“Siccità? Nessun contraccolpo”
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Abbonati ora a S+La siccità che sta mettendo in difficoltà la produzione della Meraner Mineralwasser non ferma le Terme di Merano.
Le sorgenti termali del Monte San Vigilio stanno risentendo di una stagione particolarmente asciutta e la loro portata è oggi inferiore a quella registrata negli anni scorsi, al punto che Aquaeforst ha dovuto sospendere la produzione, pare anche per problemi microbiologici dovuti alla scarsità d’acqua. Ma, almeno per il momento, la quantità che arriva a valle è più che sufficiente per garantire tutte le attività dello stabilimento termale.
A confermarlo a SALTO è Adelheid Stifter, direttrice delle Terme di Merano. La precisazione è importante perché l’acqua utilizzata dalle Terme e quella imbottigliata e commercializzata da Aquaeforst con il marchio Meraner Mineralwasser provengono dalla stessa montagna, ma da sorgenti diverse e situate in aree non contigue.
Quella delle Terme compie un viaggio piuttosto particolare. Sul Monte San Vigilio, a circa 1.500 metri di quota, una galleria lunga 1.200 metri attraversa la roccia granitica e raccoglie l’acqua che vi penetra. È proprio il passaggio attraverso il granito ad arricchirla di radon, fluoro e altri elementi. Dalla montagna l’acqua supera poi un dislivello di oltre 1.200 metri e viene convogliata fino allo stabilimento nel centro di Merano. Le proprietà terapeutiche della fonte sono riconosciute ufficialmente dal 1966.
Alle Terme quell’acqua non serve per riempire le piscine. Viene utilizzata in particolare per bagni termali e inalazioni, soprattutto nei trattamenti delle patologie croniche delle vie respiratorie e delle artriti reumatiche.
Anche questa sorgente, però, sente gli effetti della scarsità di precipitazioni. Stifter spiega che la portata presenta normalmente variazioni stagionali e raggiunge i valori più bassi nei periodi secchi. Quest’anno il calo è più marcato: “Attualmente la portata è inferiore rispetto agli altri anni”, conferma la direttrice. La quantità d’acqua disponibile rimane tuttavia “più che sufficiente per le nostre attività”. Nessuna limitazione, dunque, e nessuna conseguenza per il funzionamento delle Terme.
SALTO ha chiesto alla direttrice anche se la diminuzione della portata possa avere ripercussioni sulla qualità dell’acqua. Stifter esclude che siano state riscontrate recentemente anomalie microbiologiche. I controlli chimici e microbiologici, precisa, vengono effettuati secondo quanto previsto dalla normativa dagli uffici provinciali certificati. Al momento non risultano quindi problemi né sul fronte dell’approvvigionamento né su quello della qualità.
La distinzione rispetto alla Meraner Mineralwasser è netta anche dal punto di vista idrogeologico. “Le nostre sorgenti sono distinte da quelle di Aquaeforst e si trovano in luoghi non contigui”, spiega Stifter. Due sistemi diversi, dunque, che possono reagire in maniera differente alla stessa fase di siccità.
C’è infine una piccola curiosità societaria che lega comunque le due acque. Nel capitale di Aquaeforst, società controllata praticamente al 100 per cento da Birra Forst e titolare della Meraner Mineralwasser, compare ancora oggi Terme Merano Spa. Una partecipazione talmente piccola da essere men che simbolica: appena 5,61 euro su un capitale sociale di 3,3 milioni.
Alla domanda di SALTO sull’origine di quella microscopica partecipazione, Stifter ha risposto che si tratta di una presenza dovuta a ragioni storiche. La data da cui bisogna partire è il 1959, quando venne costituita la SAOM – Società Acque Oligominerali Merano. È da quella vicenda societaria, spiega la direttrice, che deriva la partecipazione sopravvissuta fino a oggi.
Sessantasette anni dopo, di quel legame societario sono rimasti cinque euro e sessantuno centesimi. Poco più di una curiosità contabile, ma anche una piccola traccia della lunga storia delle acque del Monte San Vigilio.
Die Rache der Natur ... ...
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