“L’autonomia è un cammino”
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Abbonati ora a S+Ottant’anni dopo la firma dell'Accordo Degasperi-Gruber, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano sceglie – letteralmente – la strada della partecipazione. Il prossoimo 4 settembre, alla vigilia delle celebrazioni ufficiali della Giornata dell’Autonomia, il Parlamento provinciale propone “L’autonomia è un cammino”, ovvero uno spettacolo teatrale itinerante in cinque tappe nel centro storico del capoluogo, realizzato con il Teatro Stabile di Bolzano e le Vereinigte Bühnen Bozen, che si concluderà con una grande installazione audiovisiva sulla facciata del Palazzo del Consiglio.
“L’evento intende trasformare una ricorrenza istituzionale in un’esperienza culturale aperta, partecipata e condivisa, perché l’autonomia è fatta da tutte e tutti noi”, ha detto il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro presentando l’iniziativa stamane in conferenza stampa davanti alla sede del Landtag. Un posizionamento esplicito rispetto al fitto calendario delle celebrazioni: “Se le altre iniziative saranno attività maggiormente istituzionali, noi crediamo di avere l’obbligo, il dovere di attivare la partecipazione popolare”, ha spiegato Gennaccaro, rivendicando per l’assemblea legislativa provinciale un ruolo da “protagonista assoluto di queste celebrazioni” e insistendo in particolare sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
Le cinque tappe
Il ritrovo è fissato alle 18.00 in piazza Magnago, con partenza alle 18.30. Il pubblico accompagnerà gli attori lungo un itinerario scandito in cinque stazioni: piazza Magnago (18.30), piazza Municipio (18.50), piazza delle Erbe (19.10), piazza del Grano (19.30) e parco Berloffa (19.50), prima del rientro in piazza Magnago.
Il testo, “Il Poema della Terra e dell’Acqua”, è stato scritto per l’occasione dal drammaturgo Francesco Niccolini, che ha già lavorato in passato su testi dedicati all’autonomia. In scena tre personaggi, tre memorie, tre prospettive: una donna di lingua tedesca “che porta tutto il peso degli anni e l’amarezza delle umiliazioni”, una donna italiana immigrata che “senza ipocrisia prova a dialogare con lei” e un giovane ladino, ignaro di un passato ormai lontano. Insieme ripercorreranno la storia dell’Alto Adige/Südtirol dal primo dopoguerra a oggi – il confine, le opzioni, l’autonomia, la convivenza – nelle tre lingue della provincia, interpretati dalle attrici Arianna Scommegna e Johanna Porcheddu e dall’attore Mirko Costa, dopo un proemio a tre voci. L’accompagnamento musicale lungo il percorso sarà affidato alla Brass Band Bozen Überetsch, alla Banda Mascagni, al duo ladino Anita Obwegs e Philipp Schörghuber e alla Nameless Band dell'Istituto Vivaldi.
I volti sulla facciata del Consiglio
Al rientro in piazza Magnago, la facciata del Consiglio provinciale diventerà il supporto di un’installazione audiovisiva firmata dall’artista Marcello Arosio. “Un videomapping introduttivo, costruito anche attraverso materiali storico-documentari, condurrà il pubblico verso l’opera partecipativa ‘FACES’, che raccoglierà i ritratti di tutti i cittadini e le cittadine che vorranno partecipare inviando la propria immagine tramite un QR code”, ha spiegato Nina Stricker, curatrice del Water Light Festival di Bressanone, che ha collaborato al progetto. La raccolta dei ritratti è già attiva al link ondastudio.art/faces-bolzano, diffuso attraverso i canali social del Consiglio provinciale e flyer distribuiti in tutta la provincia. Sarà possibile scattare un selfie e inviarlo anche il pomeriggio stesso, durante la manifestazione.
La partecipazione è libera e gratuita. Eventuali esigenze legate a disabilità motorie possono essere segnalate al numero 0471 946206. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Bolzano, con la collaborazione dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano e dell’Euregio.
Angelo Gennaccaro. Ein…
Angelo Gennaccaro. Ein weiterer Berufspolitiker wie Urzi und Co.
In risposta a Angelo Gennaccaro. Ein… di Robert Hölzl
Seine frühere berufliche…
Seine frühere berufliche Verbindung zur Unterhaltungsbranche ist bekannt. Wenn er nun als Landtagspräsident aus gegebenem Anlass Happenings für die Bevölkerung veranstaltet, kommt hoffentlich ein bisschen Freude auf.
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Von der PARTEI-POLITIK verbogen ...
Il politico contemporaneo e…
Il politico contemporaneo e l’influencer sono figure sempre più simili, perché entrambi costruiscono il proprio potere sulla capacità di conquistare e mantenere l’attenzione del pubblico. L’influencer trasforma la visibilità in una capacità concreta di orientare opinioni, comportamenti e scelte, mentre il politico cerca di trasformare il consenso ottenuto in potere istituzionale, quindi in voti, incarichi e capacità decisionale. A distinguerli non sono più tanto gli strumenti utilizzati, quanto gli obiettivi che perseguono. Entrambi curano la propria immagine, costruiscono una narrazione personale e cercano di creare un rapporto diretto con il pubblico, ma il politico utilizza questi strumenti per ottenere e rafforzare il consenso. Il confine tra le due figure diventa così sempre più sottile, perché il politico non deve soltanto rappresentare idee e interessi, ma anche riuscire ad attirare l’attenzione, coinvolgere il pubblico e costruire una comunità intorno alla propria figura. In questo senso, il politico contemporaneo tende sempre più a comportarsi come un influencer, trasformando prima l’attenzione in influenza e poi l’influenza in consenso e potere istituzionale. Credo di aver detto tutto! Stefano Boragine
AGO -Landessekretär - Segretario Provinciale AGO
In risposta a Il politico contemporaneo e… di stefanoboragine66
Sie bringen es auf den Punkt…
Sie bringen es auf den Punkt. „L’autonomia è un cammino“ über die Feierlichkeiten zum 80. Jahrestag des Pariser Abkommens legt den Finger in eine tiefe Wunde unserer politischen Kultur. Das einseitige Diktieren von Agenden und das Aggressieren gegen Minderheiten – sei es durch kulturellen Rassismus, Re-Ethnisierung, ethnische Wahlkreisverschiebungen oder die Fiktion der bedrohten Staatsmehrheit – sind Werkzeuge einer Strategie, die die verlässliche, demokratische Realität zerschlagen und durch eine autoritäre Eigendynamik ersetzen will. In Südtirol sehen wir heute, wie das historische Fundament unseres Zusammenlebens unter Druck gerät. Doch die Antwort der offiziellen Politik auf diese Erosion ist kein wehrhafter Schutz, sondern die Flucht in die Populärkultur.
Der zeitgenössische Politiker verhält sich zunehmend wie ein Influencer, der Aufmerksamkeit generiert, um sie in institutionelle Macht und Wählerstimmen umzumünzen.Das geplante Video-Mapping und die Theater-Caravane in Bozen sind das perfekte Schaufenster dieser Entwicklung. Unter dem Vorwand, die Jugend und die breite Bevölkerung einzubinden, wird eine Partizipation simuliert, die es auf struktureller Ebene gar nicht gibt. Während echte direkte Demokratie und verbindliche Volksabstimmungen im Landtag seit Jahren verschleppt und blockiert werden, dürfen die Bürger nun ihre Gesichter per QR-Code an die Fassade des Landtags projizieren lassen. Das ist partizipative Folklore statt echter politischer Teilhabe.Wenn wir der zerstörerischen Eigendynamik von Populismus und Zentralismus etwas entgegensetzen wollen, müssen wir diese Inszenierungen entlarven. Echte Wehrhaftigkeit erschöpft sich nicht im Feiern von Jahrestagen oder im Klatschen bei dreisprachigen Theaterstücken. Eine wehrhafte Demokratie braucht eine eigene, proaktive Agenda. Sie muss den Schutz der Minderheiten institutionell absichern und echte, rechtsverbindliche Räume für die Bürger schaffen, statt das wichtigste Jubiläum des Landes zu einem oberflächlichen Content-Event zu degradieren. Handeln wir, bevor die demokratische Realität irreparabel zerschlagen ist.