Depuratori, ogni posto letto vale doppio
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Abbonati ora a S+Quando il presidente di Eco Center Dario Dal Medico sostiene che i depuratori “scoppiano” per colpa di alberghi, spa e piscine, come abbiamo raccontato su SALTO, la frase non rappresenta solo una valutazione politica. Almeno per la Val Passiria, lo scrivono anche i tecnici. Un esempio è lo studio preliminare ambientale allegato al progetto di fattibilità tecnico-economica per l’ampliamento del depuratore di San Martino in Passiria, redatto per conto di Eco Center un raggruppamento temporaneo di progettisti.
Cosa dice lo studio
Lo studio ricostruisce voce per voce il calcolo con cui si arriva a più che raddoppiare la capacità dell’impianto, da 16.500 a 35.000 abitanti equivalenti. E questo nonostante le acque reflue dell’Hotel Quellenhof di Saltusio – con piscine, laghi artificiali e le ormai celebri “Maldive dell’Alto Adige” – gravino sul depuratore di Merano-Sinigo. San Martino deve raddoppiare anche senza una delle strutture wellness più imponenti del Sudtirolo.
Il depuratore funziona dal 1992 a sud di Ponte Clava, a valle della frazione di Mora, al confine tra i comuni di San Martino e San Leonardo, e tratta i reflui di Moso, San Leonardo e San Martino. È autorizzato per 16.500 abitanti equivalenti (a.e.). Dal Medico parlava di un carico reale che “ha ormai superato i 18 mila”, ma lo studio va oltre. Nel capitolo dedicato all'“alternativa zero”, cioè al non ampliare, i progettisti scrivono che l’impianto è già sottodimensionato rispetto ai carichi attuali e in estate si raggiungono picchi di 25 mila abitanti equivalenti, una volta e mezza la capacità autorizzata dell’impianto. Non ampliarlo significherebbe, sempre secondo lo studio, “sfiori” nel Passirio più frequenti (e più consistenti) nonché margini ridottissimi per la manutenzione. Per questo i progettisti definiscono lo scenario zero “non sostenibile”.
Il conto dei letti
Il cuore del documento è il calcolo del carico, diviso in tre voci. La prima sono i residenti: 8.980 nei tre comuni, contro i circa 8.300 di metà anni Novanta. La seconda sono le attività produttive, con 7.390 a.e. stimati sui dati ASTAT 2022 degli addetti. La terza sono le presenze “fluttuanti”, cioè il turismo. Lo studio conta 208 esercizi ricettivi e 5.563 posti letto: 67 esercizi e 1.537 letti a Moso, 73 e 2.049 a San Leonardo, 68 e 1.977 a San Martino. Nelle settimane di punta di agosto l’occupazione è vicina al 100 per cento. Qui il cosiddetto “coefficiente IRSA” per posto letto non è quello standard di 1,5 ma è stato alzato a 2. La motivazione è la “presenza significativa di strutture di alta categoria (4-5 stelle) con elevato consumo d’acqua”, tra wellness e cucine aperte 24 ore su 24. Ne risultano 11.126 abitanti equivalenti, cui si aggiungono circa 900 a.e. per le seconde case, per un carico turistico complessivo di 12.025 abitanti equivalenti.
In altre parole, ogni letto d’albergo in Passiria viene calcolato come due residenti e i 5.563 posti letto della valle, a pieno regime, pesano sul depuratore più dei quasi novemila abitanti. Il solo aggiustamento del coefficiente per il turismo “di qualità” vale circa 2.800 a.e., più o meno un sesto dell’attuale capacità dell’impianto. A imporre il ridimensionamento del depuratore sono i picchi estivi, ovvero la quota stagionale che cresce con piscine e spa.
Per le previsioni al 2055 lo studio stima 10.430 residenti, 8.590 a.e. produttivi e 13.970 a.e. turistici, per un totale di 32.990, arrotondato a 35.000. Facendo i conti, tutte e tre le voci crescono della stessa percentuale, circa il 16 per cento. In pratica la proiezione del carico turistico applica ai letti il tasso di crescita demografica. Nel testo non c’è un’analisi specifica dell’andamento del turismo, né un riferimento al Bettenstopp ovvero al tetto provinciale ai posti letto. Il documento cita solo, nella scelta delle alternative, uno studio aggiornato al 2026 sull’evoluzione demografica e sulle fluttuazioni turistiche, senza riportarlo. La stima delle seconde case poggia su una rilevazione ISTAT del 2001 e applica il 10 per cento a “8.980 unità abitative”, lo stesso numero indicato per i residenti.
Perché la variante grande
I progettisti hanno così confrontato due soluzioni. Lo scenario A prevedeva un impianto da 25 mila a.e., rinnovato all’interno del perimetro attuale. Lo scenario B porta l’impianto a 35 mila a.e. e sfrutta le nuove aree acquisite dal gestore. È stato scelto il secondo. La lettura dello studio chiarisce il perché. Lo scenario A avrebbe avuto una capacità pari al picco estivo già registrato oggi, quindi nessun margine, mentre la strada verso la variante grande era comunque tracciata da tempo. I prati a sud dell’impianto sono stati trasformati in “zona per attrezzature pubbliche sovracomunali” con delibera del Consiglio comunale di San Martino del 2022. La portata massima in ingresso passerà da 109 a 230 litri al secondo, e a monte è prevista una vasca di pioggia da 700 metri cubi. Il costo, secondo il piano triennale di Eco Center, è di 22,5 milioni di euro, di cui 20,25 coperti da contributi pubblici. Se le previsioni reggono, 35 mila abitanti equivalenti basteranno fino al 2055. Ma a Pontives, in Val Gardena, dove nel 2018 si era fatto un ragionamento simile, sono bastati sei anni.
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