Politica | Caldo

Aspettando Bolzano marittima

Mentre si alzano le temperature, Lungomare, Team K e Verdi chiedono accessi ai fiumi e piazze più ombreggiate, ma l’amministrazione Corrarati sceglie la cautela.
Provincia Bz

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Bolzano è, non da oggi, una delle città più calde d’Italia d’estate. Mentre il capoluogo affronta la terza ondata di calore in un mese, il tema del rinfrescamento urbano e dell’accesso ai corsi d’acqua torna con forza al centro del dibattito politico cittadino. A muovere le acque, è il caso di dirlo, è stata per prima la società civile. L’associazione Lungomare ha lanciato Flussbaden Bozen-Bolzano, un collettivo civico aperto a tutti che si propone di ripensare il rapporto tra la città e i suoi fiumi, immaginandoli come spazi condivisi di incontro, cura e responsabilità collettiva, in vista di una Bolzano “balneabile”. Sul fronte consiliare, a muoversi sono stati soprattutto Team K e i Verdi, con proposte diverse per approccio ma simili nell’obiettivo: dare ai cittadini un modo sicuro per rinfrescarsi durante l’estate.

...dare ai cittadini un modo sicuro per rinfrescarsi durante l’estate.

Sul fronte consiliare, a spingere per la realizzazione di aree ad hoc sono da anni soprattutto Team K e i Verdi, con proposte diverse per approccio ma simili nell’obiettivo: dare ai cittadini un modo sicuro per rinfrescarsi durante l’estate. La prima mozione, firmata dai consiglieri del Team K Matthias Cologna e Thomas Brancaglion, è dedicata agli accessi sicuri e naturali ai corsi d’acqua (Talvera, Isarco, Rio Fago). Nel testo si richiamano gli esempi di Parigi, Oslo, Londra, Basilea e Copenaghen, città che negli ultimi anni hanno “restituito i fiumi alla cittadinanza”, e cita come modello vicino l’accesso al Passirio realizzato a Merano davanti alle Terme. Il testo non chiede necessariamente bacini o zone balneabili, ma piccole insenature, gradoni, spiaggette o approdi naturali che permettano di avvicinarsi all’acqua in sicurezza, anche pensando alle passeggiate con i cani lungo il Rio Fago. La mozione, presentata ieri in Consiglio comunale, impegna sindaco e Giunta ad avviare studi di fattibilità con l’Ufficio bacini montani, a promuovere un primo intervento sperimentale entro il 2026 lungo il Talvera (zona Museion), a coinvolgere cittadinanza e associazioni ambientaliste, e a stanziare le risorse necessarie in bilancio.

I consiglieri comunali Matthias Cologna (a sinistra) e Thomas Brancaglion (a destra) del Team K: firmatari delle due mozioni dedicate agli accessi sicuri ai corsi d'acqua e al rinverdimento delle piazze cittadine. Team K; Collage: SALTO

La seconda mozione, sempre a firma Team K, riguarda invece il rinverdimento, l’ombreggiamento e la desigillazione delle piazze cittadine, indicate come vere e proprie isole di calore per la presenza di cemento, asfalto e porfido privi di vegetazione. Richiamando il modello della “città spugna” già applicato in Svezia e Austria, la mozione chiede un programma di desigillazione a partire dalle piazze più critiche (Mazzini, Domenicani, Tribunale, Matteotti, Vittoria, Nikoletti), l’estensione del Piano del Verde comunale, nuove alberature stradali (via Rosmini, via San Quirino), il coinvolgimento di Università ed esperti — citando in particolare gli studi del prof. Stefan Zerbe — e persino una revisione dei vincoli architettonici della Sovrintendenza quando ostacolano interventi utili alla salute pubblica.

...purché si arrivi presto a luoghi di refrigerio a bassa soglia di accesso.

I Verdi, dal canto loro, con il consigliere Rudi Benedikter, hanno ripresentato il 25 giugno 2026 la mozione “Talfer-Beach”, già depositata un anno prima (23 giugno 2025). L’idea è quella di inserire un lago balneabile o una spiaggia attrezzata nel progetto complessivo “Area fluviale Bolzano – Talvera/Isarco”, attualmente allo studio tra Provincia e Comune dal luglio 2024. I Verdi richiamano a supporto una delibera comunale del lontano 1996, che prevedeva la costruzione di una seconda piscina naturale pubblica proprio partendo dal ricordo del Talvera come “lido naturale” dei bolzanini di inizio Novecento. Il gruppo ha inoltre espresso sostegno pubblico ad una petizione su Change.org per il parco giochi d’acqua, circolata in parallelo al dibattito, dichiarandosi indifferente alla forma — “Talfer-Beach” o parco acquatico — purché si arrivi presto a luoghi di refrigerio a bassa soglia di accesso.

Il Sindaco Claudio Corrarati: ha ribadito che ogni intervento deve essere preceduto da un’analisi del rischio. Seehauserfoto

Interrogato da SALTO sul tema, il sindaco Claudio Corrarati ha ricondotto il tema al lavoro già annunciato dall’assessore all’ambiente Marco Caruso, che sta lavorando ad opere per un “avvicinamento sicuro” alle acque, concordate con Provincia e Ufficio bacini montani. Il sindaco ha però chiuso, almeno per ora, alla creazione di lidi, piscine naturali o laghetti balneabili veri e propri, indicati come soluzioni già valutate e scartate per ragioni di sicurezza e di responsabilità amministrativa in caso di incidenti. Una posizione che il primo cittadino ha definito già chiarita “molto chiaramente” in Consiglio comunale, ricordando che dietro ogni intervento deve esserci un’analisi del rischio.

Resta ora da vedere, come chiesto dalle stesse mozioni di Team K, quale forma concreta prenderanno gli “studi di fattibilità” annunciati e se il primo intervento sperimentale lungo il Talvera vedrà davvero la luce, oltre a capire in che punto del progetto provinciale “Area fluviale Bolzano” troverà spazio la questione della balneabilità, sollevata con forza dai Verdi e dalla petizione promossa da Lungomare.