Dolomiti Superski, “botta” da 30 milioni
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Trenta milioni di euro per chiudere il caso. Dolomiti Superski e i dodici consorzi che ne fanno parte hanno offerto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) un fondo di risarcimento per i consumatori in cambio dell’archiviazione dell’istruttoria aperta a luglio 2025 per sospetta intesa restrittiva della concorrenza. La proposta è stata depositata il 24 marzo ed è ora sottoposta a market test: fino al 27 maggio, operatori e soggetti interessati potranno presentare osservazioni. Solo dopo l’AGCM deciderà se rendere vincolanti gli impegni o proseguire il procedimento fino alla scadenza originaria, fissata al 30 aprile 2027.
I trenta milioni non sono un rimborso diretto. Sono divisi in due plafond: dodici milioni in rimborsi monetari cash, diciotto milioni in voucher per l’acquisto di nuovi skipass scontati. La differenza non è solo contabile. Chi sceglie il voucher ottiene di più, ma è costretto a riacquistare un prodotto di Dolomiti Superski. Chi vuole i soldi veri ottiene di meno. E in entrambi i casi vale la regola del first come, first served: una volta esauriti i fondi, chi presenta domanda — pur avendone diritto — non vede nulla. Il portale per la registrazione aprirà entro il 15 ottobre 2026. Le stagioni coperte sono 2022/23, 2023/24 e 2024/25.
Tra gli impegni depositati non compare nessuna riduzione strutturale delle tariffe per le stagioni future.
Assoutenti non ci sta. “I rimborsi andranno solo a chi si attiverà prima, e una volta terminato il fondo chi presenterà la richiesta, pur avendo diritto al rimborso, rimarrà a mani vuote”, denuncia il presidente Gabriele Melluso. Il punto più scoperto è un altro: tra gli impegni depositati non compare nessuna riduzione strutturale delle tariffe per le stagioni future. Il coordinamento dei prezzi cessa, almeno formalmente. Ma il livello a cui quei prezzi si sono assestati resta.
Vale la pena ricordare da dove viene questa storia. Tutto era partito da una segnalazione presentata nel novembre 2024 dalla società SportIt, titolare della piattaforma SnowIt, che aveva denunciato il rifiuto “continuato nel tempo” da parte di Dolomiti Superski di stipulare un accordo commerciale per la vendita online degli skipass. Non un dettaglio secondario: il canale digitale rappresenta ormai circa il trenta per cento del totale delle vendite di skipass a livello nazionale, e SnowIt rivendicava il diritto di entrare in quel mercato anche per i comprensori dolomitici.
L’indagine aveva messo a fuoco due articoli dello statuto della Federazione dei Consorzi Dolomiti Superski. L’articolo 4 attribuisce al superconsorzio il potere di definire la politica generale dei prezzi per tutti i servizi di trasporto a mezzo impianti a fune. L’articolo 5 impone ai consorzi di zona di non stringere convenzioni con soggetti terzi senza autorizzazione preventiva della Federazione. Una struttura che, secondo l’Autorità, trasformava il superconsorzio in un filtro capace di bloccare qualsiasi autonoma iniziativa commerciale dei dodici comprensori aderenti — da Alta Badia a Val Gardena, dal Civetta alla Val di Fassa, dal Plan de Corones all’Arabba. Vincoli che ostruivano l’ingresso di piattaforme capaci di introdurre prezzi dinamici, sistemi pay-per-use, comparazione in tempo reale tra comprensori diversi. Innovazioni che altrove nel turismo montano — e non solo — sono diventate la norma.
Il superconsorzio potrà continuare a vendere lo skipass unico valido su oltre milleduecento chilometri di piste in quattro province? L’AGCM non nega il valore del modello, ma distingue tra coordinamento legittimo e coordinamento dei prezzi: il primo può sopravvivere, il secondo no.
La proposta di impegni presentata a marzo va esattamente in quella direzione: smantellare i vincoli statutari che impedivano ai singoli consorzi di agire autonomamente sul fronte commerciale e distributivo, e compensare i consumatori per le stagioni in cui quel sistema ha funzionato senza freni. Se il market test andrà a buon fine e l’AGCM renderà vincolanti gli impegni, l’istruttoria si chiuderà senza accertamento formale dell’infrazione e senza sanzione. Per Dolomiti Superski sarebbe una via d’uscita onorevole. Per i consumatori, dipenderà da quanti riusciranno ad arrivare primi allo sportello.
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