Economia | Energia

“Cda di Alperia, voce anche ai Comuni”

L’assessore bolzanino Della Ratta chiede che il criterio di divisione per le nomine nelle società partecipate dell’azienda energetica sia rispettato: “Così sceglie solo la Provincia”.
Immagine: Seehauserfoto

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Non si placano le tensioni attorno alla composizione dei consigli di amministrazione delle società partecipate di Alperia. Dopo il nulla di fatto della riunione di ieri, durante la quale si sarebbero dovuti nominare i membri delle sette società operative del gruppo, un nuovo incontro è stato convocato per lunedì pomeriggio. 

Sulla vicenda è intervenuto l’assessore bolzanino della lista La Civica per Bolzano Claudio Della Ratta, dopo che già ieri il vicesindaco di Merano, Nerio Zaccaria aveva chiesto con fermezza un rappresentante della città del Passirio all’interno delle partecipate. “Posso comprendere il rammarico del vicesindaco di Merano sulle nomine dei CDA delle sette principali società operative di Alperia”, afferma Della Ratta. “Come è possibile che un socio con il 21% del capitale non venga coinvolto nelle decisioni in merito?”.

La composizione di questi consigli deve rispettare criteri legati all’appartenenza linguistica, al genere e agli equilibri tra i partiti. Proprio per questo, da giorni sono in corso contatti tra la Provincia e i principali azionisti di Alperia, cioè i Comuni di Bolzano e Merano. Bolzano ha già indicato il proprio rappresentante al vertice di Ecoplus, individuato in Paolo Zenorini, segretario provinciale della Lega, recentemente dimessosi da assessore comunale di Laives per motivi personali.

Claudio Della Ratta: Seehauserfoto

Della Ratta riconosce che, dal punto di vista formale, i 21 amministratori delle società operative vengono nominati dal CDA di Alperia, e che dunque non esiste un diritto automatico dei singoli soci a una quota proporzionale di nomine. Ma, sottolinea, se la prassi è che queste nomine vengano di fatto concordate tra i soci, allora “non si può prescindere da un criterio di equilibrio politico e proprietario”.

È qui, secondo Della Ratta, che emerge una contraddizione. Solo poche settimane fa i soci avevano trovato un accordo sul nuovo CDA di Alperia, riconoscendo a ciascun azionista una rappresentanza coerente con il proprio peso: 5 consiglieri alla Provincia, 2 a Bolzano, 2 a Merano, 1 a Selfin. “Non mi sembra coerente – osserva – che, quando si passa dalla capogruppo alle società operative, cioè agli organi che governano concretamente una parte rilevantissima dell’attività del Gruppo, questo equilibrio venga sostanzialmente abbandonato e la Provincia finisca per indicare quasi tutti i 21 amministratori”.

Le società operative del gruppo Alperia sono: Alperia Ecoplus Srl, Alperia Smart Services Srl, Edyna Srl, Alperia Greenpower Srl, Alperia Trading Srl, Alperia Green Future Srl e Biomass Energy Srl. 

Il rischio, avverte, è riconoscere ai Comuni una rappresentanza nella capogruppo per poi concentrare nella Provincia la quasi totalità della governance delle società operative, che sono quelle che gestiscono concretamente le attività industriali del gruppo.

Della Ratta precisa di non ritenere che la posizione dei Comuni debba tradursi in una richiesta di rigida proporzionalità matematica: “È assolutamente ragionevole che la Provincia, essendo il socio principale, abbia il maggior numero di indicazioni”. Ciò che chiede è che venga mantenuta “una logica coerente” con quella appena adottata per la capogruppo.

Della Ratta ricorda inoltre che Provincia, Bolzano e Merano rappresentano insieme una componente largamente maggioritaria della proprietà di Alperia, il che rende difficile sostenere che il contributo dei due Comuni debba diventare irrilevante proprio negli organi delle società operative. “Non viene chiesto di mettere in discussione il peso della Provincia - conclude - ma di garantire che l’equilibrio che gli stessi soci hanno appena deciso di adottare possa trovare una coerente applicazione anche nelle società operative. La questione vera è: quale modello di governance vogliamo per Alperia? Una governance realmente condivisa tra i soci, oppure una governance condivisa solo formalmente nella capogruppo e sostanzialmente concentrata nella Provincia per le società operative?”. L’appuntamento è ora fissato per lunedì pomeriggio, quando il CDA di Alperia tornerà a riunirsi per tentare di sbloccare la nomina dei 21 amministratori delle sette società partecipate.

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