Politica | 25 Aprile

Foro Italicissimo: tie-break con il Duce

Tornano gli Internazionali d'Italia di tennis nella cornice del Foro Italico a Roma, dove i simboli e le iscrizioni fasciste non sono mai stati contestualizzati. Intervista allo storico Hannes Obermair. [Video]
  • Roma si prepara ad ospitare gli Internazionali d’Italia, il torneo di tennis più importante del Paese e uno dei più seguiti al mondo. Quest’anno più che mai: il tennis italiano vive un momento d’oro, Jannik Sinner è tornato numero uno del mondo, e il Foro Italico è il palcoscenico perfetto. Telecamere da ogni angolo del pianeta, milioni di spettatori. Ma quale storia inquadrano quelle telecamere?

    Il Foro Italico nasce nel 1932 come Foro Mussolini e oggi, a quasi cento anni di distanza, mantiene intatti tutti i simboli del regime fascista: l’obelisco con il nome di Mussolini, le scritte inneggianti al Dux, mentre un grande dipinto, La Roma di Mussolini, troneggia ancora nel Palazzo H, dove si riunisce regolarmente il CONI. L’opera, realizzata su commissione di Achille Starace — allora presidente del CONI — fu occultata dagli Alleati nel 1944 dietro una tenda, e rimase nascosta per oltre cinquant’anni. Fu il CONI stesso a farla restaurare e riportare alla luce - nel 1997.

    In questa intervista, lo storico Hannes Obermair ricorda come architettura e ideologia continuino a intrecciarsi in modo evidente e mai rielaborato. Simboli, mosaici e monumenti non sono stati realmente storicizzati o contestualizzati, ma semplicemente restaurati e mantenuti.

    “Il Foro Italico è una sorta di brutalità scolpita nella pietra, un fascismo pietrificato”, nota Obermair. “Il fatto che fino ad oggi questo non sia stato ancora affrontato è strettamente legato all’eredità irrisolta del fascismo in Italia. Una ricontestualizzazione sarebbe urgentemente necessaria, altrimenti l’estetica fascista continuerà a dominare indisturbata lo spazio pubblico e potrebbe essere ripresa, in qualsiasi momento, in modo affermativo”.

    Abbiamo incontrato lo storico (e tennista!) in Piazza Tribunale a Bolzano, di fronte al bassorilievo di Hans Piffrader, dove è stata affissa una frase di Hannah Arendt. Bolzano resta un esempio unico in Italia di contestualizzazione dei monumenti fascisti.

    “Qui Mussolini non ha l’ultima parola: viene contraddetto dalla più grande filosofa del Novecento — e con questo dovrà convivere per sempre,” conclude Obermair.