Cronaca | L'inchiesta

Carbone delle Alpi, sospeso Ruffini

Il GIP di Trento ha sospeso per un anno dai pubblici uffici Flavio Ruffini, direttore dell'Agenzia ambientale di Bolzano. Restano in carcere altri cinque indagati.
Ruffini
Foto: LPA/Fabio Brucculeri
  • Proseguono le misure cautelari nella maxi inchiesta “Carbone delle Alpi”: oggi (28 maggio) il GIP di Trento Enrico Borrelli ha sospeso per un anno dai pubblici uffici Flavio Ruffini, direttore dell'Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Bolzano. Ruffini è tra le 19 persone indagate a vario titolo di traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nell’esercizio del commercio. Al momento è l’unico altoatesino a piede libero, mentre gli altri cinque sono in custodia cautelare in carcere. Si tratta del direttore dell’Ufficio provinciale gestione rifiuti Giulio Angelucci, il tecnico dell’APPA (Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima) Andreas Marri, l’ex sindaco di Lasa e presidente della LEEG (Laaser Eyrser Energiegenossenschaft) Andreas Tappeiner, Hugo Trenkwalder consigliere del Cda di Leeg e dipendente, e il consulente ambientale ed ex presidente di SEAB Rupert Rosanelli. Martedì (26 maggio) il giudice Borrelli aveva invece respinto tutte le richieste di revoca delle misure cautelari degli indagati.

    I difensori degli indagati altoatesini hanno impugnato le misure e sono in attesa della fissazione e delle udienze al Tribunale del riesame, un organo collegiale che controlla la legittimità delle misure cautelari e decide entro 10 giorni dalla ricezione degli atti (altrimenti la misura decade automaticamente), confermando, modificando o annullando la misura.

  • La solidarietà del sindacato provinciale

    Il sindacato dei dirigenti pubblici dell’Alto Adige/Südtirol DIRAP ha inviato, negli scorsi giorni, una comunicazione a tutte le iscritte e gli iscritti contente la propria vicinanza umana e professionale ai colleghi coinvolti nell’inchiesta Carbone delle Alpi: “Ribadendo al contempo piena fiducia nell’operato della magistratura, siamo convinti che i colleghi sapranno chiarire la propria posizione nelle sedi competenti e confidiamo nella loro estraneità ai fatti contestati. In momenti come questi riteniamo importante non lasciare sole le persone coinvolte, nel rispetto dei principi di garanzia e della presunzione di innocenza che devono sempre essere assicurati.
    Come DIRAP continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con senso di responsabilità, equilibrio e rispetto per il lavoro degli organi inquirenti”. 

  • L'inchiesta Carbone delle Alpi

    L’operazione “Carbone delle Alpi” è un’inchiesta avviata nel 2022 dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Trento, coordinata dalla DDA della Procura di Trento con il supporto di Europol, Eurojust e OLAF. Gli inquirenti ipotizzano un sistema che avrebbe trasformato ceneri inquinanti -scarti di piro-gassificazione contenenti idrocarburi e diossine - in prodotti commercializzati come ecosostenibili: carbonella da barbecue, fertilizzanti, mangimi e materiali edili. Secondo gli inquirenti, le ceneri venivano registrate fraudolentemente presso l’ECHA come “charcoal”, poi rivendute tramite canali multipli: in Croazia diventavano bricchette per barbecue (con leganti plastici, non amido, invisibili dall’esterno), a Renon venivano mescolate per produrre fertilizzante e Terra Preta, e venivano usate anche nel mercato dei crediti di CO2.

    Il profitto illecito stimato dagli inquirenti ammonta a 1.750.000 euro per la società LEEG e 525.000 euro per VERSCIACO s.r.l. Il ruolo degli enti pubblici è centrale nell’accusa: secondo il GIP, senza la copertura dei funzionari dell’APPA - tramite “valutazioni di comodo”, omissioni nei controlli e pressioni su dipendenti e politici - il sistema non avrebbe retto ai controlli nazionali ed europei.