Senales, l’hotel Athesia davanti al TAR
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Abbonati ora a S+Dopo il via libera del Comune di Senales ai progetti di Athesia AG a Maso Corto, la partita si sposta in aula. È stato presentato al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Bolzano il primo ricorso, che riguarda la delibera comunale di modifica del piano di attuazione della zona turistica in cui sorgerà il nuovo hotel del noto gruppo imprenditoriale. Il ricorso è propedeutico all’impugnazione del progetto edilizio vero e proprio, che sarà impugnato entro metà ottobre. È su quel fronte, sottolinea l’avvocato Flavio Moccia, legale di Blu Hotels (che gestisce la struttura accanto), che si giocherebbe la partita più importante, perché la licenza edilizia inciderebbe sugli interessi pubblici e privati dei vicini.
Il progetto in questione prevede un hotel da 160 letti, alto 24 metri: “un piccolo grattacielo in una zona montana molto sensibile”, spiega Moccia. Il ricorso, di oltre 40 pagine, contesta la delibera con 14 motivi, tra cui impatto ambientale, rischio valanghe e sicurezza. Tra le contestazioni c’è anche la mancata valutazione ambientale strategica (VAS), che per il legale sarebbe “vincolante e obbligatoria” in casi di questo genere. Il Comune, secondo la ricostruizione dei ricorrenti, l’avrebbe evitata ritenendo la modifica una semplice variante di adeguamento del piano precedente.
Nel ricorso trova spazio anche la posizione delle associazioni ambientaliste. Secondo l’avvocato, le associazioni avevano presentato osservazioni “fondate e ragionevoli” alla modifica del piano, ma il Comune le avrebbe respinte senza motivare adeguatamente. Non è la prima volta che le associazioni si oppongono ai progetti del gruppo in Val Senales: il ricorso di Dachverband für Natur- und Umweltschutz, CAI Alto Adige, Mountain Wilderness Italia e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) contro la Provincia di Bolzano e la società Funivie Ghiacciai Val Senales SpA aveva impedito al gruppo Athesia di ampliare le piste sul ghiacciaio della Val Senales.
I problemi con il cantiere
I lavori sono partiti intorno all‘11 settembre, dopo l’approvazione della modifica in giugno. La società Blu Hotels, che gestisce la struttura ricettiva confinante, racconta di essersi ritrovata da un giorno all’altro con uno scavo a pochi metri dai terrazzini del piano terra dell’hotel. Non solo, i lavori sarebbero partiti senza tabella di cantiere e senza reti protettive, costringendo i gestori a chiamare la polizia locale per chiedere di sospendere gli scavi e mettere in sicurezza l’area.
Come riportato da SALTO, il via libera al progetto era arrivato il 15 giugno, quando la Commissione comunale per il territorio e il paesaggio del Comune di Senales aveva dato l’okay a due interventi di Athesia a Maso Corto, per un totale di circa 320 posti letto: l’ampliamento e il risanamento del Sporthotel, che oggi ha 84 letti, e un nuovo aparthotel a quattro stelle con 70 appartamenti accanto all’hotel Zirm (quello del ricorso). A lavori conclusi, ciascuna struttura dovrebbe arrivare a circa 160 posti letto. L’area del nuovo aparthotel, già classificata come zona turistica, è stata spostata verso sud a causa del rischio valanghe, perché il piano delle zone di pericolo è stato redatto dopo la definizione della zona turistica.
Grazie alla deroga prevista per i comuni economicamente più deboli, tra cui Senales, Athesia può chiedere una proroga di cinque anni sui termini del Bettenstopp. La stessa normativa che permetterebbe al gruppo imprenditoriale di mantenere in vita il progetto per 600 posti letto nella zona turistica di Kurzras II, in Val Senales, originariamente concepito come il grande villaggio turistico “Almdorf”.
La notizia del ricorso arriva mentre cresce la mobilitazione cittadina contro un altro progetto del gruppo Athesia, il maxi hotel di lusso quattro stelle superior a Sant’Andrea, frazione di Bressanone, da 124 camere e quasi 400 posti letto.
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„Der Tourismus kann nur…
„Der Tourismus kann nur funktionieren, wenn er von der Bevölkerung mitgetragen wird.“
Auszug aus dem EuracLandestourismusentwicklungskonzept 2030+:
„Wer Zusammenhänge erkennt, wer die Vor- und Nachteile alternativer Strategien der Tourismusentwicklung benennen kann, und wer - mit einer gehörigen Portion Sensibilität ausgestattet - eine Balance zwischen Eigen- verantwortung und Gemeinwohl herzustellen imstande ist, handelt im Sinne einer neuen Tourismuskultur.“
- Bei den aktuellen Hotelprojekten an der Plose und in Schnals handelt es sich nicht um das beschriebene Ideal einer „neuen Tourismuskultur“.
Eine echte, zukunftsfähige Alternative würde an diesen Standorten die Parameter komplett verschieben – weg von neuer Kubatur und hin zu qualitativer und sozialer Nachhaltigkeit.
Eine echte Alternative zu den umstrittenen Hotelprojekten ist NICHT der Bau eines etwas kleineren, grüneren Luxushotels. Die echte Alternative wäre, gar kein neues Großhotel zu bauen, sondern die bestehende Infrastruktur sanft zu verbessern, die Natur als Erholungsraum zu schützen und den Tourismus so zu gestalten, dass die Einheimischen gerne dort leben und die Gäste die echte, unverfälschte Kultur erleben können.
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Welches Verständnis von unternehmerischer Verantwortung hat ein Unternehmen, das einen ganzen Wirtschafts- und Lebensraum über Jahrzehnte mitprägt?
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