Musica | Haydn e Toscanini

Una prima esecuzione memorabile

Kent Nagano sul podio per la Sagra della Primavera e per Stradivari, Concerto per violino e orchestra di Aziza Sadikova. Solista Rebekka Hartmann.
Haydn, Nagano
Foto: Luca Guadagnini
  • La Filarmonica Arturo Toscanini e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento si sono unite in un’unica grande compagine sinfonica formata da oltre 100 musicisti, per un doppio appuntamento. Il primo a Bolzano, il secondo a Parma. Con Kent Nagano sul podio per la strawinskiana Sagra della primavera e per la prima assoluta di Stradivari, Concerto per violino e orchestra della compositrice Aziza Sadikova, con Rebekka Hartmann solista d’eccezione. Per il 50° anniversario della Fondazione Toscani, di cui Nagano è Principal artistic partner e Aziza Sadikova è stata Composer in residence.

    Al teatro comunale bolzanino il pubblico è accorso numeroso. I primi suoni sono stati quelli della compositrice uzbeka, oggi cittadina germanica. Stradivari, Concerto per violino e orchestra è stato presentato quale prima esecuzione assoluta. È una commissione di Rebekka Hartmann. È una composizione di circa 15 minuti, che si può ascoltare anche nell’incisione per l’etichetta FARAO classic, con Kent Nagano alla direzione della Rachmaninoff Orchestra e la committente nel ruolo solista. 

  • Rebekka Hartmann: suona su un violino oggi conosciuto come lo “Hartmann-Stradivari”, un capolavoro della liuteria datato 1675. Foto: Luca Guadagnini
  • Stradivari, Concerto per violino e orchestra è concepito come un omaggio alla grande liuteria italiana. Aziza Sadikova ha affermato: “Da bambina ho avuto modo di vedere un film sul liutaio Antonio Stradivari, che mi ha colpita profondamente. Sono rimasta così affascinata dalla sua storia di vita, e dal suono dei suoi violini, al punto da voler trasferire quelle emozioni all’interno di quest’opera.

     

    “La mia ambizione è di rinfrescare la musica barocca.”

     

    Questo Concerto per violino e orchestra vuole anche rendere omaggio a Giuseppe Tartini, il primo compositore che scrisse musica appositamente per strumenti di Stradivari: per questo motivo all’interno del mio paesaggio sonoro cito e rielaboro alcune sue frasi musicali. “La mia ambizione è di rinfrescare la musica barocca, di portare alcune di quelle idee, di quelle armonie, nel mondo sonoro di oggi. Nel concerto uso citazioni da Tartini, ma il risultato è una musica del tutto nuova, non un arrangiamento o un pastiche.”

    Una musica che ci ha profondamente emozionato, nei dettagli delle parti solistiche, nelle sonorità inaudite frutto di una invenzione di talento, nel vitale quanto complesso equilibrio formale. Applausi calorosi, prolungati, hanno prima omaggiato direttore, solista e orchestra. Una segnalazione per Stefano Ferrario, primo violino della Haydn, che, come richiede la partitura, ha suonato passi solistici impegnativi, in duo con la Hartmann. Al momento degli applausi l’abbraccio della Hartmann a Ferrario è il più autorevole commento alla sua prova.

    Aziza Sadikova era presente in sala, invitata sul palco, ha raccolto i meritatissimi calorosi battimani.

     

     

    È un capolavoro, anche senza il balletto.

     

    Richiamata più volte sul palco Rebekka Hartmann ha offerto due fuoriprogramma. Un Largo di Tartini per violino e orchestra e una pagina solistica bachiana. Struggente il primo, di un virtuosismo abbagliante la seconda. Tra le ovazioni la Hartmann ha preso commiato dal pubblico.

    La sagra della primavera di Igor Stravinskij è oggi considerata un capolavoro del Novecento. La prima rappresentazione del balletto ebbe luogo a Parigi, al Théâtre des Champs-Élysées, il 29 maggio 1913, per la stagione dei Ballets Russes, innescò invece uno scandalo memorabile. Stravinskij abbandonò la sala durante la rappresentazione con il pubblico rumoreggiante, diviso fra stupore, risate e proteste. È musica nata per la compagnia di balletto di Djagilev, per narrare di una giovane donna che ballando fino alla morte propizia il risveglio della natura. Le Sacre du printemps recita il titolo originale, Sagra come “consacrazione”. È un capolavoro, anche senza il balletto.

    Gli applausi riconoscenti hanno siglato questo concerto straordinario, per la composizione della massa orchestrale, per la qualità degli interpreti e per il programma.

    Assieme a La Source d’Yggdrasil di Camille Pépin, a Valedictions di Isabella Gellis, e a Note to a Friend di David Lang, Stradivari, Concerto per violino e orchestra è nella nostra ideale quanto minimale playlist dedicata alla Haydn. Queste quattro composizioni hanno in comune a nostro avviso la capacità di offrire nuove trame sonore con creatività “combinatoria”, per usare il concetto di Margareth Boden, e con la forza della gentilezza.