Un calcio al passato, detenuti in campo
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Il calcio come simbolo di unione e rieducazione, per lasciarsi alle spalle gli errori del passato. È questo lo spirito della manifestazione “IN e OUT – Un calcio al passato”, torneo di calcio a 7, organizzato dalla Casa circondariale bolzanina. L’evento si è tenuto ieri (28 maggio) al centro sportivo Sparkasse di San Giacomo. In campo le squadre di detenuti, avvocati, magistrati, Polizia Penitenziaria, una rappresentativa del Comune di Bolzano e il club cittadino Excelsior. La competizione prevedeva due “gironi all’italiana”, da tre squadre ciascuno, e una finalissima conclusiva.
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Una giornata all’insegna del fair play e del rispetto delle regole, in un torneo che punta ad offrire un momento di spensieratezza e “libertà” per i ragazzi detenuti. Una “giornata premio” che il carcere ha voluto concedere a una decina di ragazzi, ai quali è stato riconosciuto un grande impegno nel percorso di reinserimento sociale. “Lo sport non è solo un confronto tra compagini calcistiche, ma un esempio per la popolazione detenuta di rispetto delle regole” – ha spiegato il direttore della Casa Circondariale Giangiuseppe Monti – Ci auspichiamo che i ragazzi siano un modello per gli altri compagni detenuti non presenti oggi“. Lo stesso Monti ha poi ribadito come la struttura bolzanina sia ”un esempio virtuoso dal punto di vista rieducativo, pur avendo grosse difficoltà di gestione degli spazi“.
”Il calcio non è solo un gioco, ma rappresenta un insieme di valori vitali“Il calcio non è solo un gioco, ma rappresenta un insieme di valori vitali.”
Giornate come quella svolta a San Giacomo richiedono un grande sforzo organizzativo, ma sono cruciali per i ragazzi scesi in campo, perché offrono attimi di distacco dalla dura realtà detentiva. Tra una partita e l’altra, bei momenti di convivialità e solidarietà tra tutti i partecipanti: c’era chi parlava con i familiari e chi si concedeva semplicemente un respiro di aria fresca, un gesto non banale per chi vive dietro le sbarre.
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Ospiti d’onore i giornalisti sportivi RAI Stefano Bizzotto e Daniele “Lele” Adani, venuti a dare lustro all’iniziativa. Adani, ricordando il suo famoso slogan “Viva el Fútbol”, ha sottolineato: “Il calcio non è solo un gioco, ma rappresenta un insieme di valori vitali e, talvolta, dà una seconda possibilità di riscatto, come in questa iniziativa”. Anche Bizzotto è intervenuto sottolineando come “quella di oggi è la miglior rappresentazione possibile del calcio, che condanna ancora una volta i terribili fatti di domenica a Torino”, facendo riferimento agli scontri avvenuti prima della partita nel capoluogo piemontese.
A rappresentare le istituzioni era presente Angelo Gennaccaro, neoeletto presidente del consiglio provinciale, che ha evidenziato come “il carcere sta all’interno di un contesto comunitario e, per superare le difficoltà strutturali, serve l’apporto di tutti, delle istituzioni e delle associazioni. La giornata di oggi deve far emergere questo spirito di comunità”.
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Anche quest’anno il G.S. Excelsior ha garantito una presenza significativa e un concreto sostegno all’iniziativa, confermando il proprio impegno in progetti capaci di valorizzare non solo la dimensione sportiva, ma anche quella sociale. L’aspetto solidale è stato portato in campo anche dalla squadra del Comune di Bolzano, che per l’occasione ha unito consiglieri di maggioranza e opposizione, che hanno messo da parte i propri colori politici e hanno contribuito alla giornata di festa.
L’entusiasmo e il “gioco pulito” hanno dominato il terreno di gioco, tra grandi giocate e tanti gol che hanno dato vita a una competizione sana. Il torneo è stato vinto dal G.S. Excelsior, ma il dato sportivo è forse l’aspetto meno rilevante di una giornata capace di unire sport e sociale, facendo risaltare solidarietà e convivialità.
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