Brennero, i conti nascosti del traffico
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Due miliardi di euro ogni anno. Questi i costi esterni generati dal corridoio stradale del Brennero per i territori alpini che attraversa. Il dato assoluto più alto tra i valichi italiani, ma che diventa il più basso se calcolato per le tonnellate trasportate. È quanto emerge da una ricerca effettuata da EusAlp, l’ente per le strategie di coesione lungo l’arco alpino, che per la prima volta ha voluto quantificare quanto il traffico, le emissioni, gli incidenti e altri valore costino alla collettività. Una ricerca, commissionata dal gruppo per la mobilità dell’ente Ag4, che ha preso in esame 6 valichi o trafori alpini: Ventimiglia, Frejus, Monte Bianco, Gottardo, Tauern e, appunto, Brennero.
Secondo i dati, i costi esterni più alti sono proprio quelli dell’arteria che attraversa il Trentino e l’Alto Adige. Un dato che però si spiega anche con l’alto traffico che interessa in modo particolare l’autostrada.
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La ricerca
“Nelle regioni montuose delle Alpi, il trasporto di merci e passeggeri ha un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute umana sproporzionatamente maggiore rispetto alle zone di pianura — si legge nel rapporto di EusAlp.
A causa dei vincoli geografici, i principali flussi di traffico vengono convogliati attraverso strette valli alpine, dove i residenti sono esposti a livelli elevati di inquinamento atmosferico, rumore, incidenti e congestione. Specifiche condizioni meteorologiche e topografiche amplificano ulteriormente tali impatti. Allo stesso tempo, i fragili ecosistemi alpini sono particolarmente sensibili agli impatti derivanti dalle attività di trasporto. Poiché la maggior parte di questi impatti non è sostenuta dagli operatori e dagli utenti dei trasporti, essi vengono definiti ‘costi esterni’”. Per EusAlp è dunque fondamentale andare a quantificare questi costi, in modo da capire anche come internalizzare una spesa che oggi ricade su più attori.
Tradotto significa che il Brennero ha i ‘costi esterni’ più alti perché è la più trafficata non perché sia un sistema meno efficiente degli altri.
Secondo la ricerca i ‘costi esterni’ legati al corridoio del Brennero ogni anno sono pari a 2 miliardi, segue al secondo posto Ventimiglia con 1,8 miliardi e al terzo Tauern con 877 milioni. La classifica resta uguale, ma con distanze minori, se il calcolo viene fatto per chilometri della tratta. Il Brennero resta al primo posto con un costo di 4,8 milioni per chilometro, tallonato da Ventimiglia a 4,5. Classifica, però, che si ribalta se si calcola il costo per tonnellata trasportata. In questo caso al primo posto si trova Ventimiglia, seguita dal Gottardo e dal Monte Bianco, mentre il Brennero è ultimo nei costi esterni per tonnellata trasportata.
Tradotto significa che il Brennero ha i ‘costi esterni’ più alti perché è la più trafficata non perché sia un sistema meno efficiente degli altri. Andando a guardare alla totalità di costi esterni sostenuti per il corridoio del Brennero, il 31% sono dovuti a incidenti lungo la tratta, il 30% al traffico, il 20% alle emissioni di CO2 (principale causa del riscaldamento globale), il 9% all’inquinamento dell’aria per polveri sottili e altri agenti inquinanti, il 5% per il rumore e il 3% per i danni agli habitat.
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Un valico economico
A confermare la lettura sul traffico sono anche i più recenti dati di iMonitraf (il network delle regioni alpine, tra cui il Tirolo e le Province di Trento e Bolzano, che raccoglie dati sul traffico e promuove politiche condivise per ridurne l’impatto) sugli spostamenti sui valichi alpini.
Il valico del Trentino-Alto Adige è anche quello che registra la media giornaliera più alta di mezzi pesanti con circa 7mila al giorno.
I numeri del 2024 confermano il Brennero al primo posto con una media giornaliera di quasi 33mila veicoli, 8mila in più della media di Ventimiglia (25mila) e 13mila in più del Gottardo (19mila). Il valico del Trentino-Alto Adige è anche quello che registra la media giornaliera più alta di mezzi pesanti con circa 7mila al giorno, Ventimiglia si ferma a 6.300. Dati entrambi stabili con gli anni post Covid. Sul Brennero nel 2024 sono state trasportate 37,5 milioni di tonnellate di merci, Ventimiglia si ferma a 22 milioni e mezzo. Di queste un po‘ di più del 70% vengono trasportate su gomma, con la rotaia che interessa meno di un terzo del totale, mentre il Sempione e il Gottardo hanno dati di merce sul ferro pari rispettivamente al 90% e 70%. L’analisi dei costi del trasporto spiega in parte il grande traffico lungo il Brennero. Il costo per la tratta infatti è significativamente più basso rispetto alle altre opzioni. Meno della metà rispetto ai trafori del Monte Bianco e del Frejus e significativamente più economico del Gottardo.
In questo scenario, per abbattere i costi esterni, sarà fondamentale far crescere la quota di merci trasportate su rotaia, l’indagine di EusAlp conferma che quelli sono i valici più ’economici' da questo punto di vista. Le stime di iMonitraf immaginano una crescita fino al 60% nel 2040 grazie al tunnel del Brennero.
Questo articolo è uscito su Il T quotidiano. Lo ripubblichiamo come parte della collaborazione tra il giornale di Trento e SALTO.
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