Insulti sessisti a Pomella e Foppa
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Abbonati ora a S+“Puttana. Inchiavabile. Vacca. Paziente psichiatrica”: sono le parole comparse sotto un post di Roberto Selle, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Bolzano, contro Silvia Pomella, vicesegretaria dei Giovani Democratici, “colpevole”, secondo la Lega, di aver partecipato alla serata riservata alle donne alla piscina di Salorno. A pochi giorni di distanza, un’altra ondata di odio ha travolto Brigitte Foppa, capogruppo dei Verdi in Consiglio provinciale: centinaia di commenti insultanti e inneggianti al Duce sotto un suo post sulla contestualizzazione dei monumenti fascisti a Bolzano (tema tornato d’attualità dopo il crollo del Tribunale). Due episodi, due donne, la stessa dinamica, che rende pericolosamente attuali le parole di Michela Murgia nel celebre libro Stai zitta: “Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare resta la più sovversiva”.
“Gli insulti passano sempre attraverso i nostri corpi”
Pomella non usa mezzi termini nel descrivere quanto subito: “Mi danno della puttana,, della bella ma stupida, della cessa, della paziente psichiatrica, della vacca, mentre contemporaneamente mi dicono che non riescono a credere che nel 2026 ci siano ancora uomini italiani che fanno catcalling o che sono violenti”. Il paradosso è tutto qui, e Pomella lo aveva già messo a fuoco parlando con SALTO: “La violenza digitale colpisce in particolare le donne e quando ci colpisce, gli insulti passano sempre e solo attraverso i nostri corpi. Sono stata attaccata per aver osato affermare che la cultura patriarcale e sessista esiste anche qui in Italia, e che è ipocrita occuparsi di parità di genere solo quando diventa pretesto per creare divisione e odio contro le persone musulmane”.
Centinaia di commenti l’hanno spinta a procedere per vie legali. Stessa scelta per Brigitte Foppa, bersaglio di un’ondata simile per aver semplicemente posto una domanda politica: cosa fare dei monumenti fascisti in città? “Sono seguiti centinaia di commenti di insulti e di aperta adesione all’ideologia fascista e al Duce. Sono davvero sbalordita”, racconta. “In Italia si deve poter dire ‘monumenti fascisti’ senza essere insultata. E non è accettabile che l’insulto sia seguito da inneggiamenti a Mussolini”. Foppa ha sporto denuncia per minaccia e apologia del fascismo contro i commenti più brutali: “Il coraggio civile impone di non stare zitti e la storia impone di opporsi agli inizi (Principiis obsta). Anche se penso che siamo già oltre gli inizi, purtroppo”.
Due pesi e due misure?
Sulla vicenda interviene anche l’ANPI altoatesino, che dà piena solidarietà a Foppa, Pomella e alle donne dell’associazione Armonia, sottolineando la sistematicità degli attacchi: “Ci chiediamo che cosa si aspetti da parte della Magistratura e delle forze dell’ordine a procedere d’ufficio contro i responsabili, come prevedono le leggi nei casi in cui sia manifesta la gravità dei fatti e la natura organizzata delle aggressioni”. L’associazione punta il dito anche su una contraddizione istituzionale: “Non era proprio il caso di autorizzare il presidio della Lega e di Forza Nuova in un luogo così vicino alle donne che volevano intimidire. Per molte settimane sono stati vietati gli accessi in Piazza Municipio a causa di un cartello. Due pesi e due misure?”.
E chiude con un affondo diretto alla politica: “Cosa aspettano le istituzioni ad attuare quei fondamentali principi della Costituzione legati alla dignità della persona, isolando quegli esponenti politici che continuano ad alimentare odio, paura, xenofobia e razzismo, rivalutando i peggiori disvalori del passato? Cosa aspettano il Presidente della Giunta provinciale e il Sindaco di Bolzano a condannare le esibizioni muscolari dei loro alleati e la marea nera che si è scatenata sui social?”.
„Je sui Silvia, je sui…
„Je sui Silvia, je sui Brigitte!“