Economia | Tecnologia

Un centro di calcolo in miniera

In Trentino ha aperto il primo data center europeo ricavato in un sito estrattivo attivo. Il progetto di Trentino DataMine, un partenariato pubblico-privato composto dall’Università di Trento e aziende private del territorio trentino.
Il T

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Sessantatremila metri cubi di roccia estratta e riutilizzata, cinquantacinque chilometri di cavi posati, sei megawatt di potenza a regime per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, di cui quasi 20 arrivati dal Pnrr. Questa la portata di Intacture, il primo data center europeo realizzato in un sito estrattivo operativo, inaugurato martedì 23 giugno a Tuennetto di Predaia (Val di Non). 

L’infrastruttura ospita una piattaforma di supercalcolo per l’intelligenza artificiale e risulta essere il primo progetto Pnrr dedicato alle infrastrutture digitali ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Il taglio del nastro ha voluto segnare l’avvio operativo di un progetto, in programma già da diversi mesi, che porta la firma del sistema trentino dell’innovazione, con il supporto in particolare dell’Università di Trento e il sostegno del programma europeo NextGenerationEU. Il cuore tecnologico è stato progettato dalla società di ingegneria integrata In-Site e sviluppato da Schneider Electric, leader globale per le tecnologie energetiche.

“Di data center ne sono stati creati, ma nessuno all’interno di una miniera – ha aperto il ministro per gli affari europei, il Pnrr, e le politiche di coesione Tommaso Foti - l’innovazione è fondamentale per l’Italia e l’Europa, e progetti come questo danno risposte concrete a un mondo che sta cambiando a una velocità imprevedibile fino a 15 anni fa. Oggi abbiamo aperto un polo di riferimento nel mondo della scienza e della ricerca: dovrà continuare ad evolversi per attrarre sempre più competenze”. 

L’inaugurazione: I centri di calcolo sono tra le infrastrutture più idrovore ed energivore del pianeta: posizionarlo in miniera sfrutta la temperatura naturale della roccia, con l'obiettivo di abbattere i consumi. Il T

Un’infrastruttura che porta a terra (anzi sottoterra) uno spazio di rielaborazione di dati e di utilizzo attivo dell’intelligenza artificiale, diventando un punto di riferimento per aziende e privati. “La storia del progetto si è sviluppata in totale in 1584 giorni, dall’avvio del bando al collaudo definitivo – ha aggiunto il consigliere delegato di Trentino Datamine Dennis Bonn - non ci può essere una crescita sostenibile senza che i data center sappiano valorizzare i dati sviluppati: in un settore che cerca soluzioni in mare o nello spazio, noi abbiamo scelto di farlo in una miniera attiva. Per realizzarlo abbiamo dovuto scavare un grattacielo sotterraneo di decine di metri: prima del bando del Pnrr qui c’era una montagna compatta di roccia e sopra i boschi, ora ci sono 63mila metri cubi operativi e due gallerie sotterranee di 150 metri. I dati che qui verranno trattati saranno una risorsa per le banche, le compagnie elettriche, la sanità e tutte le imprese del territorio: Intacture vuole rispondere a questa sfida dei tempi moderni, addestrando un polo di intelligenza artificiale, protetto da 90 milioni di metri cubi di roccia”. È stato sottolineato anche il basso impatto della struttura. “È un data center sostenibile – ha proseguito Bonn - l’acqua che consumiamo è a circuito chiuso, e l’energia elettrica è al 100% rinnovabile, prevalentemente sfruttando l’idroelettrica locale. L’auspicio è che generi valore per le persone e per le imprese”.

L’obiettivo condiviso è dunque quello di connettere aziende, centri di ricerca e istituzioni locali, proiettando l’intero territorio verso la trasformazione digitale e le sfide del supercalcolo. “Un’iniziativa che nasce da una programmazione economica e industriale molto forte – ha aggiunto l’assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli – il Trentino si posiziona come produttore ed esportatore di servizi digitali avanzati e sicuri”. 

 

Pubblichiamo per gentile concessione del quotidiano Il T.