Società | Podcast Medicina

Nasce “Diagnosi: Futuro”

Il nuovo podcast del gruppo Young Doctors di Bolzano vuole creare un dialogo tra generazioni di medici e interrogarsi sul futuro. Al centro di “Diagnosi: Futuro” ci sono la realtà altoatesina e le sfide collegate alla professione.
Immagine: Seehauserfoto

Questo articolo è gratuito per te. Il giornalismo indipendente in Alto Adige ha però bisogno del tuo sostegno. Saremmo lieti se sottoscrivessi un abbonamento a SALTO. Grazie mille!

Abbonati ora a S+

Il progetto del podcast del gruppo dei giovani medici dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri nasce dal desiderio di portare la comunicazione nell’ambito della medicina oltre ai social media tradizionali, come Instagram o TikTok, verso un formato più articolato e interattivo. L’obiettivo è analizzare la realtà medica altoatesina e confrontarla con altre realtà esterne. Intitolato “Diagnosi: Futuro. Il podcast della medicina di domani/Diagnose: Zukunft. Der Podcast für die Medizin von morgen”, il suo concetto centrale è il dialogo generazionale. I giovani medici specializzandi o specialisti intervistano colleghi più esperti per confrontare la visione del passato con quella del futuro della professione.

“L’idea è proprio di avere un dialogo tra le realtà che esistono e di poter proporre, o concordare insieme, quello che può essere il futuro”, racconta la dottoressa Simona Costa, una specializzanda in Ginecologia e Ostetricia presso l’Agenzia Sanitaria dell’Alto Adige. 

Il progetto discute e affronta argomenti complessi e attuali, soprattutto in Alto Adige. Un aspetto affrontato in una puntata sarà il bilinguismo, un tema centrale nella realtà locale, attraverso interviste in entrambe le lingue. Un altro argomento saranno invece le donne in medicina. Verrà, ad esempio, intervistata la dottoressa Astrid Marsoner, presidente dell’Ordine dei Medici, madre di cinque figli, specialista in anestesia e medico di base, un esempio aspirazionale per le donne in questo campo.

Corso di laurea in inglese della Scuola di Sanità Claudiana di Bolzano. Provincia di Bolzano

Si confronteranno anche lo studio della medicina in Alto Adige e all’estero e la qualità della vita, focalizzandosi sull’organizzazione del lavoro quotidiano di un medico. 

“Pian piano, le vite frenetiche di tutti noi o con le situazioni in cui c’è tanto bisogno di essere pendolari, c’è la possibilità di avere uno spazio in cui non si guarda lo schermo, ma magari si ascolta. Secondo me, i podcast stanno prendendo molto piede nella realtà social e vengono ascoltati da tante persone. Il bello del podcast è che, a mio parere, è uno dei punti di incontro più grandi tra generazioni. Da quello che vedo, tanti colleghi più grandi, magari non hanno Instagram, Facebook o TikTok, però ascoltano volentieri un podcast. Allo stesso tempo, anche tanti giovani si stanno interessando molto a questo formato. Quindi poteva essere un punto di incontro nuovo”, spiega la dottoressa. 

In precedenza, il progetto prevedeva delle speed interview diffuse come reel su Instagram.

Lo scopo del podcast non è la divulgazione medica o scientifica per il grande pubblico. Si rivolge principalmente a medici già attivi, studenti di medicina e dirigenti sanitari, con l’obiettivo di offrire una chiave critica e una nuova prospettiva sul modo di intendere la propria professione. Oltre ai medici e ai dirigenti sanitari, il progetto prevede il coinvolgimento di altre figure professionali legate al settore, come avvocati esperti in medicina legale. 

“In realtà, il target è più il personale medico, che possa avere poi una visione del proprio lavoro non dico migliorata, ma diversa e propositiva, per cercare di cambiarlo sempre in meglio”, spiega la dottoressa Costa.

Sono previste inizialmente otto puntate con una frequenza di pubblicazione di una ogni due settimane. Il podcast si potrà ascoltare su YouTube e Spotify. 

Simona Costa medico chirurgo all’ospedale di Bressanone: “In realtà, il target è più il personale medico, che possa avere poi una visione del proprio lavoro non dico migliorata, ma diversa e propositiva, per cercare di cambiarlo sempre in meglio.” Simona Costa

Così la dottoressa Costa alla domanda su cosa l’abbia spinta a scegliere questo percorso: “Non avrei potuto fare nient’altro. Perché per me nel momento in cui ho avuto modo di entrare in questo mondo, ho capito che non avrei mai avuto un interesse così grande come quello che è, quello che mi porta a fare questo lavoro.” 

L’impegnativo percorso per diventare medico viene descritto come particolarmente soggettivo:

“Il percorso di medicina è diverso in Italia, così come è diverso in Austria e all’estero, in qualsiasi posto uno vada. Quello che accomuna tutti è sicuramente la passione per la scienza del corpo umano e per la cura del paziente.”, afferma Costa. 

“Però lo studio e il percorso da studente di medicina differisce molto a seconda da dove viene svolto e dalle realtà in cui ci si trova. Una cosa che per me è importante da dire però è che non ogni realtà va bene per tutti.”

Aggiungi SALTO alle tue fonti preferite su Google