“Avviate le procedure per i nuovi CPR”
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha citato esplicitamente Bolzano tra i territori in cui il governo ha avviato le procedure per realizzare nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio. Lo ha fatto oggi (27 maggio) al question time alla Camera, annunciando sei nuove strutture in tutta Italia: una in Campania, due in Trentino Alto Adige, una in Calabria, una in Toscana e una in Emilia Romagna.
“L’area dedicata al carcere è abbastanza grande da contenere anche il CPR”
In Alto Adige il nuovo CPR sarà costruito vicino al nuovo carcere, nella zona di Bolzano Sud. Il terreno su cui si dovrebbe erigere la nuova casa circondariale è di quattro ettari, si trova vicino all’aeroporto, è già espropriato e di proprietà dello Stato. “Su questo aspetto siamo già più avanti del Trentino”, ha dichiarato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher. “L’area dedicata al carcere è abbastanza grande da contenere anche il CPR, ma sulla costruzione si devono mettere d’accordo i due Ministeri”, spiega il Landeshauptmann.
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La complessità del progetto riguarda infatti la governance: il carcere previsto sulla stessa area compete al Ministero della Giustizia, che fa capo al ministro Nordio, la gestione dei CPR è in mano al ministero degli Interni con a capo Matteo Piantedosi. Il nodo è ora sul tavolo del Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio: tocca a lui stabilire quale porzione del terreno sarà destinata al carcere e, di conseguenza, quale al mini-CPR da 25-50 posti. “Come Provincia abbiamo già fornito tutta la documentazione necessaria ma non costruiremo noi le strutture, attendiamo di essere informati sullo stato dei progetti”, ha spiegato Kompatscher, senza chiarire le tempistiche.
Il progetto del nuovo carcere si è evoluto: come spiegato da Kompatscher a SALTO, il Ministero vuole ridurre la capienza del nuovo istituto carcerario dai 200 inizialmente previsti a circa un centinaio di posti, liberando così spazio per il CPR. Interrogato su come la Provincia possa assicurarsi standard di cura e l’impossibilità che arrivino persone da fuori regione, Kompatscher aveva risposto: “Siccome è una struttura piccola è più facile e logico che vi entrino prima coloro che sono mandati dalla Questura di Bolzano”, pur riconoscendo che la scelta finale spetta al Ministro dell’Interno.
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Il CPR trentino
A Trento i contorni sono più definiti. Come riportato dal T Quotidiano, il 25 maggio la Giunta provinciale ha deliberato l’acquisto di Maso Visintainer, nell’area di Piedicastello, per 1.230.000 euro. Qui sorgerà il CPR trentino da 25 posti – annunciato già a ottobre come l’undicesimo CPR in Italia – con i lavori preparatori attesi nei prossimi mesi e l’apertura prevista a inizio 2027. A differenza di Bolzano, a realizzare la struttura sarà direttamente la Provincia di Trento, mentre la gestione operativa passerà al Ministero dell’Interno.
Mentre a Trento il sindaco di centrosinistra Franco Ianeselli si era detto contrario alla realizzazione del Centro per i rimpatri, a Bolzano il primo cittadino Claudio Corrarati si è detto più volte favorevole alla realizzazione.
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L’intervento di Piantedosi
Durante l’intervento alla Camera, il ministro ha rivendicato i risultati ottenuti dall’esecutivo: il numero totale dei rimpatri sarebbe cresciuto di oltre il 40% dall’insediamento del governo, con un ulteriore aumento del 30% nei primi mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il rapporto tra irregolari sbarcati e rimpatriati, secondo i dati citati da Piantedosi, è passato dal 3% del 2023 al 10% del 2025, fino al 33% dall’inizio dell’anno.
Sul profilo delle persone trattenute nei CPR italiani, il ministro ha dichiarato che il 90% risulta denunciato per reati di droga, il 30% ha precedenti per furti e rapina, il 25% per reati contro la persona – inclusa violenza sessuale su minori – e il 33% per porto e detenzione di armi. “Ci sono poi soggetti trattenuti con precedenti per omicidio e lesioni e altri pericolosi per la sicurezza nazionale”, ha aggiunto Piantedosi.
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