Politica | L’appello

“La cultura non diventi ostaggio”

Proteste degli insegnanti: “l’Alleanza” torna a lanciare un messaggio sui rischi per gli operatori culturali qualora non si trovi un accordo sindacale velocemente. “Guardiamo con preoccupazione al prossimo anno scolastico”.
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La cultura non diventi ostaggio del braccio di ferro tra Provincia e sindacati. È questo il messaggio che l’Alleanza della cultura torna a lanciare a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico. Dopo il primo appello diffuso all’inizio di luglio, l’associazione torna a chiedere una rapida conclusione della vertenza sul contratto del personale docente, sostenendo che l’incertezza continua ad avere pesanti ripercussioni sulle attività culturali nelle scuole e sul lavoro degli operatori del settore.

L’iniziativa nasce dalle forme di protesta adottate nei mesi scorsi dal personale docente nell’ambito della trattativa contrattuale. Tra queste, la sospensione di numerose attività extrascolastiche, come spettacoli teatrali, laboratori, visite ai musei e altri progetti culturali organizzati per gli studenti in collaborazione con associazioni e operatori del territorio. Proprio le conseguenze di queste cancellazioni avevano spinto l’Alleanza della cultura a intervenire pubblicamente già all’inizio di luglio.

“Attraverso i loro progetti, gli operatori e le operatrici teatrali promuovono lo sviluppo della creatività e contribuiscono in modo determinante alla crescita personale.”

In un’intervista pubblicata da SALTO, la direttrice dell’associazione, Anna Hilber, aveva spiegato che l’obiettivo dell’iniziativa non era prendere posizione contro gli insegnanti, ma richiamare l’attenzione sulle conseguenze che il protrarsi della vertenza stava producendo sul mondo della cultura. Aveva inoltre riconosciuto che mancavano ancora dati quantitativi completi sull’entità del fenomeno, annunciando però l’avvio di una raccolta di informazioni tra gli aderenti.

Alleanza per la cultura: I membri del direttivo Elisa Cappelari

Nel nuovo appello, l’Alleanza afferma che, nonostante le rassicurazioni ricevute dopo la prima lettera aperta, “non si può negare che la situazione resti tuttora irrisolta e che non siano stati intrapresi passi concreti e duraturi per garantire i futuri programmi culturali scolastici”. L’associazione aggiunge di continuare “a guardare con preoccupazione al prossimo anno scolastico: l’autunno si avvicina a grandi passi e i nostri operatori e operatrici culturali continuano a non avere alcuna certezza”. Secondo quanto riferiscono i suoi membri, alcuni sarebbero inoltre “costretti a riorientarsi professionalmente a causa della mancanza di incarichi, poiché le offerte extrascolastiche sono state fortemente ridotte”.

L’associazione richiama quindi il valore della cultura nel percorso educativo, indicando il teatro come esempio. “Attraverso i loro progetti, gli operatori e le operatrici teatrali promuovono lo sviluppo della creatività e contribuiscono in modo determinante alla crescita personale. Rafforzano la fiducia in sé stessi, favoriscono l’intelligenza emotiva e migliorano la capacità di parlare liberamente davanti a un pubblico, una competenza che va ben oltre il palcoscenico”. E si chiede: “Che cosa accade quando queste opportunità vengono a mancare?”.

“Gli attuali tagli all’offerta culturale e la persistente incertezza nella pianificazione avranno purtroppo ripercussioni anche sui prossimi anni scolastici.” 

Il passaggio centrale del documento è però quello in cui l’Alleanza sostiene che “la cultura non deve diventare ostaggio di interessi contrapposti”. L’associazione afferma che “le conseguenze delle proteste scolastiche su cultura e istruzione sono evidenti”, chiede “risposte chiare e soluzioni concrete” e annuncia che “è attualmente in corso un’indagine empirica volta a raccogliere dati e fatti, che saranno presentati all’inizio dell’anno scolastico”.

Nella parte conclusiva viene infine lanciato un ulteriore appello alla politica e alle parti in trattativa. “Gli attuali tagli all’offerta culturale e la persistente incertezza nella pianificazione avranno purtroppo ripercussioni anche sui prossimi anni scolastici” e mettono “a rischio il sostentamento di numerosi operatori e operatrici culturali, oltre a privare le scuole del prezioso contributo della formazione culturale”. Per questo l’Alleanza ritiene “assolutamente indispensabili” la prosecuzione e la conclusione dei negoziati “nell’interesse di tutti”.