Ambiente | Geologia

Bletterbach, un canyon “spaziale”

Il Geoparc ricavato nel canyon vuole ambire ad essere sito di ricerca, oltre che sito turistico e restare aperto tutto l'anno. Continua la collaborazione con l'ESA. “Le strutture sedimentarie qui osservabili sono molto simili a quelle rilevate su Marte”.
Bletterbachschlucht
Foto: Naturmuseum Südtirol
  • GEOPARC Bletterbach entra in una nuova fase di sviluppo, puntando su ricerca scientifica, valorizzazione didattica e turismo sostenibile, con un rafforzamento della cooperazione internazionale. Questo quanto emerso dalla conferenza stampa svoltasi oggi (26 maggio), alla presenza dell’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, Peter Brunner, del presidente del GEOPARC Bletterbach Peter Daldos e di Hannah Pomella, direttrice da ottobre 2025.

    Il GEOPARC Bletterbach è il più piccolo dei nove siti UNESCO presenti nel territorio delle Dolomiti, ma il più particolare e, per certi versi, affascinante. Viene definito un “vero e proprio gioiello geologico”, non solo per il suo valore scientifico ma anche per il legame con la comunità locale e il ruolo educativo che svolge. Un laboratorio naturale dove è possibile “leggere la storia della Terra e i propri cambiamenti”.

    Dopo la nascita del progetto nel 2000 e l’apertura del museo e del centro visite nel 2005, il geoparco è entrato a far parte dei siti UNESCO nel 2009. “Un archivio a cielo aperto della storia della Terra”, dove affiorano testimonianze geologiche risalenti a circa 270 milioni di anni fa. La gestione del sito è affidata alla struttura provinciale competente per natura e territorio, in stretta collaborazione con il Comune di Aldino e con i referenti scientifici e amministrativi del progetto UNESCO Dolomiti.

    Il canyon vuole ambire ad essere sito di ricerca, oltre che sito turistico. È stato sottolineato come la governance del sistema UNESCO in Alto Adige sia stata rafforzata anche attraverso un recente intervento normativo provinciale, che punta a coordinare in modo più organico le diverse designazioni e i relativi progetti. L’obiettivo è tutelare le eccellenze del territorio e valorizzarle nell’ambito della cultura, della tradizione e della storia.

  • Il presidente Peter Daldos, l'assessore provinciale Peter Brunner e la direttrice Hannah Pomella (da sinistra) hanno illustrato l'unicità del GEOPARC Foto: USP
  • Parola poi alla nuova direttrice, la geologa Hannah Pomella, che ha subito messo a punto il primo forte cambiamento giuridico dal suo arrivo: il GEOPARC Bletterbach è ora un ente pubblico speciale del Comune di Aldino. L’obiettivo è andare verso un’operatività annuale. “La gola non è accessibile in inverno, ma il centro visitatori sarà adattato per operare tutto l’anno”.

    La direttrice ha ribadito che l’aumento dei visitatori e l’estensione dell’operatività annuale devono procedere di pari passo con il potenziamento del trasporto pubblico locale, per garantire un turismo sostenibile e dolce. Il Geoparc ha registrato, negli ultimi anni, una crescita notevole del numero di turisti annui, passato dai circa 17.000 stimati all’apertura ai quasi 40.000 degli ultimi anni, con un pubblico internazionale crescente e una forte componente scolastica e accademica.

    Il deposito del geoparco, è stato detto durante la conferenza stampa, è di caratura internazionale e il direttivo è “fiero di poter collaborare regolarmente con l'ESA – European Space Agency”. L’ESA conduce qui ogni anno il programma PANGAEA, nel quale gli astronauti vengono addestrati a studiare, documentare e raccogliere campioni geologici. La gola del Bletterbach è infatti l’analogo terrestre delle formazioni marziane: le strutture sedimentarie qui osservabili sono molto simili a quelle rilevate dall’ESA su Marte.

    È stato inoltre annunciato che, nel quadro del progetto Interreg Austria-Italia, verranno stanziati fondi per i quali GEOPARC è Lead Partner e il cui volume è pari a 522.000 euro (di cui il 73% di fondi europei). Il progetto ha un forte focus didattico: mettere in relazione le crisi ambientali del passato con i cambiamenti climatici attuali, in particolare con il concetto di punti di non ritorno.

    La direttrice ha infine spiegato come GEOPARC Bletterbach collabori con EURAC ad un progetto sugli interventi di soccorso dopo catastrofi ambientali con veicoli terrestri e aerei. Uno degli scenari prenderà infatti luogo proprio nella gola del Bletterbach.