Politica | Bolzano

“Dov’è il lavoro della maggioranza?”

Le opposizioni accusano la maggioranza di Corrarati di lavorare poco e male: solo 210 minuti di Consiglio ad agosto. Il sindaco: “Caso sporadico, da settembre si riparte”.
Immagine: SALTO

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“Una maggioranza già con le gomme a terra dopo un anno e mezzo”: è impietoso il ritratto che le opposizioni del Consiglio comunale di Bolzano fanno del lavoro della maggioranza di centrodestra a guida Claudio Corrarati. In una nota firmata da capigruppo e vice - Stefano Fattor e Monica Bonomini (PD),  Abdallah Ab Chniouli e Christian Battisti (Io sto con Bolzano), Chiara Rabini e Rudi Benedikter (Verdi Grüne Vërc), Matthias Cologna e Thomas Brancaglion (Team K),  Juri Andriollo e Pietro Borgo (Lista civica con Andriollo) - si accusa l’attuale governo di lavorare sia male che poco. 

 

“1200 euro lordi al mese per 210 minuti di lavoro”

 

La critica si concentra in particolare sui lavori del Consiglio comunale. Questa settimana si sono tenute le tre sedute di agosto: una è durata 40 minuti, una un’ora e 50 e quella di ieri appena un’ora. 210 minuti in tutto, troppo pochi secondo le opposizioni, che ricordano come, nella scorsa consiliatura, a guida centrosinistra, le sedute erano circa 60 all’anno. “Dall’inizio della consiliatura la Giunta ha portato in Consiglio comunale sostanzialmente due provvedimenti di peso: la delibera di bilancio e quella relativa al nuovo statuto di Alperia - accusano i leader dell’opposizione - Per il resto, una lunga sequenza di provvedimenti ordinari, senza che emergano una visione, un progetto o una vera agenda politica per la città”. 

Non solo, i leader accusano la maggioranza di ostacolare il confronto democratico su tanti temi, impedendo de facto le interrogazioni dei consiglieri di opposizione, che “rimangono senza risposta per 3-4 mesi a fronte dei 30 giorni da regolamento.” L’arretrato stimato è di oltre 70 mozioni ancora da discutere in Consiglio comunale. Un dato ancora più grave, tuonano le opposizioni, se si considera la modifica della normativa regionale sulle indennità dei consiglieri comunali, che prevede un'indennità fissa di 1.200 euro lordi al mese con l’obiettivo di limitare le riunioni del Consiglio a tre al mese. La giustificazione del governo Corrarati era stata molto chiara: meno sedute ma più lunghe, per lavorare meglio e affrontare più efficacemente i problemi della città. “La realtà è che non ci sono abbastanza temi da discutere, non ci sono provvedimenti da votare, non ci sono decisioni politiche da assumere e sul poco che c’è si vuole evitare il confronto con l’opposizione”. 

I leader e capigruppo dell’opposizione in Consiglio comunale: (da sinistra) Abdallah Ab Chniouli, Stefano Fattor, Chiara Rabini, Matthias Cologna e Juri Andriollo. SALTO/Val

La replica di Corrarati

Il sindaco Claudio Corrarati ridimensiona le critiche, definendo le tre sedute di agosto un “caso sporadico” legato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, senza alcun collegamento con la programmazione politica, e assicura che da settembre il Consiglio tornerà alla piena operatività. Sulla cadenza delle riunioni, spiega che “il passaggio dai vecchi gettoni di presenza alla nuova indennità fissa ha cambiato la logica del sistema, e che il calendario di tre sedute mensili - una tecnica, una ordinaria e una per temi specifici - è stato concordato da mesi con tutti i capigruppo, con incontri che comunque durano regolarmente 3-4 ore”. Respinge infine l’accusa di immobilismo: “La Giunta lavora ogni settimana su interventi che pesano concretamente sulla città anche se poco visibili”. Infine, liquida le critiche di Fattor come un tentativo, a suo dire a volte utile e a volte solo disturbante, di stimolare il dibattito politico.