Chiude l'ex Alimarket
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“Bolzano ha fatto la propria parte, anche oltre quanto inizialmente previsto”, recita la nota del Comune di Bolzano con cui la Giunta Corrarati annuncia la posticipazione di una settimana della chiusura definitiva dell’ex Alimarket il 6 aprile. Stamattina (31 marzo) la Giunta comunale di Bolzano, su proposta dell'Assessore alle Politiche Sociali Patrizia Brillo, ha deciso di prorogare la chiusura della struttura dell’ex Alimarket fino al 6 aprile, Lunedì di Pasqua. Le motivazioni sono l’improvviso e repentino abbassamento delle temperature registrato nella notte scorsa e previsto anche nei prossimi giorni, nonché in considerazione delle imminenti festività.
Ma la volontà di chiudere i battenti al progetto che riguarda i 95 lavoratori ospitati presso il centro ex Alimarket di Bolzano sud resta. “L’ex Alimarket non diventerà una struttura stabile: il progetto pilota, nato come supporto ai lavoratori senza dimora, si concluderà definitivamente alla data indicata. L’iniziativa era stata inizialmente prevista per una durata di cinque mesi ed è stata successivamente prorogata per ulteriori cinque mesi proprio in ragione dell’avvicinarsi del periodo invernale”, scrive l’amministrazione comunale.
L’assessora Brillo aveva spiegato a SALTO le ragioni sia economiche, parlando di “un costo di circa un milione di euro per dieci mesi di apertura”, ma soprattutto per “garantire condizioni di vita dignitose dal punto di vista umano”. L’Amministrazione comunale è attualmente impegnata in un confronto con le aziende datrici di lavoro, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative, come l’attivazione di foresterie o altre strutture idonee, ma per ora il progetto non ha agganciato nessun datore di lavoro, rivelandosi un buco nell’acqua.
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Il coinvolgimento della Provincia
“Nel corso di questi mesi, il Comune di Bolzano ha fatto uno sforzo straordinario - prosegue il Comune nella nota -. Resta fermo il principio che soluzioni emergenziali non possono trasformarsi in risposte strutturali. Il tema dell’accoglienza, in particolare per i lavoratori e le persone in difficoltà, richiede un approccio condiviso e una distribuzione territoriale più equilibrata, che coinvolga l’intero sistema provinciale. L’Amministrazione continuerà a lavorare per individuare soluzioni sostenibili, tutelando le situazioni di maggiore fragilità, come i nuclei familiari e le persone con bisogni sanitari, già presi in carico all’interno di altre strutture dedicate. Bolzano ha fatto la propria parte, anche oltre quanto inizialmente previsto. Ora è necessario proseguire con scelte responsabili, che non alimentino nuove emergenze ma costruiscano risposte concrete e durature.
Il Comune di Bolzano ha ottenuto che da giugno le famiglie ospitate nel capoluogo verranno smistate su tutto il territorio altoatesino, grazie ad un accordo tra Comuni e Consorzio dei Comuni. Il progetto, portato avanti dall’assessora al sociale del Comune di Bolzano Patrizia Brillo prevede lo spostamento dei nuclei familiari (al momento sono una cinquantina di famiglie e circa ottanta minori) in 96 Comuni della Provincia di Bolzano, una per ciascun Comune, secondo il modello dell'accoglienza diffusa. Un passaggio che, spiega il Comune, ”consentirà il ricongiungimento di nuclei familiari di migranti e offrirà maggiori opportunità di integrazione, dall’accesso al lavoro, alla frequenza scolastica".
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“Non lasciateli per strada”
Una “presa in giro” secondo l’associazione Bozen Solidale, che nella giornata di oggi (31 marzo) ha organizzato un presidio davanti al Municipio del capoluogo. “ Sposto un pacco un giorno, lo risposto il giorno dopo. Lo metto lì, lo metto qui, lo metto dietro o davanti. Peccato che qui si parla di PERSONE che, in quanto lavoratori e contribuenti, avrebbero diritto a non dormire all’addiaccio, oggi come tra una settimana”, commenta il collettivo, che denuncia il rischio che siano 67 persone – tra lavoratori e vulnerabili – le persone che rischiano la strada a Bolzano ed altre 200 in tutta la Provincia.
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