effettuata tramite procedura di gara ad evidenza pubblica, con decreto interministeriale che richiede l’approvazione del MIT. È ENAC quindi a dover costruire e gestire la procedura, sottoponendola poi al Ministero. Una macchina burocratica complessa, che richiede tra l’altro di definire il valore dei beni demaniali oggetto di concessione — e su questo punto, come abbiamo visto, la situazione non è proprio chiarissima.

     

    A nove mesi dal decreto ministeriale che imponeva la gara, sul portale istituzionale di ENAC non c‘è nulla

     

    Il risultato è che a nove mesi dal decreto ministeriale che imponeva la gara, sul portale istituzionale di ENAC non c’è nulla. Nessuna procedura avviata. Nessun avviso pubblico. Nessuna delibera del CDA dell’ente che riguardi Bolzano. La pagina “Aeroporti a gestione parziale e precaria” descrive ancora Bolzano con la nota aggiornata al 20 ottobre 2023, quando l’istruttoria per la concessione ventennale era ancora in corso. Quella stessa istruttoria è stata chiusa negativamente il 29 luglio 2025. 

    Nel frattempo, chi avrebbe interesse a candidarsi a questa gara? ABD gestisce lo scalo senza concorrenti da sei anni, ha una compagnia aerea captiva che è l’unica ad operarvi, ha investito — pur modestamente — in infrastrutture. Un competitor esterno si troverebbe a partire da zero su un aeroporto che è ancora lontano – per numero di passeggeri - dalla soglia del breakeven. E si troverebbe a fare i conti con la presenza di SkyAlps, che è di proprietà della stessa famiglia che controlla ABD..

  • Josef Gostner: L'uomo dell'aeroporto Foto: SALTO
  • La sentenza del Tar

    Occorre infine dare conto di una sentenza del Tar del Lazio. La storia processuale comincia nel 2021. La Provincia Autonoma di Bolzano aveva impugnato la delibera ANAC n. 391 del 27 aprile 2021 — quella con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione, pur riconoscendo che la cessione del 2019 non aveva modificato formalmente la titolarità della concessione aeroportuale, aveva confermato le proprie critiche sulla struttura del bando: una procedura “intrinsecamente contraddittoria,” costruita come se cercasse un semplice acquirente di azioni ma con criteri di valutazione che riguardavano la gestione dello scalo, e con un prezzo a base d’asta di 3,8 milioni che non includeva i “34 milioni di euro dei beni gratuitamente devolvibili”. La Provincia voleva che quella delibera sparisse dagli atti. Il TAR del Lazio, Sezione Prima Quater, con sentenza n. 23928/2025 pubblicata il 29 dicembre 2025, ha dichiarato il ricorso inammissibile. 

    Il motivo dell’inammissibilità è tecnico ma rilevante: il TAR ha stabilito che la delibera ANAC era un atto di vigilanza privo di effetti vincolanti, incapace di imporre comportamenti obbligati alla Provincia. Non ledeva nessuno in modo diretto e concreto. Quindi mancava l’interesse ad agire. Il Collegio non ha esaminato il merito — non ha detto se l’ANAC aveva ragione o torto sulla congruità del prezzo, sulla contraddittorietà del bando, sul valore dei beni devolvibili. Ha solo detto che quella delibera, per come è fatta, non è impugnabile. E ha chiuso, con le spese compensate.

    Nel frattempo, SkyAlps continua ad aprire nuove rotte e i bilanci continuano ad essere rosso. Per il settimo anno consecutivo.