Addio alle scene per il Quartetto Hagen.
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È un momento storico per la musica classica: il Quartetto Hagen, uno degli ensemble cameristici più celebri e amati al mondo, ha annunciato che si esibirà per l’ultima volta il 16 giugno 2026 al Mozarteum di Salisburgo, chiudendo così una carriera straordinaria di oltre 45 anni. Il concerto finale sarà l’epilogo di una tournée internazionale di commiato, che sta toccando le principali capitali musicali.
Per questa speciale serie di concerti hanno predisposto un programma che si presenta come la “summa” del loro lascito: il Quartetto n. 11 in fa min., op. 95 di Ludwig van Beethoven, Langsamer Satz (1905) di Anton Webern, e il Quartetto d’archi in la min., D 804, op. 29 (Rosamunde) di Franz Schubert.
Fondato nel 1981 a Salisburgo da quattro fratelli – Lukas (primo violino), Angelika (secondo violino), Veronika (viola) e Clemens Hagen (violoncello), è ora composto da Lukas Hagen, Rainer Schmidt, Veronika Hagen e Clemens Hagen.
L’ensemble ha costruito la sua fama su un repertorio vastissimo, che spazia dai classici di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert e Brahms fino alle composizioni novecentesche e contemporanee di autori come Webern, Bartók, Ligeti e Kurtág.
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La loro carriera è stata costellata di riconoscimenti: dal premio ECHO Klassik come ensemble dell’anno (2011) al Concertgebouw Amsterdam Prijs (2019), fino alla nomina a membri onorari della Konzerthaus Wien (2012). Con quasi cinquanta registrazioni all’attivo, il Quartetto Hagen ha lasciato un’impronta indelebile nella discografia cameristica. Qui ne ricordiamo alcune tra le più significative. L’integrale dei quartetti mozartiani, considerata un punto di riferimento assoluto. Le Sonate e i Quartetti beethoveniani, quelli tardivi, fino alla “Grande Fuga”. Pagine di Schubert, tra cui il celebre Quartetto “Rosamunde”, e di Brahms.
Ci piace ricordarli anche per il loro approccio alle scelte interpretative. Come abbiamo appreso da Sistema Musica, interpellati su questo argomentato i quattro virtuosi hanno risposto: “È un processo democratico. Si discute, si confrontano le idee, e alla fine si va d’accordo con la visione della maggioranza”. Nella loro musica possiamo trovare rispecchiata anche la qualità del loro rapporto umano.
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Nella sala Michelangeli del conservatorio bolzanino un pubblico numeroso come in poche altre occasioni ha omaggiato i quattro straordinari interpreti, con calore e riconoscenza. Con un fuoriprogramma a firma di Haydn, il “padre” della Sinfonia e del Quartetto classico, Lukas Hagen, Rainer Schmidt, Veronika Hagen e Clemens Hagen hanno preso commiato.
Come ha dichiarato Lukas Hagen in un’intervista, “è stato un viaggio straordinario, fatto di musica, passione e condivisione. Ora è il momento di passare il testimone, ma la nostra musica continuerà a vivere”.
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