La carica dei sindaci (e dei 5.000)
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“Die Brunecker kommen!” Il treno sta entrando a Fortezza e i manifestanti già sul treno salutano con entusiasmo la compagine pusterese. Si uniranno ad altri attivisti sudtirolesi in viaggio verso Matrei per unirsi alla grande manifestazione organizzata dai sindaci del Wipptal contro il traffico sull’autostrada del Brennero. Alcuni sono dei veterani che hanno uno o due blocchi del Brennero al loro attivo; tutti sono molto agguerriti e, oltre al traffico, ce l’anno in particolare con una categoria: la SVP e politici che governano in Provincia che, all’unisono, hanno condannato la protesta.
“Sembra che siano solo gli interessi economici a guidarci in Sudtirolo,” dice Heidi Stuffer, una vita a difesa delle montagne con il gruppo Nosc Cunfins della Val Gardena. “E i cittadini e la loro qualità di vita, che è cosi impattata dal traffico, dove restano?” Per il marito Karl Comploi l’autostrada è come una vacca sacra che non si può toccare. “Questa manifestazione è per la difesa dei diritti dei cittadini, e i politici non sanno quindi come posizionarsi … Ma non so fino a quando la politica possa guardare altrove.
Anche per lo storico Hans Heiss, salito sul treno nella sua Bressanone, la differenza tra i politici al Nord (che in generale hanno sostenuto l’iniziativa) e a Sud del Brennero è significativa. ”Naturalmente c‘è in gioco la concessione della A22 e quindi Kompatcher si tiene molto sulle sue, ma questa mancanza di solidarietà preoccupa: non c’è nessuna empatia con le persone che vivono lungo l’autostrada“, dice. E a proposito della presunta irrilevanza delle proteste, ricorda che ”se non si protesta non succede nulla - così almeno forse la politica a Vienna, a Roma o almeno a Bolzano si fa un po‘ di pressione… e tra un po’ si vota in Tirolo e tra non molto in Sudtirolo“.
Oltre ai molti attivisti dell’area ecologista sul treno si incrocia qualche giovane. Una dottoressa che fa la spola tra Bressanone e Innsbruck partecipa perché vive quotidianamente l’incubo del traffico pesante sull’autostrada. ”Tutto quello che dicevano che sarebbe potuto succedere oggi - dice riferendosi allo spauracchio del chaos, che poi non si avvererà - io lo vivo quotidianamente: il traffico è bloccato non per le proteste ma … per il traffico! Bisogna che qualcosa cambi."
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L'eroe della giornata
Alla stazione di Matrei la folla in arrivo col treno dal Brennero si unisce ad altre colonne umane che stanno confluendo verso l’autostrada. In modo molto ordinato sale lungo le entrate dell’autostrada verso il punto centrale della manifestazione. Subito dopo il casello di Matrei le quattro corsie dell’autostrada più congestionata dell’arco alpino accolgono per un giorno non i grandi TIR ma attivisti, famiglie, ciclisti - perfino una coppia che ballerà il tango e bambini che disegnano sull’asfalto. Tutti si stringono sotto un palco vicino ai cartelloni che indicano l’uscita di Matrei, dove salgono i veri protagonisti e organizzatori della manifestazione: i sindaci del Wipptal.
L’eroe indiscusso della giornata è chiaramente lui, il sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger. Chiunque prenda la parola (e sono molti che lo fanno dopo le brevi dichiarazioni ufficiali) comincia con ringraziarlo per nome, riconoscendo che solo grazie al suo impegno la manifestazione ha potuto essere organizzata.
“I tirolesi hanno eine hohe Schmergrenze, un alto livello di sopportazione, ma il limite è stato raggiunto,” dice sotto un sole che, anche ai 900 metri di Matrei, scalda l’aria come se fosse luglio invece della fine di maggio. “Ho sempre detto che sto facendo tutto questo per le prossime generazioni, per i nostri figli, e il segnale che state dando con questa presenza così numerosa,” dice, visibilmente entusiasta alla vista delle 5.000 persone che si allungano sull’Autobahn. “Non pensate che ora non succederà nulla per decenni: grazie a voi stiamo scrivendo la storia del Tirolo.” Mühlsteiger parla di pressione permanente e di una speranza che, dice, “è nelle vostre mani.”
Anche il sindaco di Matrei, Patrick Geir, ha un messaggio per l’Europa e per i Paesi vicini. “Dove resta l’Europa forte? Abbiamo bisogno di una soluzione per i figli dei nostri figli e abbiamo bisogno di aiuto”. Alla politica di Innsbruck e Vienna chiede fatti: “Non abbiamo più bisogno di parole”. Il segnale politico che arriverà ai vicini della Baviera e dell’Italia (il nome del ministro dei Trasporti Matteo Salvini si sente spesso dal palco) è inequivocabile: è tempo di agire, da Vienna, a Bruxelles, da Roma a Berlino. “A tutti piace andare in vacanza in Italia, questo resta indiscutibile - ma devono tutti passare di qui?”
Tra gli altri sindaci che si succedono sul palco con brevi, applauditissimi discorsi, alcuni ricordano con rabbia la procedura avviata a Bruxelles dall’Italia contro il blocco del traffico notturno tirolese; molti chiedono anche a gran voce ai vicini bavaresi di chiarire finalmente la posizione sulle linee ferroviarie che servono a completare il percorso del Brenner Basistunnel (BBT): la stasi totale sui lavori sta creando enormi preoccupazioni sulla fattibilità del progetto.
Il punto più dolente rimane il costo più favorevole, soprattutto per quanto riguarda la tratta italiana e quella bavarese, per il trasporto pesante rispetto agli altri valichi alpini. Ma si parla anche di quanto sono appesantiti i TIR che transitano (e dei pochi controlli in questo senso) e della mancanza di barriere antirumore. Queste sono alcuni delle richieste riassunte in otto punti nel documento che i sindaci hanno presentato al governatore del Tirolo Anton Mattle.
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Al contrario del suo omologo sudtirolese, Mattle ha deciso di partecipare — da privato cittadino, anche se ammette che non si smette mai di essere un Landeshauptmann. “Speriamo che nelle cause europee venga finalmente detto che la salute dei cittadini vale di più della libera circolazione delle merci.” Continuare a negoziare con Bruxelles — la linea scelta da Kompatscher rifiutando di sostenere la manifestazione — non esclude che la presenza a questi eventi sia un segnale importante, dice diplomaticamente Mattle quando gli viene chiesto delle diverse strade scelte dai due governatori riguardo al blocco odierno.
Dopo i sindaci la parola passa ai partecipanti: si fanno sentire non solo i tirolesi ma anche i bavaresi e i sudtirolesi, sempre molto applauditi quando parlano di solidarietà e del bisogno di lavorare a soluzioni comuni. L’attivista Marlene Roner e la presidente del Dachverband für Umweltschutz Elisabeth Ladinser - tra gli altri - portano il saluto e la solidarietà dal Sud del Brennero .
“Siamo qui per sostenere questo sindaco che difende la sua gente”, dice Ladinser, che giudica un segnale davvero forte la partecipazione così massiccia - più di quanto si aspettava. Patetiche le critiche di Kompatscher (“Non è questo il modo di farsi sentire”): “Sono vent’anni che cerchiamo di farlo! Ora dovrà ora rivedere la sua posizione...” Anche la forte presenza sudtirolese — che, ammette, era soprattutto del mondo ambientalista — le ha fatto molto piacere.
Anche per Madeleine Rohrer dei Verdi la giornata è stata importante. “Kompatscher ha parlato di autogol, e tutta la politica voleva presentare la manifestazione come roba da attivisti estremisti del clima, Klimakleber. Invece c’erano moltissime persone, famiglie soprattutto, che parlavano della loro qualità di vita. Sono stata sorpresa dalla grande calma — non solo per l’assenza di traffico: sembrava un grande Volkfest sull’asfalto.” Per la consigliera provinciale dei Verdi oggi si è avuta l’ennesima prova che serve una soluzione alpina al problema. “Se ne deve accorgere anche l’economia: il collasso dell’infrastruttura porterà a perdite enormi, e se si vuole garantire che continui a funzionare bisogna intervenire. Questa politica del laissez-faire non può andare avanti.”
“È stato un vero successo per gli organizzatori e per la popolazione su entrambi i versanti del Brennero” anche per il consigliere provinciale del Team K Franz Ploner. “Gli abitanti lungo l’asse del Brennero hanno diritto alla salute e a un paesaggio vivibile ... È necessaria una trasparenza dei costi e l’asse del Brennero non deve rappresentare il percorso più economico.”
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Superate tutte le aspettative
Nel viaggio di ritorno Hans Heiss trova motivi di ottimismo. Il numero di partecipanti ha superato ogni aspettativa: lui aveva scommesso su 3.000, il conto ufficioso parla di circa 5.000. Resta però un cruccio: vent’anni fa la sensibilità sul traffico della A22 era molto più diffusa, mentre oggi interi settori della società sembrano aver smesso di interessarsene.
“È stata una manifestazione che ha superato le aspettative, sia in numero che nei contenuti”, dice sul treno del ritorno. I sindaci hanno argomentato molto bene. Mühlsteiger ha usato l’opportunità per presentare le otto richieste e dare spazio agli altri, dimostrando che non era una sua iniziativa personale ma una mobilitazione di tutto il Wipptal e oltre — persino dal Sudtirolo fino alla Val Venosta. Eravamo ben rappresentati e non ci siamo dovuti vergognare.“
Il segnale è stato capito, dice Heiss: il mondo non è fatto solo di automobilisti. Se entro la fine del 2026 non arriveranno nuove misure, si tornerà a chiedere un blocco. Che la protesta arrivi anche in piazza Magnago, questo resta da vedere. ”La politica sudtirolese vuole sempre solo trattare, non si occupa della salute — nessuno della giunta si è mai preoccupato della qualità della vita di chi abita lungo l’autostrada. Ma oggi c’erano tante famiglie, e una volta all’anno dovrebbe essere possibile manifestare così."
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Glaube ich nicht. Besonders nicht, wenn man die Kritik an der Veranstaltung des Transitforums Austria, das die hartnäckigsten und langgedientesten Kämpfer gegen den ausufernden Verkehr vereint, liest. Ich bin zwar selbst ein bekennender Umweltschützer, aber da sind mir persönlich schon die Augenbrauen hochgefahren. Ich kann nur jedem empfehlen selbst zu lesen. Besonders die Aussage, die Blockade sei nur Augenauswischerei der Politik (es geht um das Sammeln von Punkten für die Tiroler Landtagswahl im kommenden Jahr), hat es in sich.
Ich wette, dass der Bürgermeister von Gries a.B. kandidiert.
Die apokalyptischen Töne der Wirtschaft waren von vorne herein nicht angebracht. Schließlich war es Samstag, also wesentlich weniger Berufsverkehr, in keinem der deutschen Bundesländer haben am Wochenende Schulferien begonnen und die langfristige Ankündigung der Blockade, hat Fahrer wohl dazu bewogen, Umwege in Kauf zu nehmen. Ich denke der Verkehr wurde nicht weniger, er hat sich nur verlagert. Und hat für die Zukunft vielleicht eine alternative Route durch Tirol und Südtirol gefunden (was noch negativer wäre). Abgesehen von der Antipathie gegenüber den Demonstranten (erinnern wir uns an die ablehnende Haltung auch eines Teils der Südtiroler gegenüber Fridays for Future), wäre das das Eigentor.
In risposta a Glaube ich nicht. Besonders… di Manfred Klotz
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Naja auf die Problematik aufmerksam zu machen und die Politik zum Handeln aufzufordern, hat jedenfalls nichts geschadet, unabhängig davon welche politischen Ambitionen ggf. dahinterstecken.
Interessant und bezeichnend sind mMn vielmehr die Reaktionen sowohl auf die Ankündigungen als auch auf das Vorhaben selbst. Für den Landeshauptmann ist die Unterbrechung des Transits ein größeres Problem als die Anliegen der Bürger, so wichtig dass er sogar nach Rom zum Salvini pilgern musste um die Demonstrationsvorhaben zu unterlaufen.
Bei anderen zeigt sich die Grundeinstellung bzw. immer dasselbe Muster. Alles wogegen protestiert wird, ob es auch noch so berechtigt ist, wird abgelehnt (die „Obrigkeit“ weiß was gut für uns ist, seien es Einschränkungen der Lebensqualität oder Aussetzung von Grund-und Menschenrechten, in totalitärer Manier, man nimmt es hin.
Da zeigt sich eben der Unterschied zwischen „Waldgänger“ und „Obrigkeitshörigkeit“.
Das Verhalten und die Aussagen bestimmter Politiker in Südtirol spricht jedenfalls Bände, nämlich dafür was sie von den Anliegen der Bürger halten.
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