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Già 3 morti bianche nel 2026

In occasione della giornata per la sicurezza e salute sul lavoro, la Cgil denuncia un sistema carente tra pochi controlli, norme deboli e scarsa giustizia. In piazza a Bolzano deposta una corona d'alloro in ricordo delle vittime.
cgil morti sul lavoro
Foto: SALTO\Ele
  • Sono già tre le persone morte sul lavoro in Alto Adige nel 2026, l’anno scorso erano 14, due sono decedute mentre si recavano sul luogo di lavoro. “Un bilancio drammatico dovuto non alla fatalità, ma ad un sistema che va cambiato”, commenta Marco Nardini Segretario provinciale della Federazione italiana lavoratori legno, edili e affini (FILLEA) della CGIL. In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, la categoria degli edili ha deposto una corona di alloro in piazza Nikoletti a Bolzano. Un gesto simbolico per non dimenticare mai le vittime degli incidenti sul lavoro.

  • Sulla sinistra (felpa rossa) Marco Nardini Segretario provinciale della Federazione italiana lavoratori legno, edili e affini (FILLEA), nel mezzo (il megafono in mano) Giampaolo Mastrogiuseppe segretario generale della Fillea Cgil del Trentino. Foto: SALTO\Ele
  • Il problema, secondo Nardini, è sistemico ed opera su tre livelli: i controlli troppo scarsi, la legislazione troppo torbida e la mancanza di una giustizia dedicata. “Gli ispettori sono pochi e spesso sono impegnati con attività burocratica, per questo i controlli sono totalmente insufficienti”, sottolinea Nardini, che ricorda come recentemente a Merano siano stati trovati 62 operai in nero. La punta dell’iceberg di un sistema, quello dell’edilizia, che, accusa Cgil, risparmia proprio sulla sicurezza. “Chiediamo una Procura dedicata al settore da anni”, commenta Giampaolo Mastrogiuseppe segretario generale della Fillea Cgil del Trentino. La proposta è quella di istituire la Procura Nazionale del Lavoro, così come c‘è quella Antimafia per fare fronte alla piaga dei morti e degli infornunati sul lavoro. In Italia muoiono sul lavoro 1400 persone all’anno, più di 3 vittime al giorno. 

    C’è poi la questione delle norme, ancora troppo lascive nei confronti dei datori di lavoro. “La legge in Italia non tutela a sufficienza ma addirittura agevola chi prova a comprimere i costi e diluire le responsabilità con appalti e subappalti”, accusa Silvia Grinzato, segretaria della Flai/Cgil (agroalimentare).

  • La corona di alloro deposta oggi (28 aprile) in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Foto: SALTO\Ele
  • Dopo la sconfitta del referendum abrogativo dell'8 e 9 giugno 2025, sono in cantiere due iniziative di legge popolari su appalti e sanità pubblica, approdata oggi. La prima proposta punta a ridurre la precarietà nell’ambito degli appalti, rendendo uguali le responsabilità contrattuali tra committenti e appaltatori. La seconda vuole rafforzare il sistema sanitario pubblico, aumentando le risorse. La raccolta firme per le due proposte di legge sarà avviata con due giornate straordinarie di mobilitazione, il 15 e il 16 maggio, attraverso iniziative pubbliche.