“Non volevo essere parte del problema”
-
Sebastian Klein è un imprenditore tedesco che, da critico del sistema che lo ha arricchito, oggi sostiene che le disuguaglianze crescenti mettono in discussione le fondamenta della nostra idea di giustizia sociale e rappresentano così una minaccia concreta per le democrazie occidentali.
Durante la sua partecipazione alla serata della serie “start.klar. im UFO” a Brunico, moderato da Markus Lobis - qui il video della serata - Klein ha portato una riflessione personale e politica su questi temi, confrontandosi anche con la consigliera provinciale Maria Elisabeth Rieder.
Klein, cresciuto in Baviera in condizioni che lui stesso ha definito “molto privilegiate”, ha raccontato di aver preso coscienza solo tardi di questa realtà: “Ho capito solo verso i trent’anni che ero cresciuto in una posizione di grande privilegio”. Dopo gli studi in psicologia, durante i quali si era occupato di benessere mentale, il suo percorso lo ha portato nella consulenza aziendale e poi alla fondazione di proprie imprese (tra cui la app di grande successo Blinkist, fondata insieme a compagni di studio). Qui vede una profonda contraddizione tra teoria e pratica: tra ciò che favorisce il benessere umano e il modo in cui spesso funziona il mondo del lavoro, “come vengono trattate le persone e quanto spesso vengono distrutte dai luoghi di lavoro”.
Con il suo crescente successo economico personale, questa tensione diventata sempre più evidente. “Vedevo ogni giorno una povertà estrema per strada, persone che raccoglievano bottiglie per pochi centesimi mentre io diventavo sempre più ricco”. Questa esperienza lo ha spinto ad approfondire il tema delle disuguaglianze. La lettura del lavoro seminale dell’economista Thomas Picketty (Il capitale nel XXI secolo) sul tema è stata una lettura fondamentale che lo ha portato a una conclusione netta: “Questa estrema disuguaglianza è un esplosivo che minaccia di distruggere le nostre democrazie”.
Da qui la decisione di cambiare rotta per non essere più “parte del problema” ma “parte della soluzione” decidendo di destinare gran parte del proprio patrimonio a progetti di impatto sociale.
-
Chi è Sebastian Klein
Sebastian Klein utilizza oggi la maggior parte dei suoi soldi per progetti di innovazione sociale. Con la sua rivista Neue Narrative sviluppa e sostiene nuove forme di economia e lavoro. Inoltre, è attivo nel movimento TaxMeNow, che si impegna per una tassazione equa dei grandi patrimoni e delle eredità, al fine di evitare un’eccessiva concentrazione della ricchezza.
-
Un diverso uso del capitale
Klein denuncia soprattutto le forti disparità nel campo della finanza: per chi possiede già molto denaro è “molto facile ottenere altro capitale”, mentre per tutti gli altri è “molto difficile e costoso”. Per questo si è dedicato a promuove modelli economici alternativi orientati al bene comune. Nel 2018 ha fondato Karma Capital per un diverso uso del capitale. Nata inizialmente come holding di investimento, Karma Capital si è trasformata in fondazione non profit dopo la vendita di Blinkist, quando Klein ha deciso di destinare il 90% del proprio patrimonio a scopi benefici. Karma Capital, si legge sul sito, ha lo scopo di usare il capitale per la soluzione di problemi sociali promuovendo un modello di “impact capital” rigenerativo, opposto a quello estrattivo, puntando alla massima efficacia nell’uso delle risorse.
Le attività si concentrano in due ambiti principali: il sostegno a imprese in steward-ownership (“proprietà responsabile”), considerate strumenti per ridurre le disuguaglianze, e il sostegno ai media, ritenuti fondamentali per la qualità della democrazia. In particolare, Klein sostiene tramite Karma Capital il Media Forward Fund, una fondazione filantropica che sostiene il giornalismo indipendente in Austria, Germania e Svizzera “per rafforzare la democrazia.”
Inoltre, si batte per una tassazione più equa dei grandi patrimoni e partecipa attivamente al dibattito pubblico: “Se a dirlo sono i ricchi, allora tutti ascoltano”. Alla domanda se il suo operato non potrebbe finire per giustificare i milionari che invece non si occupano del bene pubblico, rendendo quindi tollerabile un sistema ingiusto, ammette il rischio ma ritiene necessario agire: lasciare le cose come stanno potrebbe portare a crisi ancora più gravi, “magari una guerra o una grande catastrofe”.
-
SALTO change im März
“Soziale Gerechtigkeit – zwischen Anspruch, politischer Realität und gesellschaftlichem Wandel” – so lautet das Monatsthema von SALTO change im März. Es geht dabei um einen sehr umfangreichen Themenkomplex, bei dem wir nur einen Teil herausgreifen und auf die Südtiroler Verhältnisse herunterbrechen können. Und auch der Blick auf globale Entwicklungen soll dabei nicht zu kurz kommen. Wir werden uns sehr viel mit dem Vordringen von Armut beschäftigen, bei der es bei weitem nicht nur um den Mangel an Geld geht.
-
Il mito della meritocrazia
Secondo lui, la giustizia sociale significa innanzitutto garantire condizioni di vita dignitose a tutti. Ha definito “vergognoso” che in un paese ricco come la Germania molte persone vivano in povertà o non riescano a sostenersi nella vecchiaia. E ha messo anche in discussione il mito della meritocrazia: “Raccontiamo continuamente questa favola […] che chi si impegna può farcela. Ma non è vero”. A suo avviso, la Germania è piuttosto una “società ereditaria”, in cui l’origine familiare pesa più dell’impegno individuale. Ma la giustizia sociale non è solo una questione etica, ma anche un interesse collettivo (“Anch’io vivo meglio in una società in cui molte persone possono realizzarsi”, ha detto).
Sul piano politico Klein ha individuato responsabilità diffuse tra molti attori. Il peggioramento della situazione economica di una grande parte della popolazione ha alimentato insicurezza e favorito l’aumento dei voti verso movimenti populisti. Le forze democratiche, secondo lui, hanno “sottovalutato massicciamente” il problema della disuguaglianza. A ciò si aggiunge l’influenza di potenti gruppi di interesse: una “forte lobby dei grandi patrimoni ereditati” avrebbe contribuito a orientare il sistema fiscale in modo favorevole ai più ricchi.
Un altro punto centrale che ha approfondito nella conversazione è lo spostamento dei rapporti di potere. Mentre il patrimonio pubblico in Germania si è ridotto attraverso le privatizzazioni, la ricchezza privata è cresciuta enormemente: “In Germania il patrimonio privato è stimato intorno ai 20 mila miliardi di euro”: uno squilibrio che si riflette anche sulla capacità di incidere nelle decisioni politiche e sull’organizzazione della società.
-
Fiducia e partecipazione
Le persone, sostiene, si comportano responsabilmente se messe nelle condizioni giuste: “Se tratto le persone come irresponsabili, finiranno per comportarsi così”. Una società democratica dovrebbe quindi puntare su fiducia e partecipazione.
Guardando al futuro, Klein ha auspicato una maggiore stabilità democratica e una riduzione delle disuguaglianze. Ma più dei risultati conta, per lui, l’impegno personale: “Non voglio guardarmi indietro tra 30 o 40 anni e pensare di aver scelto la strada più comoda”, ha detto al pubblico dell’Ufo. Ciò che conta è aver fatto la propria parte e “aver almeno provato a fare la cosa giusta”.
-
Articoli correlati
Gesellschaft | In der StreitergasseWas tun, wenn das Geld nicht reicht?
Gesellschaft | Gerechtigkeit"Dinamiche di esclusione"
Gesellschaft | SALTO changeAn den Wurzeln der Armut
Die sich selber über…
Die sich selber über-versorgenden POLITIKER sehen nur zu, wie das NEO-LIBERALE - GESINDEL die ERTRÄGE aus der Mühe-vollen Arbeit der Bevölkerung ganz frech einsackt + sich auch noch als Retter der Wirtschaft darstellt ...?!