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Tornare è un lusso

Il Sassongher: visto dal versante meridionale. Immagine: Wikimedia
Tornare in un luogo non è la scelta di chi ha esaurito la curiosità. È forse la forma più rara del viaggio. Cosa impariamo dalla stessa strada vista in stagioni diverse e con occhi che cambiano?

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In un’epoca ossessionata dalla prima volta, cosa si impara dalla stessa strada vista in stagioni diverse, con occhi che cambiano?

Un luogo non resta mai uguale ad aspettarci: cambia con le stagioni, con le persone, con il tempo. Eppure, proprio nella trasformazione, possiamo ritrovare qualcosa di noi. Tra le arrampicate di Manolo, le parole di Terzani e il paesaggio delle Dolomiti, una riflessione su memoria, ospitalità e continuità. Perché la ripetizione crea relazione, la relazione genera memoria e la memoria, quando è autentica, diventa rispetto. Anche nell’ospitalità, il ritorno è una responsabilità.

Lettura consigliata: Un indovino mi disse di Tiziano Terzani.

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