Al vaglio 1.700 certificati linguistici
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Abbonati ora a S+La notizia potrebbe avere ripercussioni apocalittiche sui servizi pubblici in provincia di Bolzano. Se le verifiche della Procura di Bolzano dovessero accertare irregolarità diffuse nelle certificazioni linguistiche utilizzate per ottenere il patentino di bilinguismo, potrebbero essere messi in discussione centinaia di rapporti di lavoro nella sanità e in altri servizi essenziali della pubblica amministrazione. È questo lo scenario che emerge dal nuovo comunicato diffuso oggi (29 luglio) dalla Guardia di finanza, che segna un deciso salto di qualità nell’inchiesta: non si indaga più soltanto sui certificati contraffatti, come nel caso delle due anestesiste finite sotto inchiesta nei primi mesi del 2025, ma sul modo in cui sarebbero stati sostenuti gli esami che hanno portato al rilascio delle certificazioni linguistiche negli ultimi sei anni. Sono sotto verifica oltre 1.700 casi (verso le 12 di oggi, 29 luglio, il Procuratore capo Axel Bisignano ha detto che le persone indagate sono proprio 1700). È la stessa domanda che SALTO si era posto già nell’aprile 2025, dopo aver raccolto numerose segnalazioni che raccontavano di presunti esami “farlocchi” – e non semplicemente di certificati falsi – sostenuti in alcuni centri del Centro-Sud: quanti sono i patentini fake? A distanza di un anno e mezzo potrebbero arrivare le prime risposte, anche se l’inchiesta non sarà facile perché in molti casi gli esami erano venduti in pacchetti “travestiti” da corsi intensivi accelerati.
Nel mese di giugno e luglio, su delega della Procura della Repubblica di Bolzano, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito perquisizioni in tre istituti scolastici della provincia di Caserta e di Roma, sedi d’esame accreditate TELC per il rilascio delle certificazioni linguistiche, comprese quelle di tedesco. Secondo gli investigatori, questa nuova fase dell’inchiesta è “di tutt’altro tenore, per rilevanza e numero di posizioni coinvolte”. Nelle segnalazioni ricevute a suo tempo da SALTO si parlava anche di esami svolti con le stesse modalità anche in esami svolti in una città della Puglia, ma evidentemente gli inquirenti non hanno trovato riscontri in merito.
Ora la Procura vuole verificare se esistesse un sistema irregolare già nella fase degli esami
La differenza rispetto ai mesi scorsi è sostanziale. Finora l’attenzione si era concentrata soprattutto su una quarantina di dipendenti pubblici accusati di aver utilizzato certificati falsi per ottenere il patentino di bilinguismo e su un presunto intermediario che avrebbe procurato quei documenti. Ora, invece, la Procura vuole verificare se esistesse un sistema irregolare già nella fase degli esami, cioè nell’ottenimento delle certificazioni linguistiche poi convertite dalla Provincia in patentini di bilinguismo.
Stabilire eventuali responsabilità, però, non sarà semplice. Dalle testimonianze raccolte da SALTO all’inizio del 2025 emergeva infatti un racconto ricorrente: come raccontato nella trasmissione REPORT per casi non legati col nostro territorio i candidati si sarebbero presentati regolarmente nelle aule d’esame, ma avrebbero già avuto il compito svolto o comunque non avrebbero dovuto affrontare una prova reale. Verificare oggi che cosa sia realmente accaduto durante quelle sessioni sarà particolarmente complesso anche perché, come avviene normalmente per ragioni di riservatezza, all’interno delle sale d’esame non sono ammesse telecamere. Per questo saranno decisivi i documenti sequestrati, le testimonianze e gli altri riscontri investigativi.
A far scattare gli approfondimenti è stato un dato ritenuto anomalo: un numero particolarmente elevato di richieste di riconoscimento di certificazioni TELC conseguite in sedi d’esame situate a centinaia di chilometri da Bolzano, nonostante in Alto Adige siano presenti numerosi enti autorizzati a rilasciare le stesse certificazioni.
Si tratta di attestati rilasciati tra il 2020 e il maggio 2026, tutti presentati all’Ufficio bilinguismo della Provincia
Il numero che colpisce più di ogni altro è però quello contenuto nel comunicato della Guardia di finanza: oltre 1.700 certificazioni linguistiche sono attualmente al vaglio della Procura e della polizia giudiziaria. Si tratta di attestati rilasciati tra il 2020 e il maggio 2026, tutti presentati all’Ufficio bilinguismo della Provincia per ottenere il riconoscimento del patentino e successivamente utilizzati per accedere al pubblico impiego. È bene precisarlo: ciò non significa che le 1.700 certificazioni siano false o irregolari. Significa che sono entrate nel perimetro dell’indagine e che le verifiche della Procura riguardano l’intero arco temporale degli ultimi sei anni. Ogni singola posizione dovrà essere esaminata.
Il comparto maggiormente interessato risulta essere quello della sanità, seguito dagli enti locali, dagli uffici provinciali e regionali. Sono inoltre coinvolte amministrazioni dello Stato, società a partecipazione pubblica e aziende del trasporto pubblico nazionale e locale. Se una parte significativa delle certificazioni dovesse risultare viziata, le conseguenze potrebbero estendersi ben oltre il piano penale, incidendo sul funzionamento stesso di servizi pubblici essenziali.
Le perquisizioni hanno consentito il sequestro di una vasta documentazione cartacea e informatica relativa all’organizzazione degli esami, ai rapporti contrattuali tra le scuole e TELC, agli esaminatori e allo svolgimento delle prove. La Guardia di finanza riferisce inoltre di aver già individuato altri soggetti che avrebbero svolto il ruolo di intermediari, organizzando, dietro compenso, il reperimento dei candidati e la loro partecipazione alle sessioni d’esame. Parallelamente è stata avviata una stretta collaborazione con TELC, l’ente certificatore con sede a Francoforte, che ha consegnato agli investigatori la documentazione relativa agli esami sostenuti. L’obiettivo dichiarato è verificare la regolarità di ogni singola certificazione e, qualora emergano irregolarità, avviare la procedura di annullamento dei patentini con le conseguenze penali ed erariali del caso.
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