Politica | Brunico

Hotel del sindaco, pioggia di ricorsi

Fallita la trattativa, l’avvocato Igor Janes porta al Tar per conto dei confinanti la variante urbanistica, e le varie decisioni di escludere il mega progetto dalla Valutazione di impatto ambientale. Corsa contro il tempo per la scadenza del Bettenstopp.
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Sull’Hotel Heinz del sindaco di Bruno Wolf si gioca ormai una doppia corsa. Da una parte quella del Comune e dei promotori, impegnati a portare a termine alla velocità della luce l’iter urbanistico prima della scadenza di fine settembre legata al Bettenstopp, così da completare un affare da molte decine di milioni di euro. In paese si mormora addirittura di un investimento vicino ai 100 milioni. Dall’altra quella dell’avvocato Igor Janes, che prepara una raffica di ricorsi nel tentativo di fermare, nell’interesse dei confinanti, il progetto prima che vengano consolidati gli ultimi passaggi autorizzativi. Oltre alla variante urbanistica approvata in fretta e furia qualche settimana fa, finiranno davanti ai giudici anche la Valutazione ambientale strategica, il piano di attuazione e soprattutto lo screening ambientale con cui la Provincia ha escluso il progetto dalla procedura completa di Valutazione di impatto ambientale (Via).

La scadenza non è irrilevante. Il 30 settembre decadono infatti i diritti sui posti letto turistici non ancora realizzati nelle zone turistiche. La Provincia ha concesso una proroga di cinque anni soltanto ai Comuni strutturalmente deboli o a rischio spopolamento, categoria nella quale Brunico ovviamente non rientra. È anche per questo, sostiene Janes, che negli ultimi mesi l’iter autorizzativo ha subito una brusca accelerazione.

Nelle ultime settimane è anche definitivamente fallito il tentativo di trovare un accordo tra le parti. La trattativa tra i ricorrenti e i promotori del progetto non ha prodotto alcun risultato e, a questo punto, la partita si sposterà interamente nelle aule del Tar.

Il primo ricorso, notificato lo scorso marzo, aveva già prodotto un effetto significativo. Il Comune di Brunico, che inizialmente aveva escluso la necessità della VAS, è tornato sui propri passi avviando la procedura di Valutazione ambientale strategica, poi conclusa con un parere favorevole. Per Janes quella retromarcia rappresenta il riconoscimento implicito che il procedimento originario presentasse criticità. Ma la battaglia giudiziaria, sostiene il legale, è soltanto all’inizio.

Igor Janes: presenta i ricorsi per conto dei confinanti Arch I J.

Vale la pena ricordare che la variante urbanistica era stata approvata dal Consiglio comunale dopo che il segretario comunale aveva riconosciuto il conflitto di interessi del sindaco Bruno Wolf, comproprietario dell’Hotel Heinz. Il primo cittadino aveva quindi lasciato l’aula durante la discussione e la votazione, rientrando soltanto al termine dei lavori. “Sono felice che la votazione democratica sia andata a favore della Kronplatz Hotel Heinz GmbH”, aveva commentato subito dopo l’approvazione. E il conflitto di interessi era sparito così, puff, uscendo qualche minuto dall’aula.

Tra gli aspetti destinati a finire sotto la lente del Tar ce n’è uno che colpisce particolarmente. Secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso, la nuova variante urbanistica sembra essere stata disegnata seguendo quasi al millimetro i confini delle proprietà interessate dall’operazione immobiliare. Il nuovo perimetro coincide infatti sostanzialmente con le aree delle due società promotrici, lasciando esclusa la proprietà confinante della Roc.Traam, che però subirà gli effetti diretti dell’intervento. È uno degli elementi sui quali si concentrano le censure del ricorso, “perché una variante urbanistica, per sua natura, dovrebbe individuare zone omogenee sulla base dell’interesse pubblico e non limitarsi a seguire i confini catastali delle proprietà private”, sostiene Janes.

A leggere gli elaborati progettuali, del resto, si capisce perché l’avvocato non parli di un semplice albergo, ma di una vera e propria “cittadella turistica”. Il mega complesso, nato da un albergo con 70 posti letto, comprenderà un hotel a cinque stelle da 142 posti letto, quattro piani fuori terra e tre interrati, 50 alloggi per il personale, piscine, area wellness, una sky pool sospesa sulla pista, un collegamento sotterraneo diretto con la stazione a valle della funivia, un negozio di articoli sportivi di circa 300 metri quadrati, deposito sci, scuola di sci, asilo sci, noleggio, punto skipass e una super area dedicata alla ristorazione con bar, self service, ristorante, pub e complessivamente circa 700 posti a sedere. Più che un albergo, insomma, un vero polo turistico destinato a ridisegnare l’accesso meridionale al Plan de Corones.

Il ricorso conferma inoltre quanto già evidenziato nel precedente articolo. “Il mega complesso interesserà anche aree oggi classificate come pista da sci e comprese nel Piano di settore degli impianti e delle piste”, osserva Janes. È prevista perfino una sky pool aggettante sulla pista stessa e il prato interno del complesso, durante l’inverno, sarà collegato direttamente al tracciato sciistico. Dire che l’albergo entra maleducatamente in pista non è proprio un’iperbole.

Ma è soprattutto sul fronte ambientale che si prepara uno dei ricorsi più delicati. Janes impugnerà infatti anche la decisione del Comitato ambientale della Provincia di non sottoporre il progetto alla procedura completa di Valutazione di impatto ambientale. Una conclusione che il legale giudica incomprensibile alla luce delle stesse criticità evidenziate negli elaborati tecnici. Il progetto prevede infatti l’abbattimento di 34 alberi, la trasformazione di circa 1.330 metri quadrati di bosco e un fabbisogno stimato in circa 60 mila litri di acqua potabile al giorno. Lo screening ambientale riconosce inoltre una serie di impatti sul paesaggio, sulle risorse naturali e sull’ecosistema circostante, ma conclude comunque che non sia necessaria una Via completa. È proprio questo il provvedimento che finirà davanti ai giudici.

Resta poi un interrogativo tutt’altro che secondario. L’attuale parcheggio (il pdf qui sopra fa capire l’enorme estensione sotterranea, ndr)pubblico verrà eliminato e sostituito da un garage interrato da 490 posti auto. Nei documenti progettuali, però, non viene specificato quanti di questi posti resteranno realmente a disposizione del pubblico e quanti saranno invece riservati all’albergo e alle numerose attività private previste dalla nuova cittadella turistica. Lo screening ambientale della Provincia parla genericamente di un parcheggio destinato “all’hotel e pubblico”, ma senza indicare alcuna ripartizione. Un dettaglio tutt’altro che marginale, considerato che il parcheggio rappresenterà uno degli elementi strategici dell’intera operazione.

Nelle prossime settimane, dunque, si correrà su due binari paralleli. Da una parte il Comune tenterà di chiudere tutti i passaggi amministrativi prima della scadenza di settembre. Dall’altra partirà una nuova offensiva giudiziaria destinata a investire praticamente ogni autorizzazione rilasciata finora: la variante urbanistica, la VAS, il piano di attuazione e soprattutto la decisione del Comitato ambientale provinciale di escludere il mega progetto dalla Valutazione di impatto ambientale