Gesellschaft | Il commento

L’Imam di Bressanone: “Siamo furiosi”

Prevista una manifestazione nella città vescovile per il fine settimana. Termassi: “Azioni che sviliscono l’islam”.

Dall’attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo è passata quasi una settimana. La tragedia è stata vivisezionata sul tavolo anatomico più e più volte, è stato detto tutto e il contrario di tutto. Decine di articoli sono stati scritti per spiegare perché siamo tutti Charlie o perché siamo ben lontani dall’esserlo o anche perché alcuni lo sono e altri invece no. Domenica scorsa quasi 4 milioni di persone sono scese nelle piazze francesi per manifestare contro il terrorismo e a favore della libertà di espressione. Fra loro, con passo tutt’altro che felpato, hanno sfilato anche alcune autorità la cui condotta politica e personale avrebbe fatto meglio a tenerli barricati in casa suggerendo la scusa di una provvidenziale emicrania. Si sono squadernate collose teorie del complotto e c’è chi invece ha subito fiutato l’affare aprendo una specie di “mercatino Charlie Hebdo” su ebay per vendere portachiavi, penne, magliette “brandizzati” e vecchi numeri della rivista a prezzi da capogiro. Tutto fa guadagno, del resto.

Una volta sgonfiato il tendone del circo mediatico, un semplice quesito tenterà di scansare una perpetua banalità: il divario comunicativo con quello che per gli occidentali è l’iperuranio religioso rimarrà violentissimo oppure le due parti si incontreranno in un punto a metà fra il risentimento e la volontà di scardinare uno sclerotizzato e improduttivo status quo? Un segnale incoraggiante lo ha dato in tal senso la comunità islamica pachistana che domenica ha sfilato per le vie bolzanine manifestando contro ogni declinazione del terrorismo, un’iniziativa che anche l’Imam di Bressanone Abdeslam Termassi vuole replicare nella città vescovile e che si terrà con tutta probabilità sabato o domenica prossimi. “Vogliamo che tutti, non solo 150 persone come a Bolzano, ma tutti si riversino in piazza Duomo per condannare insieme questi atti vergognosi, la verità è che da quando è successo quel che è successo in Francia non riesco a dormire sonni tranquilli”, confessa amaramente l’Imam che poi aggiunge con fermezza: “questi individui, che si professano musulmani, non sanno cos’è l’islam, sul Corano non c’è scritto che si possono uccidere le persone, né il profeta ha mai detto niente del genere, siamo tutti molto arrabbiati e vogliamo esprimere la nostra completa estraneità da questa frangia estremista sanguinaria”.

Non teme tensioni di alcun tipo Termassi, fiducioso che i cittadini altoatesini sapranno distinguere “come hanno sempre fatto” chi sono i veri musulmani. “La gente è con noi – ha evidenziato la guida religiosa che vive da circa 27 anni in Sudtirolo -, ora dobbiamo solo auspicare che il paese vada avanti, è quello che noi tutti vogliamo”. Sulle vignette satiriche di Charlie Hebdo l’Imam è stato lapidario: “la religione islamica non permette di raffigurare Allah o il profeta Maometto, chi ha fatto quei disegni ha sbagliato”.

Smentisce invece la “latitanza” della politica locale l’assessore all’integrazione di Bressanone Elda Letrari: “Lo sdegno e la rabbia per quanto accaduto sono trasversali a tutti i partiti, credo che la politica stia prendendo sul serio questa tematica, certo poi c’è chi, come Massimo Bessone della Lega Nord, che oltretutto fa parte del gruppo di lavoro per l’integrazione, chiede di chiudere le sale di preghiera dei musulmani, ma questa non è sicuramente la soluzione più opportuna”.