A Bolzano serve un city manager?
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Abbonati ora a S+Mentre in Comune si discute se sia arrivato il momento di reintrodurre la figura del city manager, il sindaco Claudio Corrarati fa capire che non ha nessuna intenzione, almeno per ora, di alleggerire il suo carico di competenze. Un elenco di deleghe che spazia dal bilancio alla polizia municipale, dalla cultura all’economia e che lui stesso definisce, di fatto, non negoziabile.
Il dibattito si è riaperto dopo il malore che ha colpito il primo cittadino a fine luglio. È stato il fondatore della Civica del sindaco, Roberto Zanin, a rilanciare l’idea di un city manager, proposta che però Corrarati aveva subito bloccato, rivendicando per sé e per la coalizione (Svp, FdI, La Civica per Bolzano, FI e Lega) ogni decisione sul tema. “Prima di introdurre una figura nuova, dobbiamo capire come giunta cosa fare per fare ancora meglio rispetto a quello che già si sta facendo”, afferma Corrarati. “Faremo un ritiro a porte chiuse (Klausur) entro metà settembre e, tra i vari punti, questo sarà un tema specifico”.
Le molte deleghe di Corrarati
È qui che si inserisce il punto più delicato. L’ipotesi del city manager nasce infatti da un accentramento di competenze nelle mani del sindaco che, si legge sul sito del Comune di Bolzano, è a dir poco esteso: “Restano in capo al Sindaco Claudio Corrarati, oltre alle funzioni non delegabili per legge, anche le seguenti materie: Cerimoniale, onorificenze, gemellaggi e patrocini, Toponomastica e odonomastica, Ufficio stampa e coordinamento della comunicazione istituzionale, Rapporti con le istituzioni statali ed europee, con l’Università, con l’Eurac ed altre istituzioni di ricerca, con le associazioni imprenditoriali di categoria, eventuali convenzioni per collaborazioni e ricerche, Avvocatura comunale, Innovazione, trasparenza e legalità, Polizia municipale, sicurezza urbana e polizia giudiziaria, Programmazione e amministrazione delle risorse finanziarie (bilancio, tributi, controllo di gestione), Controllo sulle partecipate, Personale (stato giuridico ed economico, pianta organica, assunzioni e trasferimenti, pensionamenti, relazioni sindacali), Organizzazione e formazione, Attività economiche (licenze, mercati, fiere) e concessioni (con delega alla trattazione e firma degli atti in materia di polizia amministrativa delegata dalla Provincia autonoma di Bolzano), Farmacie comunali, Zone produttive, Turismo e Stadtmarketing, Cultura e istituzioni culturali partecipate dal Comune, Interventi strategici di infrastrutturazione e trasformazione del territorio cittadino, ogni altra competenza non compresa tra quelle precedentemente elencate”, si legge sul sito del Comune di Bolzano.
Interpellato sulla possibilità di ridistribuire almeno una parte di queste deleghe, Corrarati non lascia spazio a dubbi: “In questo momento non è oggetto d’agenda”. Un’eventuale riorganizzazione, aggiunge, riguarderebbe al più la sua squadra più stretta (il capo di gabinetto e la segreteria) per gestire meglio l’agenda quotidiana, non certo un trasferimento di responsabilità politiche.
L’unico terreno su cui il sindaco si dice disposto a fare un passo indietro è quello degli impegni di rappresentanza: “Quest’anno ero un po' dappertutto: all’apertura di una manifestazione, alla presenza a un concerto, e probabilmente è bene che anche io, nella logica della delega, possa delegare alcune presenze istituzionali in manifestazioni ed eventi”. Una concessione limitata, che il sindaco tiene comunque a slegare da qualsiasi lettura legata alla sua salute: “Non tanto per un tema di salute, perché come vede sto bene, anzi meglio di prima, ma per concentrarmi sull’ottimizzazione del lavoro interno e seguire bene tutti i comparti”.
Cosa fa un city manager?
Sul profilo che dovrebbe avere l’eventuale city manager, il sindaco insiste sulla necessità di garantire trasversalità tra i reparti comunali, per evitare sovrapposizioni o vuoti di attività: “Se questo richiede una figura ulteriore rispetto all’organizzazione interna, lo valuteremo nelle prossime settimane, certamente non sarà facile trovarlo”. Va ricordato che il ruolo di city manager non è una novità per Palazzo Municipio: lo ricoprirono in passato Renzo Caramaschi (sindaco Giovanni Salghetti Drioli), Helmuth Moroder (sindaco Luigi Spagnolli) e Andrea Zeppa, durante il primo mandato dello stesso Caramaschi. Da sei anni e mezzo, però, la figura è scomparsa dall’organigramma e, secondo quando riferito dal vicesindaco Stephan Konder sul quotidiano Alto Adige, è uno dei punti dell’accordo di coalizione.
Il city manager è una figura presa in prestito dal mondo anglosassone, in Italia è stato introdotto nel 1997 con la Legge Bassanini (L. 127/1997). A livello amministrativo si tratta, in sostanza, di un Direttore Generale del Comune, figura facoltativa e possibile solo nei comuni sopra i 15 mila abitanti. Il city manager viene nominato direttamente dal Sindaco con un atto discrezionale, senza necessità di un concorso pubblico tradizionale. Anche per questo il suo contratto è a tempo determinato e decade automaticamente insieme al mandato del Sindaco che lo ha scelto. Si tratta di una figura che fa da vertice tecnico dell’ente e a cui rispondono tutti i dirigenti comunali.
Intanto prosegue il PSCT
Nel frattempo si è conclusa nel giugno scorso la prima fase conoscitiva e di analisi propedeutica alla redazione del Programma di Sviluppo del Territorio e del Paesaggio del Comune di Bolzano, lo strumento destinato a definire la visione e gli indirizzi di sviluppo della Città e del suo territorio nei prossimi 15 anni e a costituire il riferimento per le successive scelte di pianificazione urbanistica e territoriale. A partire dal prossimo mese di settembre prenderà il via la fase di partecipazione e consultazione con gli stakeholder. Sono previsti tavoli di lavoro presso Eurac Research, nei quali i rappresentanti dei diversi portatori di interesse potranno confrontarsi con gli esperti incaricati di MATE e con l'Amministrazione comunale. Il confronto, fa sapere il Comune in una nota, partirà dal quadro conoscitivo elaborato nei mesi scorsi, con l’obiettivo di approfondire dati, esigenze, criticità e prospettive di sviluppo della Città e del suo territorio, con uno sguardo rivolto ai prossimi 15 anni.
Ad ottobre il percorso partecipativo si allargherà alla cittadinanza, con diverse serate aperte a tutte le cittadine e ai cittadini. Gli incontri saranno un’ulteriore occasione per raccogliere esigenze, aspettative, proposte e nuovi spunti utili alla definizione del futuro Programma di sviluppo. La fase partecipativa si concluderà entro l’anno in corso e a partire dal 2027 prenderà quindi avvio la fase di stesura del Programma di sviluppo, che proseguirà fino all’autunno dello stesso anno.
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Conoscendo il personaggio…
Conoscendo il personaggio farei una proposta „delle sue“!
Creare un sistema di chiamandolo „il cruscotto del sindaco“.
Prima ancora del city manager, farei una cosa molto concreta: un „cruscotto“ mensile di 10-15 indicatori strategici, per ciascun settore/delega fisso: obiettivo, responsabile, scadenza, stato, eventuale problema, decisione richiesta al sindaco.
Così il sindaco non perde controllo, lo aumenta, perché passa dal controllo delle singole questioni al controllo dei risultati.
Sarebbe un cambio notevole per il sindaco. Non deve sapere tutto, ma deve sapere cosa sta andando bene, cosa sta andando male e dove deve intervenire personalmente.
Ma conoscendolo credo che legga queste righe, aspetti il momento giusto e lo propone il prossimo anno.