Politica | Destra

Bessone ritorna, col generale Vannacci

L’ex assessore provinciale della Lega ora consigliere comunale a Vipiteno annuncia l’adesione a Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci: “Torno a lavorare per l’Alto Adige”. Ci saranno altre adesioni a Bolzano?
L'assessore provinciale Massimo Bessone
Foto: Massimo Bessone
  • Massimo Bessone torna sulla scena politica provinciale. Dopo due anni lontano dalla Lega e l’impegno locale come consigliere comunale a Vipiteno, l’ex assessore provinciale ha annunciato il suo ingresso in Futuro Nazionale, il progetto politico di destra radicale legato al generale Roberto Vannacci. “Ritorno a lavorare per l’Alto Adige”, scrive, ripartendo da destra ma fuori dalla Lega. “Negli ultimi anni ho ricevuto diverse proposte politiche, ma ho scelto di non accettarle”, scrive Bessone nel comunicato. La scelta, spiega, è maturata solo dopo il confronto con Vannacci e con i suoi riferimenti organizzativi: il deputato pisano Edoardo Ziello e il coordinatore del Nord-Est Guido Giacometti. “Ho parlato con il generale Vannacci”, racconta a SALTO, “poi però mi sono rivolto soprattutto a Ziello e Giacometti. Con loro abbiamo parlato e convenuto che questa cosa s’aveva da fare”.

  • La rottura con la Lega

    L’ex esponente leghista rivendica il proprio percorso politico come un lavoro di costruzione dal basso. Nel comunicato ricorda gli anni dell’espansione della Lega in Alto Adige, quando – da commissario provinciale – contribuì a portare il partito al governo della Provincia: “Io ho speso anni di gazebo da solo a Bressanone, ho creato la struttura nei Comuni dove prima sembrava impossibile fare un assessore o un consigliere. Mi ero dato da fare, ci ho dato il cuore” spiega a SALTO con tono insieme orgoglioso e amareggiato.

  • L’europarlamentare Roberto Vannacci: fuoriuscito dalla Lega per fondare un partito di estrema destra. Foto: Roberto Vannacci/Facebook
  • Il passaggio a Futuro Nazionale arriva però soprattutto dopo una rottura mai ricomposta con la Lega locale. Bessone lo dice apertamente, pur evitando attacchi al livello nazionale del partito. “Il mio amore è sempre stato la Lega, coi miei ideali”, afferma, “però alla fine non potevo più lavorare proprio per i loro modi e allora due anni fa ho scelto di andarmene. Era il mio primo partito e speravo unico”. Bersaglio delle sue critiche è la gestione altoatesina del Carroccio negli ultimi anni “che ha progressivamente smarrito il contatto con il territorio e soprattutto con i suoi militanti”. “Sono stato trattato male dal mio partito per interessi passeggeri che poi si sono rivelati degli sbagli, degli autogol. Hanno sacrificato il lavoro dei militanti di anni e anni di fede per il partito per avere forse un voto in più. E alla fine da 4 siamo passati a 0”.

  • L’assessore provinciale di Forza Italia, Christian Bianchi: l'unico eletto della Lega alle elezioni provinciali è passato agli azzurri. Foto: Seehauserfoto
  • Nonostante ciò Bessone dice di non portare rancore personale. “Non ce l’ho neanche con Christian Bianchi, perché lui ha fatto quello che gli hanno fatto fare”, osserva. Resta però il rammarico: “Alla Lega ho dato il mio entusiasmo, i miei anni migliori”. L’approdo al partito di Vannacci non significa però adesione automatica e senza sfumature a ogni posizione nazionale del movimento. Anzi, uno dei punti che rivendica Bessone è la necessità di adattare la linea politica alle specificità dell’Alto Adige. “Vannacci è più centralista”, riconosce, “però io gli ho detto che certe cose vanno adeguate alla regione in cui si vive. La nostra è una provincia a statuto speciale, completamente diversa dal resto d’Italia, con le peculiarità della convivenza tra gruppi linguistici”. Per questo “pur aderendo e condividendo un programma politico, è giusto adeguarlo a quello che è l’Alto Adige. Mi piace lavorare sul territorio, a fianco delle persone, e mi piacerebbe adattare il loro programma alla nostra realtà”.

  • La remigrazione

    Sul concetto ora associato a Vannacci, la cosiddetta “remigrazione”, Bessone cerca una posizione distinta. Dice di aver studiato i punti del programma prima di accettare il nuovo incarico e chiarisce di condividere una linea dura solo nei confronti di chi commette reati. “La remigrazione la condivido in pieno quando qualcuno ha compiuto dei reati”, afferma. “Quando uno si comporta bene, lavora per sé e anche per la società, non vedo perché debba essere espulso. Contro gli stranieri io non ho nulla, perché non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio. C'è tanta brava gente che lavora e che merita di stare qui, come lo meritiamo noi”. Alla domanda sulla proposta di legge sostenuta da CasaPound, risponde secco: “Io non l’ho firmata”. E aggiunge di non aver partecipato nemmeno alla manifestazione sul tema.

  • La manifestazione pro-remigrazione a Bolzano: promossa dal “Comitato Remigrazione e Riconquista” di CasaPound. Foto: Seehauserfoto
  • Per ora, assicura Bessone, l’obiettivo non è una candidatura personale. “Candidarmi? Non penso”, dice a SALTO. “Ma spero di poter dare una mano a loro per far crescere il movimento sul territorio Sono già in tanti che mi hanno scritto prima, quando la cosa non era ancora ufficiale. Adesso che è diventato ufficiale, magari è più facile che ci siano più persone che passano...”. Il consigliere vipitenese non fa nomi e non conferma voci sui possibili movimenti di consiglieri comunali a Bolzano, uno della Lega e uno di Fratelli d’Italia. “Riparto da zero, come ho sempre fatto”, conclude Bessone.