Politica | La protesta

“Salviamo il bosco di Caldaro”

Un flash mob per la “Rivolta degli alberi” ha dato il via alle Bolzano Art weeks. Mobilitazione per i 15 ettari di alberi minacciati dalla costruzione di bacini di irrigazione. Nuovo corteo a Bolzano il 14 novembre.
Immagine: Climate Action

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Con un flash mob intitolato “La rivolta degli alberi”, venerdì 25 settembre circa 70 persone hanno inaugurato in piazza Silvius Magnago le Bolzano Art Weeks. Al centro dell’iniziativa la tutela dei boschi altoatesini e, in particolare, la richiesta di fermare il progetto dei bacini di accumulo nel bosco di Castelvecchio, a Caldaro.

Durante l’azione sono stati simbolicamente rappresentati tre boschi: il lariceto di Cortina abbattuto per la realizzazione della pista olimpica di bob, un bosco ripariale in rappresentanza delle zone umide prosciugate in Alto Adige e il bosco di Castelvecchio, ancora esistente ma, secondo gli organizzatori, minacciato dai progetti previsti nella zona. Il flash mob si è svolto nell’ambito del motto scelto quest’anno dalla Bolzano Art Weeks, “Regard(en)! Regreen! Regrow!”.

“Ci chiedono di sacrificare il bosco per combattere una crisi da cui proprio quel bosco ci protegge”, ha dichiarato Ruth Heidingsfelder di Climate Action South Tyrol durante l’iniziativa. “È come togliere il tetto perché piove dentro”.

Il bosco di Castelvecchio a Caldaro. Unser Wald – Il nostro bosco

I promotori hanno richiamato anche l’attenzione sulle temperature registrate nell’estate 2026, sottolineando come a Bolzano la soglia dei 35 gradi sia stata superata più volte che in passato. Le ondate di calore, ricordano, rappresentano un rischio soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche, mentre gli alberi contribuiscono a ridurre le temperature nelle aree urbane attraverso l’ombra e l’evaporazione e assorbono anidride carbonica dall’atmosfera.

Circa 15 ettari di bosco dovrebbero essere disboscati per consentire la realizzazione di sei bacini destinati all’irrigazione

Nel mirino delle associazioni c’è soprattutto quanto previsto tra Caldaro e Termeno. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, circa 15 ettari di bosco, tra cui una faggeta nel bosco di Castelvecchio, dovrebbero essere disboscati per consentire la realizzazione di sei bacini destinati all’irrigazione. Per gli interventi sono previsti 36 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

È proprio su questo punto che i promotori contestano il progetto, sostenendo che risorse e aree pubbliche vengano impiegate a vantaggio di interessi privati. L’iniziativa chiede quindi il ritiro dei progetti e una valutazione più approfondita di possibili siti alternativi, per esempio su terreni agricoli.

Le richieste non riguardano però soltanto Castelvecchio. I gruppi chiedono anche interventi di rinaturalizzazione dei boschi ripariali altoatesini, considerati importanti aree di biodiversità e capaci di contribuire sia alla protezione dalle alluvioni sia all’immagazzinamento di carbonio nel suolo. Un’altra richiesta riguarda l’aumento del numero di alberi e delle aree verdi nei centri abitati, come misura di adattamento alle ondate di calore.

Il flash mob è stato promosso congiuntamente da Climate Action South Tyrol, Fridays for Future South Tyrol, Unser Wald – Il nostro bosco, Klimacamp Alto Adige, Vereinigung Südtiroler Biolog, Spazio Autogestito 77 e Bolzano Art Weeks. La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane: per il 14 novembre i gruppi hanno annunciato un corteo a Bolzano con l’obiettivo di richiamare nuovamente l’attenzione sulla tutela dei boschi e sui progetti contestati.