Politica | Scuola

“Prendetevela con noi politici”

Alla presentazione dell’anno scolastico Galateo si è rivolto agli insegnanti che protestano per le attività extrascolastiche. “Noi parliamo con i sindacati, non daremo seguito a lettere anonime di gruppi fantomatici”
Immagine: USP Fabio Brucculeri

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“Prendetevela con noi politici, prendetevela con me, non con i nostri giovani”. A margine della conferenza stampa con cui la Direzione Istruzione e Formazione italiana ha presentato il nuovo anno scolastico, Marco Galateo è intervenuto sulla protesta degli insegnanti contro gite e attività extrascolastiche che ha segnato lo scorso anno scolastico e che si prepara a proseguire anche nel 2026/27. Il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione italiana ne ha parlato giovedì (27 agosto), 

La posizione di Galateo parte da una premessa: decidere quante e quali attività fare spetta agli insegnanti. “Le attività extrascolastiche sono stabilite dai docenti, dai consigli di classe, quindi sono loro che se le scelgono e se le votano”, ricorda l’assessore. E la Provincia, assicura, non intende entrare nel merito: “Sono liberi di decidere di razionalizzare l’offerta, di ridurla, di modificarla, perché noi ci fidiamo dei docenti sulla loro valutazione dell’impatto di queste attività”.

Il limite, per Galateo, arriva però una volta che quelle attività sono state deliberate. “Se hanno scelto di fare delle attività, quelle vanno fatte perché è un’offerta che viene garantita anche alle famiglie”. E porta l’esempio di una scuola a indirizzo linguistico che rinunciasse completamente alle gite all’estero: “Che senso ha insegnare una lingua se non gli facciamo neanche visitare il Paese dove quella lingua si usa?”. Lo stesso vale, secondo l’assessore, per teatro, concerti, prevenzione delle dipendenze e contrasto al bullismo: attività che considera “fondamentali per gli studenti”.

Una distinzione Galateo la fa per le classi difficili. Se un docente non se la sente di assumersi la responsabilità di accompagnare in viaggio una classe problematica, “crediamo che i docenti abbiano ragione”, dice. Anche la rinuncia alla gita può diventare, in quel caso, un messaggio educativo: “Gli studenti devono capire che ci si comporta a modo”. Ma questo per Galateo non “autorizza” a trasformare il rifiuto delle attività in una forma generalizzata di protesta.

Ed è a questo punto che Galateo alza i toni. Non può esserci, dice, “un invito alla disobbedienza”, tanto più se arriva attraverso “lettere anonime di fantomatici gruppi organizzati che non si sa se siano tre o tremila”. La Provincia, annuncia, d’ora in avanti non le prenderà più in considerazione: “Noi già parliamo con i sindacati. Se c’è qualche gruppo organizzato che vuole comunicare con la Provincia deve palesarsi”.

Il riferimento è alla mobilitazione che lo scorso anno ha attraversato sia la scuola tedesca sia quella italiana e che è stata comunemente definita “sciopero delle gite”, un’espressione contestata dagli stessi promotori perché i docenti non si astengono dal lavoro: rinunciano invece ad attività aggiuntive o per le quali è necessaria la loro disponibilità.

La protesta non è terminata con l’accordo economico raggiunto nei mesi scorsi. Secondo i dati forniti dalla Giunta, rispetto all’inizio dello scorso anno scolastico il miglioramento complessivo delle retribuzioni può arrivare, considerando anche gli adeguamenti precedenti, a 10-12 mila euro lordi annui. Ma una parte degli insegnanti ritiene che le questioni aperte non siano soltanto salariali.

Nel mondo scolastico tedesco le due realtà che hanno animato maggiormente la protesta hanno scelto per il nuovo anno linee differenti, pur negando che si sia consumata una rottura. Bildung am Abgrund propone di proseguire la mobilitazione in forma attenuata: niente viaggi di istruzione di più giorni, al massimo un’uscita per classe durante l’anno e una forte riduzione dei progetti e delle attività aggiuntive. Qualitätsmarke Bildung Südtirol lascia invece maggiore libertà ai singoli collegi e sposta l’accento sulla necessità di investire complessivamente nel “sistema scuola”: inclusione, plurilinguismo, sostegno socio-pedagogico e psicologico e maggiori risorse.

Anche nella scuola italiana DIDA – Dignità, Istruzione, Docenti, Apprendimento ha annunciato che la mobilitazione non può considerarsi conclusa. La linea indicata per il 2026/27 è quella di limitare le attività extracurricolari, scegliendo quelle realmente utili dal punto di vista didattico. Il gruppo contesta anche la proliferazione di progetti proposti da associazioni, enti e istituzioni esterne alla scuola e la conseguente mole di lavoro aggiuntivo che ricade sugli insegnanti.

Galateo per ora non sa quale sarà l’effetto concreto della mobilitazione. I consigli di classe devono ancora riunirsi e dunque, spiega, “non so dire quale sarà l’impatto sulle attività extrascolastiche di quest’anno scolastico”. Ma sulla forma della protesta pone un confine politico netto: “Non possiamo accettare una protesta così”. E l’invito agli insegnanti è altrettanto esplicito: “Prendetevela con noi politici, prendetevela con me, non con i nostri giovani, perché queste sono attività fondamentali per la loro crescita individuale”. (fg)

Fabio Gobbato USP

Più organico e nuovi progetti

Il paradosso è che proprio mentre una parte degli insegnanti propone di ridurre il numero delle attività, la Direzione Istruzione e Formazione italiana presenta un anno scolastico nel quale l’offerta viene ulteriormente ampliata.

Saranno 22.080 gli studenti iscritti alle scuole italiane dell’Alto Adige, dalla scuola dell’infanzia alla formazione professionale. L’organico complessivo sale a 3.275,75 posti equivalenti a tempo pieno, 85,25 in più rispetto allo scorso anno. Nelle scuole a carattere statale l’incremento è di 42 posti, mentre quelli destinati all’inclusione aumentano di 22 unità. Gli studenti con certificazione sono 3.701.

“Anche quest’anno abbiamo garantito risorse importanti per sostenere studenti, famiglie e personale scolastico, rafforzando l’organico e ampliando le opportunità formative”, rivendica Galateo.

Il sovrintendente Vincenzo Gullotta ha presentato un lungo elenco di iniziative che accompagneranno l’anno scolastico. Si va dall’orientamento alle nuove tecnologie, dalla sostenibilità alla legalità. Ci sarà il concorso La Costituzione vista da noi, dedicato all’educazione civica attiva, mentre insieme alla Ripartizione Cultura italiana verranno rafforzate le iniziative per la promozione della lettura.

Tra i nuovi progetti figurano Materia Teatro alla scuola Anne Frank dell’IC Bolzano Europa 1 e la scuola polo per il potenziamento motorio all’IC Bolzano 3. Si aggiungono nuove collaborazioni con la Fondazione Haydn e il Comitato provinciale UNICEF di Bolzano: esattamente quel rapporto con soggetti esterni alla scuola che una parte degli insegnanti chiede invece di sottoporre a una selezione molto più severa.

Cresce anche l’offerta destinata ai docenti. Per il 2026/27 sono previste 101 proposte di aggiornamento, concentrate fra l’altro sulla valutazione formativa, sulle competenze socio-emotive e sull’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale attraverso il Piano ATHENA. Saranno inoltre accompagnati nel loro primo anno di servizio i 127 docenti neoassunti in ruolo.

Due idee di scuola che nelle prossime settimane dovranno quindi trovare un punto di incontro: da una parte una Provincia che punta ad ampliare progetti e opportunità formative; dall’altra una parte degli insegnanti che, dopo un anno di mobilitazione, considera proprio la riduzione delle attività aggiuntive uno degli strumenti rimasti per far pesare le proprie rivendicazioni.