Case ferme al nodo ristrutturazione
-
La fame di appartamenti passa anche dal patrimonio del Comune di Bolzano. Sono 700 gli appartamenti di proprietà del capoluogo: di questi, circa un centinaio è sfitto e necessita di una ristrutturazione. “Un mese e mezzo fa ne avevamo 90 in attesa di ristrutturazione”, spiega l’assessore al patrimonio del Comune di Bolzano Claudio Della Ratta. “Ogni anno ne sistemiamo circa 20-25, abbiamo messo a bando un milione e mezzo per ristrutturare alloggi di circa 70 metri quadri, circa 80 mila euro ad appartamento”. Gli altri 600 sono affittati regolarmente da persone che pagano il canone assegnato dall’Ipes.
Ma la coperta è corta e il numero degli appartamenti di proprietà del Comune non disponibili stagna. “Ogni anno se ne liberano un’altra ventina, per tanto abbiamo sempre un range di 50\70 appartamenti sfitti all’anno che non riusciamo a sistemare. Per questo stiamo realizzando un bando che permetta alle cooperative di gestire le ristrutturazioni”.
“In una fase emergenziale di mancanza di alloggi come quella che stiamo vivendo, dobbiamo pensare anche a soluzioni emergenziali, non solo a quelle tradizionali”, dichiara il Sindaco Claudio Corrarati. Per questo il comune ha deciso di destinare circa una ventina di appartamenti da ristrutturare a società cooperative che possano prenderli in concessione per diverse decine di anni, occupandosi dell’eventuale ristrutturazione, e restituirli al Comune dopo 20 o 30 anni.
-
Il problema, spiega Della Ratta, non è economico: “Si fa fatica a trovare qualcuno che intervenga direttamente su questi alloggi. Le cooperative hanno altri canali, magari lo riescono a fare diversamente”. Se la ristrutturazione fosse data in mano alle cooperative, secondo l’assessore in 5-6 anni si potrebbe azzerare il gap. “Vorremmo che questi 25 alloggi uscissero dalla graduatoria delle case popolari e che fossero destinati al ceto medio”. L’obiettivo sarebbe di affittare gli alloggi a circa 600 euro- 550 euro al mese, attenendosi alla nuova normativa provinciale sul canone sociale.
Una situazione simile si riscontra anche nel patrimonio pubblico gestito da altri enti. Su Bolzano l’IPES dispone di 6.500 alloggi, di cui 400 sono da ristrutturare. “Ha il nostro stesso problema per 400 alloggi, che in proporzione sono meno rispetto a quelli comunali”. Secondo il Sindaco, anche qui la strategia vincente sarebbe quella di appaltare alle cooperative la ristrutturazione.
-
Gli appartamenti sfitti dei privati
Per quanto riguarda gli appartamenti privati sfitti a Bolzano, non esiste una statistica precisa. “C‘è chi dice che sono 3.000, c’è chi dice che sono 100: molti risultano iscritti perché in fase di cambio di proprietà o in ristrutturazione, quindi fare un conteggio di quanti siano realmente gli alloggi sfitti e inutilizzati è difficile”, aggiunge Della Ratta.
“Sul privato abbiamo poco margine di intervento”
Il piano regolatore in fase di revisione potrebbe fornire dati statistici utili, ma, dichiara Della Ratta, “sul privato abbiamo poco margine di intervento”. “Sono comunque partiti alcuni lavori: tra poco si concluderanno gli interventi in zona Vittorio Veneto, con la liberazione delle caserme Huber. Questo permetterà la realizzazione di nuovi alloggi, insieme ad altre operazioni in fase di pianificazione, offrendo qualche prospettiva nel medio periodo”.
-
Le soluzioni a lungo termine
“La cosa che ci ha danneggiato molto a livello di comunità è stato l’arresto del progetto dell’areale”, ma sul futuro della zona Della Ratta è fiducioso: “Prima o poi si sbloccherà, è un terreno troppo appetibile. adesso recuperarlo ci vorrà un po' di tempo, però quando poi dopo si recupera quello poi sarà insomma a finire di soffrire. Ci vorranno 5-7 anni per sbloccare la situazione, poi servirà tempo per i progetti e la costruzione: l’orizzonte è di circa 10 anni, anche se per vedere le prime case completate potrebbero volerci fino a 15 anni. Tuttavia, entro 5-7 anni il processo dovrebbe essere avviato”. Come recentemente spiegato da SALTO, la Giunta provinciale rivendica l’avvio della progettazione per la nuova stazione ferroviaria – ma su lotti, bando, finanziamenti (e alloggi) non ci sono tempi certi e la Provincia ha (ancora una volta) rinviato sulla futura documentazione del progetto.
“Quartiere ponte Roma? Non è da escludere a priori”
Rispetto al quartiere Ponte Roma, il progetto di Heinz Peter Hager di sviluppo urbanistico nella zona industriale di Bolzano, Della Ratta apre al dialogo: “Siamo d’accordo che ci confronteremo nel gruppo perché è un tema politico. Così come è stato presentato il progetto è troppo impattante, ma trovare un compromesso potrebbe essere possibile. Non certo con le cubature proposte dai proprietari, ma con una soluzione più integrata nel tessuto urbano. Finché non vedo il progetto non posso esprimermi: se mi chiedono di approvare quello attuale, dico no, è troppo impattante. Se invece viene presentata una proposta compatibile con la zona, allora si può aprire un dialogo senza escludere nulla a priori”.
-
Articoli correlati
Politik | BolzanoAreale in alto mare
Politik | Gemeinnütziges BauenKlarere Regeln für Mietwohnbau
Gesellschaft | Gastbeitrag"Träger und Finanzierungsmodelle fehlen"
Acconsenti per leggere i commenti o per commentare tu stesso. Puoi revocare il tuo consenso in qualsiasi momento.