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Cultura | Cronaca dell’Accordo

Dal primo al 6 ottobre

La cronaca degli avvenimenti che portarono alla stipula dell’accordo De Gasperi-Gruber (17). Un settimanale austriaco espone un progetto alternativo di autonomia.

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L’Accordo è firmato quasi da un mese e non resta, ai due apparati diplomatici, che attendere pazientemente che esso venga in qualche modo inserito nel testo del Trattato di pace con l’Italia. Se ormai appare conclusa la parte della vicenda legata al contesto internazionale, resta più che inquieto il clima nel quale le disposizioni dell’Accordo dovranno essere calate, a Vienna, a Bolzano e in certa misura anche a Roma.

In Austria il Ministro Gruber sulla cui guancia brucia ancora l’effetto dello schiaffo che un cosiddetto “patriota” tirolese gli ha rifilato alla stazione di Innsbruck, deve affrontare il giudizio si colleghi di governo e del Parlamento sul suo operato a Parigi e non è un cammino agevole.

A Bolzano cresce nel mondo politico sudtirolese l’ostilità verso il maggiore tra i contenuti dell’intesa, quello che prevede la concessione di un’autonomia che la SVP vorrebbe rigidamente limitata alla sola Provincia di Bolzano, mentre sempre più chiara appare l’intenzione di De Gasperi di dar vita ad una Regione autonoma comprendente anche il “suo” Trentino. A Roma infine coloro che avevano giudicato come avventata la mossa degasperiana di un’intesa ufficiale con l’Austria, trovano conferma proprio negli avvenimenti di Vienna e Bolzano alle loro preoccupazioni.

1 ottobre. Vienna. Giornata pesante per il Ministro Gruber. Si inizia con una riunione del Consiglio dei Ministri durante la quale Gruber svolge una lunghissima relazione riguardante la sua attività a Parigi e illustra in particolar modo la genesi dell’Accordo siglato con De Gasperi. L’incipit è tutto dedicato ai rapporti con la SVP e al tentativo di convincere i sudtirolesi, dopo la rinnovata decisione delle quattro potenze di non mettere in discussione il Brennero, di aderire ad una linea diversa. C’era - afferma Gruber, il rischio concreto che la SVP si spaccasse in due con i radicali asserragliati sulla richiesta della Selbsbestimmung e i moderati disposti a trattare con Roma e soprattutto ad accettare che a trattare fosse l’Austria.

Il racconto di Gruber si snoda lungo tutto l’arco dei lavori della conferenza e sulla sostanza dell’intesa trovata. Sottoposto ad un fuoco di fila di domande il Ministro si affanna a precisare che l’Accordo non implica la rinuncia formale all’autodecisione per i sudtirolesi perché, dice, questa è un’istanza morale e non giuridica.

Terminato, con la discussione anche su altri temi, il consiglio dei ministri Gruber è atteso dalla Commissione esteri del Parlamento e qui il dibattito si rinnova con accenti di ancor più marcata critica e preoccupazione per la sostanza del risultato portato a casa da Karl Gruber. Al termine viene respinta una mozione di sfiducia presentata dai comunisti, mentre socialisti e popolari approvano un documento che, nella versione, che la diplomazia italiana inoltrerà a Roma suona così:

 

“Commissione affari esteri ha preso conoscenza relazione del ministro Gruber ed ha espresso al riguardo suo rincrescimento che non si sia riusciti ad affermare alla Conferenza pace diritti di libertà delle popolazioni Tirolo meridionale. Rimprovero rivolto a ministro esteri di non aver tempestivamente informato il Parlamento austriaco viene ritenuto superato in considerazione della speciale procedura negoziati di Parigi che non consentivano prolungamento assenza dal luogo trattative. Ministro esteri viene invitato a prendere in futuro ogni misura atta a mantenere

contatto col Parlamento previsto dalla Costituzione. Accordo con l’Italia che non si è accertato se abbia consenso di tutta popolazione Tirolo meridionale, ha bisogno ancora di varie interpretazioni per poter essere considerato come soluzione provvisoria. Atteggiamento Austria non significa in alcun modo rinunzia agli inalienabili diritti dello Stato austriaco sul Tirolo meridionale. La Commissione formula voto che modificazione della situazione mondiale dia alle popolazioni Tirolo meridionale possibilità esprimersi circa loro vincolo statale. Commissione è dell’opinione principio di autodecisione unica forma soluzione durevole del problema del Tirolo meridionale, che possa essere accolta dall’Austria come giusta e soddisfacente”


1 ottobre. Bolzano. Il Dolomiten pubblica il testo di una succinta risposta del ministro inglese Bevin ad una precedente lettera inviatagli dalla SVP, Parole di circostanza o poco più, Nella rassegna politica del giornale entrano anche altre notizie. La presa di posizione del senatore USA Vandenberg che indica l’ONU come il teatro ideale per la revisione delle decisioni sul confine del Brennero; l’intervista rilasciata dal cancelliere austriaco Figl a un giornalista polacco nella quale egli ripete di considerare l’Accordo come una soluzione temporanea ma di sperare che la questione possa essere rivista in futuro. Ed ancora nell’editoriale di apertura, la citazione di un articolo scritto dal comunista Silvio Flor sul periodico altoatesino del PCI Rinnovamento e nel quale si afferma che la line del PCI sulla questione dell’autonomia sarebbe chiaramente a favore di una dimensione provinciale e non regionale.

1 ottobre. Bolzano. Appello per la ricostituzione dei corpi dei vigili del fuoco volontari. Nati ancora nell’ottocento, sciolti nel 1925 da Roma, ripristinati in parte dopo l'8 settembre 1943, devono ora riorganizzarsi. Il comandante Niederwieser afferma che i tedeschi dell’Alto Adige hanno il diritto di difendere le loro case dal fuoco.

1 ottobre. Bolzano Muore "Monsignor Paolo conte Huyn, Patriarca latino di Alessandria, già vescovo di Brünn. Fu l’ultimo Principe Arcivescovo di Praga e Primate di Boemia di origine nobiliare. Appartenente ad una delle famiglie più titolate dell’Impero fu nominato direttamente da Francesco Giuseppe. Di sentimenti fortemente filo – austriaci fu costretto alla fuga dopo la proclamazione della repubblica ceca. Riparò a Roma e in Svizzera e infine a Bolzano dove trascorse gli ultimi anni di vita presso il convento di Gries, dove morì e dove fu sepolto. Nel 2016 le ceneri sono state traslate a Brno.

 

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Lo statuto “alternativo”

1 ottobre. Vienna. L’incaricato di affari Gaja informa Roma su un articolo comparso su una rivista austriaca. Il settimanale cattolico Die Furche, nella sua edizione del 28 settembre u.s. riporta un progetto elaborato da un comitato di alto-atesini sull’autonomia di quella regione, progetto che rispecchierebbe il punto di vista ed i “desiderata” degli abitanti di lingua tedesca dell’Alto Adige. Il progetto si compone di dodici articoli.

Il testo tedesco innanzitutto:

Ein Südtiroler Entwurf

 

Der Freiheitswille der Südtiroler, die treibende Kraft ihres Verlangens, zu ihrem alten Vaterland Österreich zurückzukehren, ist auch durch die tiefe Enttäuschung, die der Beschluß der Außenminister bedeutete, nicht verringert worden. Daher hat sich sofort ein Ausschuß gebildet, der die Wünsche sammelte, klärte und formulierte, welche die Südtiroler für die Autonomie haben, die der Gegenstand der letzten Verhandlungen in Paris gewesen ist. Der Entwurf, den dieser Ausschuß ausgearbeitet hat, bleibt auch dann ein Dokument von historischer Bedeutung, wenn das Pariser Abkommen teilweise von ihm abweichen sollte. Das Dokument ermöglicht die Beurteilung des genannten Abkommens vom Südtiroler Standpunkt aus. Das ist der Grund, warum wir den Text des Entwurfes mitteilen.

1. Artikel: Südtirol bildet innerhalb der Grenzen Italiens ein autonomes Gebiet, dessen Autonomie in folgenden Artikeln festgelegt und von der UNO gewährleistet wird.

2. Artikel: Zum autonomen Gebiete Südtirol gehören die gegenwärtige Provinz Bozen,von der Provinz Trient das ladinische Fassa- und Fleimstal, das Unterland zwischen Bozen und Salurnerklause und die vier deutschen Gemeinden des Nonnberges; von der Provinz Belluno die drei ladinischen Gemeinden Cortina d’Ampezzo, Pieve di Livina-longo und Colle di S. Lucia.

3. Artikel: a) Die Autonomie wird den in Südtirol Heimatberechtigten gewährt. Als in Südtirol heimatberechtigt gelten jene, die am 28. Oktober 1922 (Tag der Übernahme der Macht durch den Faschismus) in einer Gemeinde Südtirols nach dem damals noch sehenden österreichischen Recht das Heimatrecht hatten und deren Nachkommen, auch wenn sie in der Folgezeit eine andere Staatsbürgerschaft erworben haben oder aus Südtirol ausgewandert sind, wenn sie innerhalb zweier Jahre nach dem Friedensschluß mit Italien nach Südtirol zurückwandern oder ihr Heimatrecht in Südtirol beanspruchen. b) Die in Südtirol wohnenden italienischen Staatsbürger, die nach obigem das Heimatsrecht in Südtirol nicht besitzen, werden für alle Rechte und Pflichten, welche vom Besitz der Staatsbürgerschaft und einer Gemeindezugehörigkeit abhängen, als zu jener Gemeinde gehörig betrachtet, aus der sie nach Südtirol eingewandert sind. Wenn diese Gemeinde nicht mehr zu, können sie sich eine Gemeinde außerhalb des autonomen Gebietes wählen.

4. Artikel: Im autonomen Gebiet übt der italienische Staat folgende Rechte aus: a).Die auswärtigen Angelegenheiten; jedoch steht es der autonomen Regierung zu, eigene Konsularbeamte für die Südtiröler Angelegenheiten zu ernennen und Pässe für die Bürger des autonomen Gebietes und Ein-und Ausreiseerlaubnisse für das autonome Gebiet auszustellen. b) Die Militärangelegenheiten mit Ausschluß der Carabinieri- und Finanzierifor-mationen; letztere kommen nur als Grenzzollwache in Betracht. Jedoch werden die Bürger des autonomen Gebietes in eigenen Formationen dienen, die nur im autonomen Gebiet verwendet werden und die italienische Regierung wird im autonomen Gebiet in Friedenszeit keine militärischen Formationen und Kommanden aus anderen Gegenden Italiens stationieren. c) Das Eisenbahn-, Post-, Telgraphen-und Flugwesen; ausgenommen sind die Lokalbahnen, die der autonomen Regierung unterstehen. d) Das Münzwesen. Wenn jedoch dera Staat die ausländische Valuta kontrolliert, wird das autonome Gebiet eine eigene Kompensationskasse erhalten und die autonome Regierung kann die ausländische Valuta für die Notwendigkeiten des Gebietes bestimmen. e) Der Außenhandel und das Grenzzollwesen. Jedoch wird dem autonomen Gebiete die Möglichkeit geboten, seine Erzeugnisse in das Ausland auszuführen und dafür zollfreie Gegenwerte aus dem Ausland einzuführen. Alle übrigen Angelegenheiten hängen einzig und allein von der autonomen Regierung ab.

5. Artikel: In allen dem italienischen Staate zustehenden Belangen werden auf den autonomen Gebieten von Südtirol Südtiroler als Beamte und Angestellte ernannt, soweit Südtiroler mit der erforderlichen Eignung vorhanden sind. Die Entscheidung über diese Anstellung steht einer paritätischen Kommission zu, deren Mitglieder zur Hälfte von der italienischen Regierung, zur anderen Hälfte von der autonomen Regierung ernannt werden. Die südtirolischen Beamten und Angestellten können gegen ihren Willen nicht nach anderen Gegenden des Landes versetzt werden, Soweit Südtiröler für diese Stellen nicht vorhanden sind, werden Italiener angestellt, welche die deutsche Sprache beherrschen.

6. Artikel: Bei allen Entscheidungen der italienischen Regierung in obigen Angelegenheiten, insoweit sie Interessen des autonomen Gebietes betreffen, hat die autonome Regierung das Recht, ihre Interessen zu wahren.

7. Artikel: Das ganze Vermögen des Staates und der Provinzen, das im autonomen Gebiet gelegen ist, geht unentgeltlich in das uneingeschränkte Eigentumsrecht des autonomen Gebietes über, mit Ausnahme der Staatseisenbahnen, des Vermögens der Post-und Telegraphenverwaltung, der Fluglinien und der für die neue Wehrmacht noch nötigen militärischen Anlagen und des Vermögens der Gren/kontrollverwaltung. a) Zum Vermögen des autonomen Gebietes von Südtirol gehören audi die öffentlichen Gewässer, die Bergwerke, die Steinbrüche, die Torflager in ihrem gegenwärtigen rechtlichen Zustande. b) Das Eigentumsrecht auf die über der Vegetationsgrenze gelegenen Zonen und alle Güter, die niemand zu eigen sind, geht auch auf das autonome Gebiet über. c) Alle im autonomen Gebiet gelegenen Güter, die dem “Ente per le Tre Venezie” gehören, gehen unentgeltlich in das Eigentum des autonomen Gebietes über. Jene Guter, welche das “Ente per le Tre Venezie”' an Private weitergegeben hat, gehen in das Eigentum des autonomen Gebietes über gegen Entschädigung der jetzigen Besitzer für die von ihnen gemachten Auslagen und Investitionen. d) Die autonome Regierung hat auch das Recht, den Inmobiliarbesitz, d;r nach dem 28. Oktober 1922 von italienischen Staatsbürgern in Südtirol erworben wurde, zum gegenwärtigen Handelspreis abzulösen.

8. Artikel: Alle Gebühren und Steuern (mit Ausnahme der Grenzzollgsbühren), sind der autonomen Regierung vorbehalten. Das autonome Gebiet wird zu Ausgaben des Staates für jene Belange, die gemeinsam sind, ein Betreffnis beisteuern, dass nach der Bevölkerung, dem Aufwand des Staates für das autonome Gebiet alljährlich festzulegen ist.

9. Artikel: Der italienische Staat übernimmt alle Beamten, Angestellten und Pensionisten des Staates, der Provinz, der Gemeinde und der

• anderen öffentlich-rechtlichen und sonst wie vom Staate kontrollierten Körperschaften und Verwaltungen, die jetzt im autonomen Gebiete sind, aber nicht das Südtiroler Heimatrecht haben. Jene Beamten, Angestellten und Pensionisten, die das Südtiroler Heimatrecht haben, übernimmt das autonome Gebiet.

Die italienische Regierung übernimmt ferner die Pflicht, allen jenen italienischen Staatsbürgern, die seit dem 28. Oktober 1922 nach Südtirol eingewandert sind und wegen der veränderten Verhältnisse das autonome Gebiet innerhalb zweier Jahre zu verlassen wünschen, eine ungefähr gleiche Anstellung oder Arbeit in ihrem früheren Wohnsitz oder sonst in Italien zu verschaffen.

10. Artikel: Die Verfassung des autonomen Gebietes wird von einer Verfassunggebenden Versammlung des autonomen Gebietes erlassen, die nach gleichem, geheimem Wahlrecht von allen heimatberechtigten Südtirolern, die in Südtirol weilen, so bald als möglich gewählt werden. Diese Versammlung wird bei ihrem Zusammentritt eine provisorische Regierung wählen.

Die Regelung der Angelegenheiten, die mit dem Staate gemeinsam sind, wird durch eine paritätische Kommission getroffen, deren Mitglieder zur Hälfte von der italienischen Constituente, zur anderen Hälfte von der Südtiroler Verfassunggebenden Versammlung gewählt werden. Diese gemischte Kommission hat auch den Übergang der Verwaltung von der italienischen Regierung auf die autonome Regierung durchzuführen.

11. Artikel: Bei Meinungsverschiedenheiten zwischen der italienischen und der autonomen Regierung, entscheidet das betreffende Amt der UNO, an das sich jeder der beiden Teile wenden kann.

12. Artikel: Bis zur Bildung der provisorischen Regierung übernimmt die Regierung in Südtirol eine alliierte Kommission, welche einen paritaätischen Ausschuß aus Italienern und Südtirolern ernennt, der ihr bei der Abwicklung der Geschäfte zur Seite steht.

Hauptaufgabe dieser Kommission wird es sein, die heimatberechtigten Südtiroler zu erfassen und die Wahl zur Verfassunggebenden Versammlung durchzuführen, und den nicht heimatberechtigten, in Südtirol wohnenden, italienischen Staatsbürgern die Zuweisung ihrer Heimatgemeinde in Italien zu verschaffen. Bis zur Ernennung der provisorischen Regierung des autonomen Gebietes übt sie auch die Regierungsgewalt im autonomen Gebiet aus.

 

Questa invece la sintesi del progetto che Gaja invia a Roma:

“Di particolare interesse sono le proposte relative alle seguenti questioni: Estensione territoriale del territorio autonomo: La regione autonoma dell’Alto Adige dovrebbe comprendere, in base all’articolo 2 del progetto, l’attuale provincia di Bolzano, le valli ladine di Fassa e di Fiemme della provincia di Trento, il territorio tra Bolzano e la Chiusa di Salorno e i quattro comuni della Valle di Non. Inoltre i tre comuni ladini di Cortina d’Ampezzo, di Pieve di Livinallongo e di Colle di Santa Lucia, attualmente facenti parte della provincia di Belluno. Pertinenza al territorio autonomo: La pertinenza alla regione alto-atesina (art. 3) viene riconosciuta soltanto a coloro che risultavano residenti nella zona, in base all’allora vigente diritto austriaco, alla data del 28 ottobre 1922, nonché ai loro discendenti, anche se in periodo successivo abbiano preso un’altra nazionalità, o si siano allontanati dall’Alto Adige; questi ultimi però soltanto nel caso di cui, entro due anni dalla data del trattato di pace con l’Italia, ritornino nella regione o riprendano la loro originaria residenza. Per quanto riguarda i cittadini italiani residenti nella religione, il progetto propone che essi debbano essere considerati pertinenti del paese dal quale emigrarono, a suo tempo, per fissarsi in Alto Adige e perdano così il diritto di domicilio in questa regione. Esercizio della sovranità dello Stato italiano nell’Alto Adige e sue limitazioni (art. 4):

a) L’Italia rappresenta il territorio autonomo nei suoi rapporti con l’estero. È previsto tuttavia che il Governo del territorio autonomo abbia la facoltà di nominare funzionari consolari e di concedere passaporti e visti per l’ingresso e l’uscita dalla regione.

b) Esercito e forze armate: Sono esclusi dal prestar servizio in Alto Adige il corpo dei Carabinieri e le formazioni delle Guardie di finanza (per queste ultime sarebbe permesso che esercitino il solo controllo di frontiera). I cittadini del territorio autonomo entreranno in formazioni militari locali, che presteranno servizio unicamente nell’Alto Adige. Altre truppe o comandi italiani di qualsiasi genere, formati da elementi originari da altre parti d’Italia, non potranno comunque operare nel territorio autonomo.

c) Politica valutaria: pur ammettendosi il controllo, da parte dello Stato italiano, sulla valuta straniera, il governo autonomo dell’Alto Adige avrebbe il diritto di creare una sua particolare cassa di compensazione e di fissare l’ammontare di valuta straniera occorrente per le locali necessità.

d) Scambi commerciali: il territorio autonomo si riserverebbe di esportare all’estero i propri prodotti e di importare, con piena libertà da controllo doganale quanto possa occorrergli, da altri paesi.

Rapporti amministrativi con lo Stato italiano (art. 5) : Si propone la nomina di funzionari alto-atesini presso gli organi della amministrazione italiana che trattano di questioni relative all’Alto Adige. Le decisioni, su tali questioni, saranno prese da una commissione mista, formata per metà da italiani e per metà da rappresentanti eletti dal Governo del territorio autonomo.

Proprietà demaniale nel territorio autonomo (art. 7): Tutti i beni demaniali dell’Alto Adige divengono di proprietà del territorio autonomo, eccettuati quelli appartenenti al Demanio militare, alle Ferrovie, all’Amministrazione delle poste e telegrafi ed all’Aviazione. Fanno quindi parte della proprietà del territorio autonomo le pubbliche acque, le miniere, le cave e giacimenti di torba, nelle condizioni e nelle installazioni in cui si trovano attualmente. Inoltre, tutti i beni appartenenti fino ad ora all'”Ente per la Tre Venezie", passerebbero in proprietà al territorio autonomo.

Anche le proprietà immobiliari, acquistate dopo il 28 ottobre 1922 da cittadini italiani nell’Alto Adige, possono essere espropriate dal governo autonomo, dietro indennizzo calcolato in base ai prezzi attuali del mercato.

Legge costituzionale del territorio autonomo (art. 10): Sarà pubblicata una costituzione, elaborata da un’assemblea costituente eletta con libero voto. La stessa assemblea eleggerà, a sua volta, un governo provvisorio locale. La competenza a dirimere le eventuali divergenze tra il Governo italiano e quello del territorio autonomo è affidata ad uno speciale ufficio dell’organizzazione delle Nazioni Unite, al quale le parti possono, indipendentemente l’una dall’altra, concorrere.

Mentre si allega il ritaglio riproducente il suddetto progetto, si ritiene opportuno far notare che il settimanale Die Furche rappresenta il pensiero di alcuni circoli cattolici conservatori austriaci. Non occorre aggiungere che, in seno allo stesso partito popolare, ci si rende conto, realisticamente, che le richieste contenute nel progetto qui unito, equivarrebbero, in pratica, alla rinuncia, da parte italiana, alla sovranità sul territorio in parola e che esse non possono servire che in senso interno, per rendere meno sensibile, di fronte all’opinione pubblica l’evoluzione del punto di vista di questo Governo in merito alla questione alto-atesina.

2 ottobre. Vienna. Gaja scrive di nuovo a De Gasperi:

 

“Ministro Gruber, che mi ha fatto chiamare stamani, mi ha parlato del dibattito circa accordo italo-austriaco su Alto Adige che ha avuto luogo ieri in seno a Commissione parlamentare affari esteri. Nonostante opposizione comunisti che, egli ha affermato, è prevedibile si rinnoverà anche in fase esecuzione accordo, e nonostante resistenza iniziale alcuni elementi altri due partiti, accordo è stato approvato con il Ministro Gruber, in merito a testo predetta risoluzione, desiderava dichiararmi e mi pregava comunicare Governo italiano che sua formulazione era dovuta comprensibili preoccupazioni di carattere elettorale dei due maggiori partiti ma che Governo austriaco intendeva rimanere fedele spirito conversazione avuta con presidente De Gasperi come futuri avvenimenti avrebbero provato. Ministro Gruber ha affermato di contare che fra una decina di giorni, calmatasi opinione pubblica, sarebbe stato possibile entrare in fase esecutiva accordo. Egli era intanto in attesa di relazione signori Amonn e Raffeiner circa nostro progetto revisione opzioni e si riservava di comunicare subito dopo, con apposita nota, soddisfazione Governo austriaco per provvedimenti adottati. Dott. Gruber mi ha espresso infine suo desiderio incontrare, possibilmente Innsbruck, prefetto Innocenti per avere scambio di idee su principali problemi relativi Alto Adige.”

2 ottobre. La prima pagina del Dolomiten è interamente occupata dalle notizie e dei commenti sulla sentenza del processo di Norimberga con le condanne a morte dei gerarchi nazisti.

 

3 ottobre. Tornano i prigionieri di guerra sudtirolesi. Una quarantina di essi, giungono a Bolzano dall’Inghilterra. Per trenta di loro c’è subito il rientro a casa. Gli altri debbono attendere il completamento delle pratiche burocratiche.

 

4 ottobre. Bolzano. Cerimonia di congedo per il comandante della Legione Carabinieri, colonnello Ugo Luca. È trasferito a Roma ma qualche anno dopo sarà tra i protagonisti della vicenda che culminerà con la morte del bandito Salvatore Giuliano.

4 ottobre. Bolzano. Ampio spazio sul Dolomiten ad una conferenza stampa tenuta da Karl Gruber davanti alla stampa estera. Il ministro ha illustrato ancora una volta le caratteristiche dell’Accordo, negando nel modo più reciso che vi siano state trattative segrete con l’Italia. Gruber si è detto dispiaciuto che per l’opposizione italiana non sia stato possibile inserire anche la questione ladina nell’intesa.

Manifestazione per il Sudtirolo a Vienna. A destra Karl Gruber. Archiv

4 ottobre. Bolzano. Arriva la presa di posizione ufficiale della SVP sull’Accordo. L’esecutivo del Partito esprime in primo luogo il proprio consenso all’operato della delegazione inviata a Parigi. Preso atto della relazione di Volgger e von Guggenberg si decide di concentrare l’azione su alcuni obiettivi prioritari: soluzione del problema degli optanti, riassetto amministrativo della provincia con il recupero di tutti i territori annessi a Trento dopo il 1927, forte spinta per il progetto autonomistico contemplato nell’Accordo. A questo proposito viene chiarito ancora una volta che i sudtirolesi non sono affatto favorevoli a dare una base regionale all’autonomia come previsto invece dal progetto Innocenti.

La SVP lancia un appello alla popolazione sudtirolese che si apre ribadendo la forte delusione per il mancato accoglimento della richiesta di autodecisione. C’è di seguito la presa d’atto dell’intesa da raggiungere con l’Italia come unico residuo strumento di tutela della minoranza per la sanatoria dei torti inflitti dal fascismo durante il ventennio.

L’ultimo capoverso è un appello alla compattezza e all’unità del popolo sudtirolese.

 

6 ottobre. Roma. De Gasperi risponde a Gaja:

“Pur rendendomi conto delle circostanze in cui discussione si è svolta e delle difficoltà interne di codesto Governo, devo constatare che ordine del giorno approvato, insistente su presunti ”inalienabili diritti dello Stato austriaco sul Tirolo meridionale“ e reclamante autodecisione, intorbida situazione Alto Adige che si era chiarita.

Ringrazi comunque Gruber sia delle spiegazioni, sia delle assicurazioni datele. Gli accenni in questa occasione ad alcune dichiarazioni da lui pubblicamente fatte ad Innsbruck che il giornale Dolomiten ha riportato testualmente il 2 corrente mese, dichiarazioni che avrebbero dovuto provocare da parte mia una precisazione, che non ho poi fatto appunto per non suscitargli ulteriori imbarazzi durante discussione in seno Commissione parlamentare.

Consultazione su opzioni dovrà avvenire a suo tempo fra organi dei due Governi e preferisco ignorare che codeste autorità attingano informazioni da cittadini italiani.

Abboccamento a breve scadenza con nostro prefetto potrebbe venir interpretato come se un funzionario fosse chiamato a riferire da autorità estera. Ella cercherà dunque, in termini amichevoli, di lasciar cadere l’iniziativa che potrà essere utilmente ripresa in forma e modi diversi. Avverta poi che manifestazioni austriache rischiano provocare reazioni minoranza italiana Alto Adige”.

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