Politica | Plose

Stop del Comune all’hotel di Athesia

Il sindaco di Bressanone Jungmann conferma: “Non abbiamo rilasciato la concessione edilizia, mancano le valutazioni ambientali provinciali”. E con il Bettenstopp decadono i diritti – salvo ricorsi.
Immagine: Rendering Athesia AG

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Il progetto di un hotel da 400 posti letto che il gruppo Athesia intende realizzare a Sant’Andrea, presso il parcheggio della cabinovia della Plose, potrebbe non vedere mai la luce. Lo conferma a SALTO il sindaco di Bressanone, Andreas Jungmann: il Comune non ha rilasciato alcuna concessione edilizia e alla scadenza del Bettenstopp – che coincide con la data di oggi (30 settembre) – i relativi diritti decadranno. “Attualmente noi non abbiamo rilasciato nulla. Non c’è alcun atto”, spiega Jungmann. Il progetto era stato presentato da tempo, ma secondo il sindaco la documentazione è arrivata troppo ravvicinata alla data della scadenza del Bettenstopp senza aver completato l’iter previsto.

“Dovevano iniziare prima l’iter”

Il nodo, secondo Jungmann, sono le valutazioni ambientali di competenza della Provincia. Per strutture di queste dimensioni serve prima lo screening ambientale, al termine del quale la Provincia decide se sia necessaria la valutazione ambientale strategica (VAS) e può anche chiedere di modificare il progetto. “Se uno vuole fare un progetto di queste dimensioni, un anno e mezzo serve solo per questa parte”, sottolinea Jungmann, secondo cui i proponenti del progetto “dovevano iniziare prima l’iter”.

Rischio ricorsi

Il sindaco non esclude che la vicenda finisca davanti a un giudice – sebbene non ci sia un atto amministrativo comunale da impugnare, ovvero la concessione edilizia. Secondo Jungmann la stessa legge provinciale sullo stop ai letti potrebbe rivelarsi “debole” in alcuni passaggi: “Un imprenditore che si vede negato il progetto potrebbe rivolgersi al giudice amministrativo, contestando la norma o la sua applicazione. Vediamo cosa può succedere”. Ma un ricorso non potrebbe far scattare la deroga prevista per i progetti oggetto di contenzioso, perché questa presuppone l’esistenza di una concessione edilizia, che in questo caso non c’è.

Il sindaco di Bressanone, Andreas Jungmann: “Se uno vuole fare un progetto di queste dimensioni, un anno e mezzo serve solo per la parte delle valutazioni ambientali” Andreas Jungmann/Facebook

Jungmann sottolinea l’importanza rappresentata dalla petizione contro la crescita dei posti letto, arrivata a 15 mila firme, che a suo dire riguarda però tutto l’Alto Adige e non solo Bressanone (“Da noi non ci sono abbastanza persone per arrivare a questi numeri”). Anche la Provincia, aggiunge, con lo stop ai letti ha già fatto qualcosa. Il sindaco ritiene probabile che nei prossimi quattro anni molti di coloro che hanno ottenuto un permesso di costruire non costruiscano – per i costi, la gestione e la difficoltà di reperire personale. “Ma in quattro o cinque anni sapremo di più”, dice Jungmann.

“La zona turistica rimarrà tale”

Resta da capire cosa accadrà all’area. I piani urbanistici comunali, ricorda il primo cittadino, hanno fissato queste zone molti anni fa, non solo a Bressanone. “La zona turistica rimarrà tale”, dice, ma il Comune vuole parlarne con i proprietari: “Non posso garantire nulla, ma forse si trova anche un’altra destinazione per l’area”. Una soluzione, aggiunge, che dovrà essere condivisa da tutti, “anche politicamente”.

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